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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Gennaio - ore 22.55

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Firma e acconto da 28mila euro, ma quell'auto può circolare solo in Germania

Ipotesi di frode in commercio e appropriazione indebita per un venditore. Uno spezzino ha firmato carte su carte, ma la berlina dei sogni è di proprietà di una società di leasing tedesca.

indagini in corso
Firma e acconto da 28mila euro, ma quell'auto può circolare solo in Germania

La Spezia - Dopo tanti anni di lavoro ecco la pensione e il meritato riposo. E la voglia di togliersi uno sfizio nella vita: una bella e scattante berlinetta di produzione tedesca, con tutti gli accessori del caso. Così ha pensato un pensionato protagonista di una vicenda che è finita sulla scrivania della Polizia stradale. Una vicenda al limite del surreale, che ha portato a un grande esborso di denaro ma alla proprietà di un bel niente.
L'uomo, confortato dalle rassicuranti credenziali di chi prima di lui ha già acquistato vetture, un giorno ha messo piede in un autosalone dove tutto, ma proprio tutto, faceva presumere di essere in una concessionaria ufficiale. Accoglienza, cordialità, sorrisi, preventivo e rassicurazioni sull’affare da parte del venditore: addirittura la possibilità di creare l’allestimento così per come desiderato direttamente dal configuratore web.

Qualche giorno per pensarci su e poi il compratore ritorna all’autosalone, firma una serie di fogli, sbriga le formalità che servono per l’ordine, la privacy, l’immatricolazione. Lascia anche un acconto da più di 28mila euro che salda immediatamente rientrato a casa in homebanking direttamente sull’Iban della rivendita. E' a quel punto che il meccanismo oliato dell'ordinazione diventa il meccanismo inceppato della consegna. "L’auto è in ordinazione"... "L'auto entro due settimane è pronta"... "L’auto è un modello particolare, ci vuol tempo"... si sente ripetere.
Scuse su scuse per dilatare i tempi. Passano settimane e addirittura mesi, poi un bel giorno la fiammante berlinetta viene consegnata. Ha però una particolarità, ovvero una targa mai vista prima. Una "targa export tedesca", viene spiegato all'acquirete, che sarebbe servita prima di avere le definitive, quindi con una scadenza. Una volta passato un certo lasso di tempo, l'auto non potrà più essere messa in circolazione. E allora il guidatore impaziente viene invitato a sottoscrivere altre carte.

Arrivano allora a distanza di poco le targhe d’immatricolazione definitive, ma non sono italiane bensì anche questa volta tedesche, emesse dalla motorizzazione della Repubblica di Germania. "Io volevo una vettura immatricolata in Italia e ho un’auto registrata in Germania", questa l’affermazione fatta negli uffici della Polizia di Stato, sezione Polizia Stradale della Spezia dove, alla richiesta della carta di circolazione, emerge che il libretto altro non è che una fotocopia, neppure a colori, però plastificata. L'imprudente acquirente non ricorda cosa ha firmato, cosa ha pattuito con il salonista, non è certo di non aver attivato una procedura di rating e non possiede il contratto o copia dei documenti che ha firmato.

I denari sono stati incassati e i rapporti con il venditore non sono più quelli del primo approccio. L’auto, accertano le indagini, non è di provenienza illecita poiché effettivamente iscritta in Germania, ma a nome di una società di servizi che si occupa di noleggio a lungo termine, priva di stabilimento in Italia. In base alle nuove norme introdotte dal decreto sicurezza non può neppure essere più posta in circolazione, pena una serie di aspre sanzioni pecuniarie.
Il brutto di tutta la questione è che l’ignaro acquirente non risulta intestatario proprio di un bel niente, e il denaro versato al momento dell’acquisto non si capisce che fine abbia fatto. I fatti sono stati denunciati e la palla è passata al vaglio degli investigatori della Polizia Stradale che, attraverso una serie di immediati accertamenti, hanno già definito i contorni della vicenda. Interessando l’autorità giudiziaria preposta, è stata ipotizzata tutta una serie di reati in concorso all’indirizzo dei venditori o pseudo tali: dalla frode in commercio all’appropriazione indebita.

"La vicenda ci consente, come Polizia di Stato, di raccomandare vivamente di fare sempre, ed in ogni frangente, estrema attenzione a cosa si firma e con chi ci si rapporta. Se qualcosa non è chiaro o si nutrono dubbi meglio riflettere un momento, e non farsi avvolgere nelle spire delle lusinghe", raccomandano le forze dell'ordine.

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