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E' morto Aldo Giacchè, addio ad un pezzo della sinistra spezzina

Da sempre vicino all'area riformista di Giorgio Amendola e Giorgio Napolitano, ha trascorso gran parte della sua vita politica nel Pci poi Pds. Si allontanò dal Pd nel 2017 per aderire a Mdp. Paita: "Punto di riferimento, indomito spirito critico".

ex sindaco e senatore
E' morto Aldo Giacchè, addio ad un pezzo della sinistra spezzina

La Spezia - E' morto Aldo Giacchè, sindaco della Spezia fra il 1976 e il 1983. Grande protagonista della storia politica e amministrativa della sinistra alla Spezia e nel Paese, è stato infatti senatore della Repubblica per la IX e X legislatura rimanendo parlamentare sino al 1992, avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 14 aprile. "Un punto di riferimento per un’intera generazione di dirigenti, per la sua visione e intelligenza, ma anche per il suo indomito spirito critico e la sua capacità di sfidare, a mettersi in discussione. Aldo è stato un convinto riformista - lo ricorda per prima l'onorevole Raffaella Paita - che ha contribuito da sindaco, da senatore al progresso della sua amatissima città".

Giacché è stato il primo segretario della Federazione giovanile comunista dopo la Liberazione; in seguito giunse a ricoprire l'incarico di Segretario Provinciale del PCI dal 1968 al 1976. Sindaco della città dal 1976 al 1983; proprio nel 1983 venne eletto senatore, rimanendo parlamentare sino al 1992. Da sempre vicino all'area riformista di Giorgio Amendola e Giorgio Napolitano, Giacché ha fin dall’inizio, e ancora oggi, caratterizzato il suo impegno per una particolare sensibilità verso i temi della partecipazione democratica e popolare. Fra i suoi più importanti successi politici è da ricordare la conquista alla sinistra del comune della Spezia nei primi anni '70, archiviando definitivamente la convergenza tra Dc e Psi. Giacché è stato il sindaco che ha dato un forte impulso ai servizi sociali, alle aree verdi, e ha promosso una riforma dell'assetto urbanistico della città, a cominciare dalla Spallanzani. Dal Pci al Pds, nell'ultima parte della sua vita ha assunto posizioni spesso critiche nei confronti del Partito Democratico. Non a caso due anni fa aveva aderito ad Articolo1 MDP. La sua scelta risultò motivata dalla necessità di ricostruire un partito fondato sulla partecipazione e saldamente ancorato all'orizzonte ideale e politico della sinistra e del movimento dei lavoratori, dopo la parentesi liberale del Pd renziano. Giacché era convinto che l'abbandono della politica della partecipazione, che aveva caratterizzato l’azione dei comunisti alla Spezia, fosse una delle ragioni cruciali della recente sconfitta del centrosinistra nella nostra città". Anche la segretaria provinciale Federica Pecunia lo ha ricordato: "La sua lunga attività nelle istituzioni e al servizio della città gli viene riconosciuta da tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo e apprezzare le sue qualità. Il tema così attuale del confronto democratico e della partecipazione alla discussione,oggi più che mai necessaria, erano la spinta al suo agire politico. Anche nell’ultima campagna elettorale per le elezioni amministrative non ha mancato di dare il suo contributo di presenza e di sostegno. Quel contributo che mancherà e che avremo il dovere di non dimenticare. Alla moglie e ai figli Irene e Vladimiro giungano le sincere condoglianze del Partito Democratico".

"Aldo era un esempio, un maestro - ha voluto aggiungere le sue parole anche l'ex segretario provinciale Davide Natale - . Quando ho avuto l’onore di essere segretario della Federazione (lui lo diceva tutto d’un fiato) è sempre stato prodigo di consigli per cercare di evitarmi errori. Mi diceva spesso “ricordati che i tuoi errori si ripercuotono su tutti noi”. Era quel noi che mi riempiva il cuore. Era la sua idea di comunità che rappresenta il mio patrimonio. “Studia. Non parlare per sentito dire. La Politica è occuparsi di tutti. Non solo di quelli che pensi di rappresentare. Non puoi farlo se non conosci le cose nel profondo”. Aveva un punto fisso: la partecipazione. E anche in questo è stato un anticipatore dei tempi, come spesso gli è capitato. Amava le nostre periferie, amava la sua città. Un abbraccio a tutta la famiglia".

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