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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 13.42

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Cambio di ideologia alla base dell'aggressione ai militanti di CasaPound

Ha 21 anni ed è stato riconosciuto per il colore dei capelli. Domani l'interrogatorio in carcere.

Cambio di ideologia alla base dell´aggressione ai militanti di CasaPound

La Spezia - C'è il profondo mutamento della propria convinzione politica dietro all'aggressione ai militanti di CasaPound avvenuto in aprile in centro storico. Le indagini di Polizia, Carabinieri e Procura hanno fatto scattare al momento una sola ordinanza di custodia cautelare in carcere per un 21enne spezzino, seguito dal legale Luca Bicci, che domani mattina alle 9 sarà interrogato a Villa Andreino. Le accuse sono di lesioni aggravate, danneggiamento aggravato e porto di oggetti atti ad offendere, in concorso con altre persone ancora da identificare.
Si chiude così una prima parte della vicenda che lo scorso 22 aprile aveva scombussolato una tranquillo sabato sera alla Spezia quando alcuni giovani militanti di CasaPound vennero aggrediti da un folto gruppo di persone ritenute appartenenti ad una fazione antagonista. Tra i feriti, anche un giovane completamente estraneo all'intera vicenda che venne ricoverato in ospedale con un referto di 40 giorni, abbastanza da far profilare il reato di lesioni gravi.

L'acquisizione delle immagini di sorveglianza di un negozio, l'analisi dei tabulati telefonici che confermavano la presenza del 21enne nell'area dell'aggressione e i capelli blu che lo hanno fatto distinguere tra la folla, e riconoscere da un testimone, hanno creato per gli investigatori prove sufficienti per richiedere l'ordinanza di custodia cautelare in carcere arrivata al termine di due mesi di indagine.
L'aggressione di quella notte, avvenuta nelle immediate vicinanze di una panineria del centro, era stata corredata anche del danneggiamento di un'auto e di una vetrina di un negozio di abbigliamento.
Sempre dalle testimonianze era emerso che alcune persone avrebbero avvistato il 21enne prima dell'aggressione in prossimità dell'area dove poi si è verificata l'azione punitiva, durata pochi minuti ma molto violenta.

Il movente. Sempre nel corso dell'indagine è emerso che il giovane, aveva ammesso con un conoscente, confermandolo davanti al pm, di essere stato protagonista dell'aggressione ai militanti. Per quanto riguarda il movente è confermato che dopo il coinvolgimento del giovane nell'indagine "Aurora" a seguito della quale nei suoi confronti era scattato l'obbligo di dimora, ha avuto una sorta di conversione politica passando letteralmente da un estremo all'altro. Nell'operazione "Aurora" si era macchiato di azioni di matrice nazista e atti vandalici contro la Caritas, nel tempo il suo pensiero era mutato in maniera radicale tanto da avvicinarsi a posizioni diametralmente opposte e a partecipare a gruppi vicini all'antagonismo e all'antifascismo militante prendendo come obiettivo primario CasaPound.
La conferma è arrivata dalla parte di indagine seguita dai Carabinieri che proprio nell'ambito dell'operazione "Aurora" gli avevano sequestrato il cellulare e analizzato. In quel contesto sarebbero emersi ulteriori messaggi che contenevano i preparativi dell'aggressione dell'aprile scorso.

Le esigenze cautelari. Per gli investigatori e la Procura il nuovo provvedimento di custodia cautelare in carcere si è reso necessario per evitare un possibile inquinamento probatorio (le indagini sono ancora in corso per identificare gli altri aggressori del 22 aprile), il pericolo di fuga (il 21enne ha acquistato dei biglietti aerei per Parigi) e la reiterazione del reato.

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