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Cinquanta persone fatte prostituire al Canaletto e nell'Umbertino

Due donne di 43 e 46 anni sono state arrestate. A mettere i carabinieri sulla pista giusta sono state le segnalazioni dei condomini e gli annunci "hot".

Cinquanta persone fatte prostituire al Canaletto e nell'Umbertino

La Spezia - Due alcove del sesso in città un continuo via vai per le scale, annunci di ogni genere su web e carta stampata. Tutto per alimentare un giro di prostituzione che andava avanti dal 2013 e che faceva entrare in tasca delle maitresse fino a 4mila euro al mese. Ma un'articolata indagine dei carabinieri della Spezia ha permesso che il giro venisse stroncato e che ai polsi di due donne di 46 e 43 anni scattassero le manette.
Le alcove del sesso si trovavano nei pressi della Stazione centrale della Spezia e al Canaletto, al loro interno arrivavano a prostituirsi a turno più di 50 persone, 52 per la precisione.
Le arrestate, che nelle case facevano prostituire donne e uomini tutti maggiorenni, per la maggior parte di origine caraibica e residenti tra la Spezia e fuori regione, fornivano loro ogni servizio possibile. I "dipendenti" venivano prelevati alla stazione accompagnati nelle case e venivano esaudite tutte le loro richieste. Il continuo via vai all'interno dei palazzi, denunciati da alcuni condomini, e la massiccia presenza di annunci hot che riconducevano a quegli appartamenti hanno messo i carabinieri sulla strada giusta.
I dettagli dell'indagine Le donne, sulla base di quanto ricostruito durante le indagini durate più di un anno. Le due donne tratte in arresto nella mattinata odierna, oltre a fornire gli appartamenti all’interno dei quali avveniva l’attività di prostituzione, percependo un compenso nettamente superiore alle normali quotazioni di mercato, provvedevano all’accompagnamento delle prostitute giunte in città organizzandone e gestendone l’avvicendamento ed in alcuni casi reperendone anche la clientela. I clienti del giro erano di ogni estrazione sociale, c'erano dall'impiegato al professionista.
Durante l’operazione sono state eseguite perquisizioni all’interno di abitazioni e immobili riconducibili alle indagate. Nel corso delle indagini è stato documentato che ognuna delle abitazioni all’interno delle quali veniva esercitata l’attività di prostituzione poteva arrivare a fruttare fino a circa 4 mila euro al mese.
Le donne dopo gli accertamenti di rito sono state tradotte presso la sezione femminile del carcere di Genova.


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