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Direttore Asl5 indagato per corruzione e turbativa d'asta

Fra i nuovi nomi dopo gli undici arresti della Finanza ad aprile c'è anche quello di Andrea Conti. Pd: "Asl da commissariare"

INDAGINI CHIUSE
Direttore Asl5 indagato per corruzione e turbativa d'asta

La Spezia - C'è anche il direttore dell'Asl 5 Andrea Conti fra i sedici indagati dalla Procura della Spezia alla chiusura dell'inchiesta sul giro di tangenti che nei mesi scorsi aveva visto andare in carcere quattro persone mentre in sette erano finiti ai domiciliari. Secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza, il numero uno dell'azienda sanitaria sarebbe accusato di corruzione e turbativa d'asta per due episodi avvenuti nel 2017 quando avrebbe fatto pressioni sull'ex dirigente Buccheri per fare in modo che la procedura per l'affidamento da 32mila euro dei lavori nella struttura di Calice al Cornoviglio finissero a Luigi Morgillo. In un'altra occasione Conti – difeso dagli avvocati Maurizio Barabino e Daniele Caprara - avrebbe fatto eseguire indebitamente nella propria abitazione lavori alcuni lavori dal titolare di una ditta - anch'esso indagato – in cambio dell'alienazione a suo favore di un immobile di proprietà di Asl e su proposta dello stesso si era prodigato affinché l'azienda accettasse la proposta spontanea di partenariato presentata da una cooperativa per interventi sull'hospice di Sarzana attualmente in costruzione.

Nell'ambito della stessa inchiesta l'ex consigliere regionale di Forza Italia Luigi Morgillo – difeso da Matteo Ridolfi e Massimo Ansaldo – è accusato di turbativa d'asta mentre per Buccheri – difeso da Andrea Corradino – l'accusa è di corruzione, concussione, turbativa d'asta, falso in atto pubblico e rivelazione del segreto d'ufficio. Nel 2017 infatti quest'ultimo sarebbe riuscito a far vincere un'azienda specializzata nell'ambito di una gara bandita da Alisa.

“Cosa deve ancora accadere alla Spezia perché l’Asl 5 venga commissariata?”. A chiederlo sono il capogruppo e il vicecapogruppo del Pd in Regione Liguria Giovanni Lunardon e Juri Michelucci in merito alla notizia odierna. “Siamo garantisti, siamo convinti che le indagini della magistratura debbano fare il loro corso e siamo per la presunzione di innocenza – sottolineano i due esponenti del Partito Democratico – Ma non possiamo non rilevare che, da tre anni a questa parte, l’Azienda sanitaria spezzina sia piombata nel caos. Prima è esplosa la vicenda della direttrice sanitaria senza titoli, poi c’è stato l’abbandono, a cui è seguita una lunga scia di polemiche, della direttrice amministrativa; un anno fa c’è stata l’indagine della Guardia di finanza per un giro di tangenti che ha portato all’arresto di un dirigente Asl e adesso scopriamo, dalla stampa, che quella stessa inchiesta colpisce anche il direttore generale dell’Azienda, che risulta indagato. A tutto questo si aggiungono poi i servizi fortemente carenti su tutto il territorio, il cantiere per il nuovo ospedale Felettino fermo ormai da anni e la grande sofferenza in cui versa il San Bartolomeo di Sarzana. In mondo normale – concludono Lunardon e Michelucci – la Regione sarebbe intervenuta con un commissariamento. Cosa aspetta l’assessore Viale?”.

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