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Cucciniello: "Bisogna puntare in alto, a 'Zero rifiuti', più informazione e tracciabilità"

La Spezia - Informazione, tracciabilità e Saliceti. Queste sono le tre tematiche relative al ciclo dei rifiuti da affrontare al più presto, almeno secondo Corrado Cucciniello, presidente dell'associazione Comitati spezzini.
"Bisogna agire subito - ammonisce Cucciniello - per rimediare al programma di riciclo messo in piedi dal Comune della Spezia, perché siamo partiti con il piede sbagliato. Altrimenti il fallimento è certo. Quello che bisogna capire è se non c'è l'intenzione di riciclare meno, visto che maggiori sono i volumi di rifiuti da smaltire e maggiore è il movimento di denaro nelle tasche di Acam, che deve recuperare l'enorme spesa di Saliceti e mostrarsi appetibile per il matrimonio con Hera o qualsiasi altra società quotata in borsa che si avvicinerà ad Acam".
A dimostrazione di questo scarso interesse verso la differenziata, secondo Cucciniello, c'è anche l'intenzione, esternata da Acam, di accogliere altro "tal quale" proveniente dal Tigullio nelle biocelle che si libereranno nell'impianto di Saliceti, invece di destinarle alla produzione di compost di qualità. "Una scelta che non si spiega se non con la motivazione del business - accusa Cucciniello - visto che raggiungendo il 65% di differenziata l'impianto di Boscalino, già a tappo, sarà altamente insufficiente al trattamento dell'organico".
E poi l'informazione, che "andava fatta sin dal primo momento, per evitare le lamentele e le proteste dei cittadini che abbandonano i rifiuti dove prima c'erano i cassonetti".
Ma bisogna intervenire subito anche sulla tracciabilità: "I sacchetti nei quali vengono conferiti i rifiuti - spiega Cucciniello - non sono né biodegradabili, né trasparenti e inoltre accanto ai furgoni per il conferimento del differenziato, manca l'operatore che verifichi la correttezza delle operazioni. Ci vorrebbe una presenza più prolungata dei furgoni e un sistema attraverso il quale monitorare le quantità di rifiuti prodotti da ogni singolo cittadino, per verificare quanto rifiuti viene prodotto nel comprensorio, visto che ci sono molti furbetti che per non differenziare vanno a gettare la spazzatura fuori dai confini della zona "porta a porta", come quelli che da Pitelli vanno ad Arcola e quelli che dal centro si recano in Piazza Verdi".
"Infine - ricorda Cucciniello - sarebbe opportuno puntare all'opzione 'Zero rifiuti', e non accontentarsi dell'obiettivo del 65%, ma almeno dell'80. Il 65% infatti è la parte con poco potere calorico dei rifiuti, una quota decisa non a caso. Quello che è riciclabile, però, è molto di più".
Lunedì 6 settembre 2010 alle 13:42:35
T.D.L.
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