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Due agenti aggrediti a Villa Andreini. Uilpa: "Occorre introdurre un reato specifico"

Il segretario ligure Pagani
La casa circondariale di Villa Andreino

La Spezia - “Ci risiamo: ancora una grave aggressione ai danni di agenti appartenenti alla Polizia penitenziaria, che continuano a riportare, non in pochi casi, lesioni anche di natura permanente. Quest’oggi è accaduto – come altre volte in passato – presso la casa circondariale della Spezia, ma sono mediamente due al giorno le aggressioni dei detenuti ai danni degli operatori penitenziari in tutto il Paese, rispetto alle quali si registra la sostanziale inerzia dell’amministrazione penitenziaria ”.
A riferirlo è Fabio Pagani, segretario regionale della Uilpa Polizia penitenziaria.
“Dalle notizie ancora frammentarie che ci pervengono, deduciamo che stamani un detenuto di origini marocchine classe 1977, all’atto della perquisizione, ha aggredito violentemente due appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria procurando loro varie tumefazioni e contusioni imponendo il trasporto d’urgenza al Pronto soccorso. E' di tautologica evidenza che se non si assumono consequenziali misure immediate la situazione carceraria rischia di riprecipitare, specie – prosegue Pagani – se il neo capo del Dap, Petralia - nonostante gli ottimi propositi, la grande laboriosità e la non comune apertura al dialogo - non potrà da solo e senza il concreto e tangibile sostegno istituzionale del vertice politico risolvere l’emergenza carceraria che, nei fatti, è ancora in atto. E' assolutamente indispensabile e urgente – incalza ancora il leader della Uilpa Polizia penitenziaria - rafforzare gli organici della Polizia e potenziarne equipaggiamenti e dotazioni strumentali, nonché, parallelamente, intervenire sull’ordinamento introducendo un reato proprio o, per lo meno, un’aggravante specifica per chi, trovandosi in stato di detenzione, si scaglia contro le istituzioni repubblicane. Non sortiscono lo stesso clamore le aggressioni ai danni della Polizia penitenziaria, basta pensare a quanto successo ai poliziotti del carcere di San Gimignano. Infine, al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al ministero della Giustizia – conclude Pagani – chiediamo di accelerare sulla revisione del modello custodiale, ma anche di costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico di detenuti che abbiano aggredito e procurato lesioni permanenti agli operatori penitenziari e, conseguentemente, pure danni all’erario”.

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