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Da Milano alla Spezia con auto modificate per trasportare la droga

La Polizia di Stato ha portato a termine un'indagine durata per più di un anno. Il questore Burdese: "Cambiate le piazze di spaccio".

Operazione "Touran"
Da Milano alla Spezia con auto modificate per trasportare la droga

La Spezia - Un anno e mezzo di indagine culminato con 9 ordinanze di custodia cautelare. Uno scenario che racconta il cambio radicale dello spaccio alla Spezia e provincia raggiungendo anche Massa Carrare e la provincia di Milano. E' il bilancio dell'operazione "Touran" che ha come capofila la Questura della Spezia. Tutto è cominciato, come detto, un anno e mezzo fa quando nei boschi di Pitelli si realizzavano sui sentieri scambi di eroina, cocaina e hashish. Ma gli spacciatori, nonostante l'incisivo lavoro degli investigatori, ogni volta riuscivano a rigenerare tutto il giro: dai piccoli venditori, fino ai corrieri.
Dalle operazioni di maggio, quando nel Milanese erano stati trovati dei garage in cui venivano approntate le vetture con vani pensati apposta per far raggiungere la droga nelle piazze di spacci, la Spezia e Massa.
Ed è con un blitz di questa notte che gli agenti della Polizia di Stato della Spezia, Massa-Carrara, Pisa, Como e Campobasso. Un'ondata di arresti in tutta Italia dunque che delineano il profilo di un gruppo di persone che conoscevano benissimo i territori e che avevano fatto dei boschi, anche nella zona di Massa, i covi ideali per portare avanti una fiorente attività illecita.

Gli investigatori hanno lavorato incessantemente riuscendo a ricostruire ben tre livelli dello spaccio. "Abbiamo condotto attività tecniche, pedinamenti - ha spiegato il dirigente della Squadra mobile Girolamo Ascione in conferenza stampa -. Sin da subito abbiamo capito che colpire solo i piccoli spacciatori non bastava. Quindi abbiamo alzato il tiro mantenendo vivo il secondo canale dello spaccio, studiandolo per capire come fosse articolato. Il giro era in mano ad un gruppo di marocchini. Nel corso delle attività, oltre alle nove custodie, abbiamo rintracciato e arrestato sette persone in flagranza di reato, ottenuto sei divieti di dimora, cinque denunce a piede libero. Tra questi deferimenti anche quelli di due italiani, un uomo e una donna. Altre due persone coinvolte nelle indagini erano una destinataria di una pena di 6 anni per droga e un altro era tornato in Italia nonostante i divieti. Nel corso delle attività sono state sequestrate anche quattro automobili. Il reclutamento degli spacciatori avveniva nei boschi: la maggior parte erano clandestini e si accampavano all'interno della boscaglia. Gli altri arrestati invece erano regolari sul territorio nazionale: uno era richiedente asilo, altri giunti in Italia con il ricongiungimento familiare, altri ancora invece erano venditori ambulanti. Nel bilancio vanno inserite anche le decine di segnalazioni a carico degli assuntori, tra di loro anche dei padri di famiglia".

Nel corso dell'intera attività sono stati sequestrati ventiquattro chilogrammi di stupefacenti tra cocaina, eroina e hashish, 50mila euro in contanti. Gli arresti avvenuti in Toscana erano a carico di due corrieri. Sempre tra le persone finite in manette anche un ventenne, il più giovane tra le persone coinvolte. "E' stato un lavoro importantissimo quello condotto dagli agenti - commentato il questore della Spezia Silvia Burdese -. Sono state messe in campo tutte le tecniche a disposizione e le abilità dell'investigatore paziente. Con questa articolata attività è stato messo in evidenza il cambio delle piazze di spaccio che dal centro sono passate alla boscaglia, anche della Val di Magra e nella zona fluviale, sono state scardinate delle attività fiorenti dello spaccio riconducibili ad un solo gruppo. Gli investigatori sono stati capaci a cogliere ogni minima sfumatura: si pensi anche a coloro i quali erano coinvolti in questa attività illecita e pur essendo nullatenenti sfoggiavano elementi di uno stile di vita non compatibile con la propria situazione economica. Tra le diramazioni scoperti dagli agenti anche un'ala che si occupava del 'recupero credito'. Attualmente uno degli uomini colpiti dalla custodia cautelare è ancora ricercato".

La droga veniva nascosta con cura nella vegetazione in diversi formati 200, 300 e talvolta anche 400 grammi. Nel corso delle indagini, tramite gli appostamenti, quando i sorveglianti si allontanavano la Polizia entrava in azione sottraendo parte del carico. Questo, inevitabilmente, creava tensione tra gli spacciatori che pensavano di essere vittime di furto di qualche cliente. In realtà erano nel pieno di un'indagine che ha portato a stroncare un giro illecito di spaccio che ha creato non poca preoccupazione tra i residenti delle zone dove avvenivano gli scambi. Le accuse a carico delle persone arrestate sono per spaccio di stupefacenti.

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