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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Agosto - ore 20.50

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Anno difficilissimo per la Polizia penitenziaria, il bilancio

La direttrice della casa circondariale di Villa Andreino Maria Cristina Bigi: "Troppo spesso ci si trova di fronte ad autori di reato molto gravi, sempre più giovani ed a fatti violenti".

Anno difficilissimo per la Polizia penitenziaria, il bilancio

La Spezia - Tempo di bilanci per la Polizia penitenziaria spezzina che nella giornata di oggi festeggia il bicentenario della sua fondazione. Questa mattina in una cerimonia raccolta è stato fatto il punto della situazione e sono state consegnate le onorificenze agli agenti che si sono distinti dentro e fuori dal servizio.
Non è stato un anno facile per la Polizia penitenziaria e nel suo discorso la direttrice della casa circondariale Maria Cristina Bigi ha messo in evidenza quanto sia complicato il compito assolto dagli agenti che devono fronteggiare situazioni molto critiche a partire dall'aggressività di alcuni detenuti dovuta anche ai disturbi comportamentali di alcuni di essi. Un altro punto particolarmente delicato è legato al disagio giovanile. Sono tantissimi i giovani, appena ventenni, che finiscono in carcere anche per reati violenti.
"Oggi una nuova stagione ci attende con nuove forme di criminalità - ha detto Bigi nel suo discorso -, sempre più insidiose e di difficile gestione come quelle rappresentate dal radicalismo religioso e dal disagio giovanile.
Ritengo personalmente che proprio quest'ultimo settore rappresenti una sfida di non poco momento, tenuto conto del fatto che la stabilità e la forza morale dei nostri giovani, sarà quella della nostra futura società. Troppo spesso ci si trova di fronte ad autori di reato molto gravi, sempre più giovani ed a fatti violenti in famiglia, nelle scuole, nei luoghi di incontro basati su motivi futili e quasi inesistenti.
Sempre di più il disagio psichico è presente all'interno dei nostri Istituti, con conseguente difficoltà per i nostri poliziotti, di operare, costretti a fronteggiare persone affette da gravi disturbi mentali violenti e aggressivi".
"Sono sfide complicate e per le quali nessuno può dire di avere soluzioni immediate - ha proseguito -, ma noi, nel carcere della spezia, siamo riusciti a creare un ambiente di lavoro in cui la collaborazione tra area sanitaria, area pedagogica e corpo della Polizia Penitenziaria fa si che il poliziotto che opera nella sezione detentiva si senta meno solo e abbia una equipe di riferimento intorno a se che, con lui, si fa carico del detenuto problematico".
"Malgrado ciò - ha aggiunto -, esistono ancora molti momenti di solitudine e di confronto diretto con l'utente, ineliminabili nel nostro lavoro, momenti in cui il confronto può anche arrivare allo scontro, soprattutto per tutelare l'incolumità del detenuto stesso; momenti di tensione e di difficoltà durante i quali chi veste l'uniforme della Polizia Penitenziaria si trova a fronteggiare situazioni immaginabili, per chi non sa e non conosce il mondo del carcere, situazioni in cui viene in soccorso solo la propria professionalità ed il senso del dovere. Ma le qualità dei ragazzi del reparto della Spezia sono tali da compensare i momenti difficili con capacità e coraggio e questo è motivo di grande orgoglio per me".
"Anche le note di merito che ho voluto conferire proprio nel giorno del vostro bicentenario - ha detto la direttrice della casa circondariale spezzina -, in attesa dei riconoscimenti che arriveranno dal Dipartimento per le numerose e brillanti operazioni di servizio, sono la testimonianza delle vostre qualità morali che sono la vostra forza, di uomini prima e poliziotti poi. Nell'avvicinarmi ai saluti è doveroso ricordare l'operato di chi vi ha preceduto dei nostri pensionati nonché il contributo essenziale delle vostre famiglie che pubblicamente ringrazio".
In conclusione la direttrice di Villa Andreino ha ringraziato tutte le autorità civili, militari e religiose che hanno teso la mano alla Polizia penitenziaria in un'ottica di continua collaborazione e integrazione con la città.
I dati, in breve. Nel corso della cerimonia è stata la commissario capo Leonarda Nadia D'Anna a presentare le attività del Corpo. In un anno sono stati immatricolati 415 detenuti, ne sono stati scarcerati 409 e ha provveduto all'espulsione di 6 persone.
" Il reparto ha svolto il delicato compito di gestire una popolazione media giornaliera di 200 persone detenute - ha detto il commissario Capo - Ha eseguito 190 prelievi del DNA ai soggetti ristretti e il locale Nucleo Traduzioni e Piantonamenti ha effettuato 455 Traduzioni "via terra" e 4 "via aerea", movimentando 637 detenuti; ha garantito 218 traduzioni per visite mediche ambulatoriali dei detenuti e 5 piantonamenti presso luoghi esterni di cura"
"Il nostro compito è andato al di là del nostro dovere all'interno della casa circondariale - ha proseguito - abbiamo prestato servizio di polizia stradale e servizio di ordine pubblico allo stadio cittadino e in occasione di manifestazioni pubbliche; si menziona, al riguardo, il contributo fornito dal mio Reparto in occasione della visita, lo scorso 27 maggio, di Sua santità, Papa Francesco, nella città di Genova".
"Il Corpo - ha aggiunto - ha provveduto al delicato compito di scorta e tutela al Ministro della Giustizia , On. Andrea orlando, che ha comportato l'impiego di circa tre unità di personale in media a settimana. Inoltre è intervenuto tempestivamente per evitare molteplici atti autosoppressivi da parte dei detenuti e prestato soccorso nei casi di atti autolesionistici dei ristretti".
"Il Corpo - ha concluso - ha svolto attività di indagine di iniziativa o delegate dalla procura della repubblica o subdelegate da altre forze di polizia. Inoltre, ha seguito le delicate attività trattamentali svolte all'interno dell'istituto e quelle organizzate all'esterno".



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