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Arrestato il molestatore seriale: "Era un insospettabile" | Video

La ricostruzione di un'indagine durata più di due anni con appostamenti e intuizioni. Mariani: "Siamo vicini alle vittime e le ringraziamo per la collaborazione", Ascione: "Trovato l'elemento mancante".

la caccia è finita
Arrestato il molestatore seriale: "Era un insospettabile"

La Spezia - Undici casi denunciati e un’indagine finalmente chiusa questa mattina all’alba. La Squadra Mobile della Spezia finalizza un complesso lavoro di mesi, trascorsi a comprendere chi ci fosse dietro quegli episodi seriali di molestie perpetrati per lo più nei quartieri di Mazzetta, Canaletto e Migliarina. Una storia che finì perfino agli onori, si fa per dire, delle cronache nazionali con un lungo approfondimento della trasmissione Rai ‘Storie Italiane’. Di chi era la mano di quelle molestie? Com’è possibile che riuscisse ogni volta a farla franca, pur braccato dai poliziotti che si erano messi sulle sue tracce?.
Dalla fine del 2017 i primissimi episodi, che si sono affastellati soprattutto nel corso del 2019: agiva con azioni rapidissime, repentine, inaspettate. Aveva colpito tante volte, tutti in materia di violenza sessuale. Sceglieva le vittime con cura, attendeva che raggiungessero delle zone buie e le toccava, possibilmente nelle parti intime per poi scappare a gambe levate. La Questura della Spezia ha reagito con forza con il coinvolgimento di buona parte delle divisioni della Polizia: le volanti pensavano agli appostamenti discreti, il reparto prevenzione crimine di Genova inviava rinforzi, la Squadra Mobile mente principale dell’operazione e anche l'impiego di poliziotte come esche.
A suo carico è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale della Spezia dottor Fabrizio Garofalo, su richiesta del pool “fasce deboli” della Procura della Repubblica, composto dai Sostituti Federica Mariucci e Monica Burani, coordinati dal Procuratore Capo dottor Antonio Patrono, in ordine al reato di violenza sessuale per undici episodi sui quali sono stati acquisiti inequivocabili elementi probatori, mentre è emerso un consistente quadro indiziario per altri dieci, sui quali sono in corso ulteriori accertamenti.

Si travisava sempre il volto, tanto che le vittime mai riuscivano a vederlo: pochi, pochissimi elementi hanno aiutato gli investigatori che hanno trovato massima collaborazione da parte dei carabinieri. Con i pedinamenti e gli appostamenti la Squadra Mobile e’ giunta a capire chi ci fosse dietro quei reati: un insospettabile. Un 35enne tunisino, regolare sul nostro territorio, ben integrato, senza alcuna macchina nella fedina penale né problemi di alcun tipo sia sul posto di lavoro che nel condominio nel quale risiedeva. Si è mantenuto sempre lucido e grazie al fattore “sorpresa” è sempre riuscito a scappare. “Siamo vicini alle vittime - afferma in conferenza stampa il vicario del Questore Giuseppe Mariani - e le ringraziamo per la loro collaborazione. In molti casi hanno dovuto ripercorrere quei momenti terribili che spesso lasciano traumi pesanti soprattutto nelle persone più giovani”. Donne sia italiane che straniere, anche minorenni, di età compresa tra i 16 ed i 55 anni.

“Eravamo vicini alla conclusione del nostro lavoro - ha aggiunto ricostruendo la vicenda dall’inizio, il dottor Girolamo Ascione, capo della Squadra Mobile spezzina -, cercavamo un ultimo elemento che abbiamo trovato e portato alla Procura della Spezia”. Da qui la richiesta di custodia cautelare in carcere, un provvedimento firmato dal gip Garofalo, eseguito poi questa mattina: “Il primo episodio ad ottobre 2017, l’ultimo il 18 gennaio 2020. E’ stato difficile senza elementi concreti: approfittava del buio, agiva in giornate piovose in zone dove non c’erano impianti di videosorveglianza, travisato e soprattutto velocissimo. Faceva perdere immediatamente le tracce: ogni volta così, per una ventina di casi peraltro tutti concentrati negli stessi quartieri”. Cosa è cambiato ad un certo punto, cosa ha messo la Polizia sulla pista giusta: “Un anno fa acquisimmo delle immagini in cui riuscimmo a notare il transito di una donna e di un uomo subito dietro che si travisava il volto. Ma in quella stessa immagine notammo una scarpa che ci ha aiutato nelle ricerche successive”. Una serialitá però senza punto di riferimento perché magari passavano mesi che non avvenisse nulla: “Le abbiamo pensate tutte: anche che si trattasse di un uomo imbarcato che magari passava mesi fuori per poi tornare e colpire. Era una persona al di sopra delle parti, non lasciava tracce e che molto probabilmente viveva in qui quartieri che ben conosceva. Abbiamo pensato allora di cambiare strategia, facendo servizi in fasce orarie più normali, quelle dove normalmente non colpiva”. Un’intuizione rivelatasi ideale: “Questo cambio di piano ci ha permesso di smuovere qualcosa. Sono stati bravi i colleghi di pattuglia che quel giorno individuano in una normalissima fase di vita quotidiana, un soggetto di carnagione scura che presentava una fisionomia coerente alle informazioni date dalle vittime. E poi quella scarpa che insieme ad un giubbotto di pelle era molto somigliante a quello ripreso i quei fotogrammi”.

Poi si è aperto un mondo: “Perché la persona che ci trovavamo davanti era un insospettabile - aggiunge Ascione - che abitava in zona e che mai aveva avuto problemi con la giustizia. Le vittime ci dicevano che aveva delle doti atletiche”. L’ultimo episodio, lo scorso gennaio, è stato fondamentale per chiudere il caso e questa mattina è stato prelevato mentre si stava preparando per andare al lavoro. L’impressione è che quasi sempre uscisse con quell’intento: colpire e tornare immediatamente a casa, forse per rischiare il meno possibile”. Adesso i poliziotti lavorano sugli altri elementi, hanno nelle loro mani una serie di apparati multimediali sequestrati all'uomo al quale viene contestato il reato di violenza sessuale aggravata.

Fabio Lugarini

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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08/02/2020 - "Arrestato il molestatore seriale"

Conferenza stampa in Questura Fabio Lugarini


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