Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Novembre - ore 16.00

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Aree militari, Federici: "Procediamo bene verso l'Accademia del mare"

Intervista al sindaco, che fa il punto sul nuovo rapporto con la Marina militare e sul progetto che coinvolge anche l'Università e il Distretto.

Aree militari, Federici: `Procediamo bene verso l´Accademia del mare`

La Spezia - Dopo anni di tira e molla, prospettive sfumate e illusioni governative, pare che in fatto di aree militari il mosaico spezzino veda i primi tasselli andare al proprio posto. Dal Museo navale sempre più vicino al resto della cultura cittadina, alle casermette finalmente acquisite per realizzare il polo di refitting le tessere iniziano ad assumere un significato se si guarda l'opera dall'alto, tralasciando i destini della costa di Ponente. Per i marolini ancora nessuna novità: ad oggi nulla fa pensare che possano ritornare a possedere il loro mare.
Il cambio nei rapporti e nelle strategie degli equilibri tra Comune e Marina militare, invece, ha portato a fare grandi passi in avanti per quel che riguarda molti altri presidi militari, non tanto perché si vada verso una dismissione, quanto perché si stia ragionando sulla fruizione comune tra civili e graduati. Per non continuare a sprecare tutto quel patrimonio inutilizzato, e per ottenere in cambio una mano nella gestione delle strutture.
Sarà probabilmente così per il Centro sportivo Montagna, ma anche per tutta una serie di gioielli che presto potrebbero andare a costituire una vera e propria Accademia del mare, un progetto che avrebbe il suo fiore all'occhiello nel trasferimento della facoltà di ingegneria navale da Genova alle rive del golfo della Spezia.
In fatto di strutture la Caserma Duca degli Abruzzi potrebbe andare verso un utilizzo misto da parte del Polo universitario spezzino e della Marina stessa, con la realizzazione di aule, laboratori e alloggi per studenti e docenti da una parte, e il mantenimento dell'asilo e di altri servizi dall'altra.
Un altro tassello fondamentale per l'accademia sarà il complesso che verrà messo a disposizione all'interno dell'arsenale, per l'allestimento di laboratori, fondamentali per l'università, ma non solo (vedi le attività di ricerca e sviluppo del Distretto ligure delle tecnologie marine).
E, che si unisca o meno a questo complesso di strutture, nei corridoi di Palazzo civico si iniziano ad avanzare ipotesi di utilizzo anche delle vaste aree non utilizzate dell'ospedale militare, edificio di grandissimo pregio, circondato da un polmone verde e destinato in parte ad ambulatori sotto la gestione Asl. Quale sia l'utilizzo che balena nella mente del sindaco e dei piani alti del Comune, però, non è dato sapere.
Quel che è certo, ritornando al discorso precedente, è che l'accademia - o comunque lo sviluppo del polo universitario e di ricerca tecnologica - deve vedere la luce prima della fine del 2015, quando scadrà la disponibilità dei 9 milioni di fondi Fas che la Regione ha destinato alla Spezia.

Abbiamo parlato di questo e di altro con il sindaco, Massimo Federici, colui che da anni segue in prima persona, nella buona e nella cattiva sorte, tutte le questioni che riguardano le aree militari, uno degli obiettivi chiave del primo mandato. Che in questo periodo compie i primi passi verso il compimento, anche se su una strada diversa da quella che si pensava in un primo momento.

Ad ogni appuntamenti in cui si parla di università e di aree militari filtrano notizie che consegnano un disegno sempre più nitido di quello che Comune, Polo Marconi, Marina militare e Distretto stanno predisponendo: un concentrato di formazione e ricerca legati al tema del mare, affrontato da diverse sfaccettature. A che punto è l'iter che conduce a quella che ormai è stata definita l'Accademia del mare?
"Il percorso sta procedendo bene, penso che riusciremo a fare una cosa di importanza considerevole per la città. Ci sono ancora questioni da risolvere, a cominciare dall'accordo con l'università di Genova per il trasferimento del corso di ingegneria navale. Sono passaggi complicati, ma non c'è da stupirsi: gli atenei sono strutture decisamente complesse. Certo la possibilità che si giunga alla positiva conclusione della discussione, unita alla presenza di ingegneria nautica, creerebbe un nucleo davvero forte per quella che è stata definita l'Accademia del mare, un insieme di strutture formative con indirizzo tecnico, ingegneristico e tecnologico di grande livello".

Il termine Accademia richiama fortemente la presenza degli studenti della Marina militare, una possibilità che è effettivamente in piedi?
"La Marina in effetti sembra interessata a concentrare in un'unico polo tutti i suoi allievi ufficiali e questo è un aspetto che motiva ulteriormente a consolidare alla Spezia un insieme di indirizzi formativi. Il ragionamento con la Marina militare è quanto mai aperto e da questo possono svilupparsi ulteriori possibilità per l'utilizzo delle strutture. Anche in questo caso ci sono da affrontare questioni delicate, ma ci sono buone aperture".

In fatto di aree militari è importante il programma di razionalizzazione degli spazi e delle strutture, così come in termini di laboratori non si può prescindere da una realtà come quella del Cssn. Si tratta di due aspetti fondamentali, anche per la realizzazione di questa Accademia con indirizzo fortemente tecnologico...
"L'abbandono del comprensorio Mariperman a favore degli spazi presenti in arsenale è un progetto in piedi, che può ricevere delle accelerazioni o dei rallentamenti derivanti dalle questioni dei costi. L'impressione è che se si troveranno soluzioni per alienazioni i permute da concludere con privati o enti interessati a Mariperman si possa procedere con più rapidità. Altrimenti si assisterebbe al trasloco dei laboratori del Cssn in arsenale in maniera più cadenzata".

Come si innesta in questo discorso il Distretto ligure delle tecnologia marine?
Con il presidente Forcieri ci stiamo confrontando molto spesso, affrontando le questioni su più fronti. Oggi, ad esempio, ci siamo sentiti mentre era a Roma. Il Distretto potrebbe avere la sua sede alla Caserma Duca degli Abruzzi, ma non è ancora stato deciso nulla. Stiamo cercando di realizzare un campus diffuso, con alloggi, aule e laboratori concentrati tra il Quartiere Umbertino e l'arsenale".

A che punto sono le trattative per l'ingresso della cantieristica di Intermarine e Fincantieri? Orlando e Caleo hanno spiegato che il problema per l'azienda sarzanese è ormai solamente di tipo logistico...
"L'accordo per l'ingresso di Intermarine in arsenale è fatto, sono stati individuati gli spazi e il capannone. Rimane da effettuare la risistemazione della struttura, ma i rallentamenti che si stanno verificando forse derivano da altre problematiche che stanno colpendo l'azienda, a cominciare dalla crisi che ha colpito il mercato. Lo stesso ragionamento sta procedendo con Fincantieri per l'utilizzo dei bacini, ma la trattativa è più lunga e complessa".

Una volta abbandonato il polo Marconi, che destinazione potrebbe avere quell'insieme di fabbricati?
"Si tratta di un'area che è ancora di proprietà del Demanio, ma considerando la possibilità di acquisirla dovremmo vedere quali sono i vincoli che ci saranno imposti dal federalismo demaniale. Potrebbe essere uno spazio da concedere al Conservatorio, affamato di spazi, o ospitare una struttura ricettiva, come un ostello. In ogni caso cercheremmo di destinarlo ai giovani".

A proposito di giovani: il Piano città non ha premiato il progetto spezzino nel suo complesso, ma il Fondo investimenti per l'abitare della Cassa depositi e prestiti ha avviato un'interlocuzione con la nostra città. Cosa significa nello specifico?
"All'interno del Piano città ci sono articolazioni che ci possono ancora riguardare, in particolare l'operazione progettata dalla Fondazione Cassa di risparmio per il social housing nell'area Piazza d'Armi-ex Mardichi, in Piazza Baratta e in Viale Alpi, con alloggi destinati alle fasce di reddito medie, escluse dai bandi per le casi popolari e oggi in grandissima difficoltà, con progettazioni innovative dal punto di vista ecologico e tecnologico. Sono tre interventi per i quali saranno necessarie delle varianti al Piano regolatore comunale, e che saranno rivolte ai giovani, ma non solo".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure