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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Dicembre - ore 20.43

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Disastro Pitelli, oggi il penultimo atto

Chiesto 1,5 milioni di risarcimento da Legambiente. Una storia senza colpevoli.

Disastro Pitelli, oggi il penultimo atto

La Spezia - Entro fine anno, salvo sorprese, il tribunale della Spezia si pronuncerà in merito al caso della discarica di Pitelli. Una sentenza che anche in caso di un giudizio di colpevolezza avrà, però, solo valore simbolico.
Questa mattina si è svolta la penultima puntata della storia, con gli interventi degli avvocati Roberto Lamma e Claudio Orlandi, che curano rispettivamente gli interessi di Legambiente e e di alcuni abitanti il primo, e dei Comitati cittadini per la salute e l'ambiente, il secondo.
I due legali hanno tracciato il quadro della situazione con due lunghi interventi nei quali vengono ripercorse le tappe del cammino che hanno portato all'attuale processo, a partire dalla prima richiesta di scarico di inerti da parte di Orazio Duvia.
Lamma e Orlandi hanno tracciato la triste storia della collina di Pitelli cercando di mettere a nudo gli intoppi che hanno portato ad uno dei disastri ecologici più gravi della storia. Un dato su tutti? Tra il 1992 e il 1996 nella discarica di Pitelli sono stati stoccati 556mila metri cubi di rifiuti industriali, quasi il doppio rispetto ai 320mila autorizzati.
Al termine dell'intervento l'avvocato Roberto Lamma ha fatto la sua richiesta: risarcimento danni di 1,5 milioni di euro per Legambiente e di 300mila euro per i privati. Ben diverso il discorso per quel che riguarda l'associazione Comitati cittadini che, non essendo soggetto riconosciuto, non vedrà corrisposta alcuna richiesta di risarcimento, se non le spese processuali.
Il fatto è che l'imputato principale, Orazio Duvia, risulta nullatenente, quindi non è aggredibile sotto il profilo patrimoniale e probabilmente lo stesso vale per i co-imputati.
"Difficilmente - spiega l'avvocato Orlandi - gli imputati, sempre che vengano dichiarati colpevoli, risarciranno alcun danno. Considerando il fatto che la prescrizione scatterà prima del secondo grado di giudizio, quello che rimarrà di questo dibattimento saranno la chiusura e il sequestro della discarica e il fatto di esserci stati in rappresentanza delle associazioni e degli abitanti. Inoltre ho come l'impressione che la bonifica, o meglio la messa in sicurezza del sito, sarà a carico della cittadinanza, perché gli inquinatori, anche se verranno giudicati colpevoli, non tireranno fuori un centesimo".
Un processo che, evidentemente, si concluderà dopo sedici anni. Senza colpevoli.

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