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Cannabis "light" e norme poco chiare. Cosa c'è da sapere

A gennaio c'è stata un'ultima circolare emanata dalla Procura di Gela che ha dato nuove indicazioni molto rigide.

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Cannabis "light" e norme poco chiare. Cosa c'è da sapere

La Spezia - Occhi puntati sulla cannabis “light” ma le normative non sono ancora chiare. Intanto i controlli nel territorio spezzino si sono concentrati per tutto il 2018 e nel bilancio dei Carabinieri forestali emerge un quadro abbastanza preciso. A illustrarlo è il comandante tenente colonnello Per Luigi Domenichini che ha spiegato: “I negozi alla Spezia sono sorti a cominciare dal 2016 con la nascita di una legge apposita. La legge ha una serie di punti bui interpretati positivamente da chi ha aperto queste attività però durante il percorso ci sono state varie prese di posizione da parte di ministeri e procure. A gennaio c'è stata un'ultima circolare emanata dalla Procura di Gela che ha dato nuove indicazioni rigide”.

“Queste coltivazioni sono possibili - ha proseguito il tenente colonnello - usando sementi selezionate e omologate per finalità agricole. Quindi per poterle usare bisogna essere un coltivatore iscritto all'albo. Inoltre vengono condotti dei controlli sui valori del thc che non deve superare lo 0.6 per cento. Se non si è iscritti al registro dei coltivatori non è prevista alcuna sanzione penale ma viene sequestrata la piantagione che poi viene distrutta. In caso di superamento dello 0.6 per cento, oppure non vengono utilizzate le sementi certificate si entra nel reato penale di coltivazione di sostanze stupefacenti”.

“La coltivazione della canapa - ha detto – storicamente veniva usata per la produzione delle fibre con le piante maschili e dei i semi con le femminili che non contengono principio attivo hanno proprietà organolettiche molto elevate. Le nuove coltivazioni, anche se ufficialmente la legge prevede gli utilizzo sopraindicato, possono anche produrre fiori essiccati per fini florovivaistici solo se la produzione nazionale. Per tutti gli altri scopi tra i quali quello alimentare rimanda a un decreto del Ministero della Sanità che stabilisce la quantità di thc che deve essere presente in questi prodotti. Il decreto però non è ancora stato emanato. In questa condizione l'orientamento di Gela vieta l'utilizzo per scopi alimentari”.

“Ad oggi se entriamo in uno di questi negozi - ha proseguito Domenichini - che vende i prodotti sopraindicati: tutto quello che è a scopo alimentare è potenzialmente sequestrabile. Tutto ciò che invece è per finalità florovivaistiche è ammesso. E' vietata l'importazione da paesi esteri. Abbiamo fatto alcuni controlli nei negozi spezzini e quando tutti questi orientamenti non c'erano ancora. I contenuti di thc erano tutti inferiori. Per il 2019 se arriveranno normative più specifiche torneremo a controllare le coltivazioni”.

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