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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Marzo - ore 09.31

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Alla Spezia arriva la "truffa" del Pod. Adoc lancia l'allarme

Tre casi nello Spezzino. L'associazione dei consumatori: "Abbiamo chiesto formalmente all'Authority di intervenire per una maggiore tutela dei diritti dei cittadini".

un vaso di pandora
Alla Spezia arriva la "truffa" del Pod. Adoc lancia l'allarme

La Spezia - Contratti con clienti fantasma per prendere più provvigioni e utenze fittizie per far risultare
in attività aziende che non operano più. Un autentico vaso di Pandora è stato dall'Adoc spezzina che dopo due anni di segnalazioni ha messo nero su bianco quello che si può riassumere con la "truffa" del Pod.
Il Pod è il codice identificativo del contatore della luce che può essere richiesto da un operatore telefonico per conto di una compagnia. Questo è il punto di partenza di tre casi che sono avvenuti alla Spezia, Sarzana e Lerici. A raccontare gli episodi e la presentazione dei fatti all'autorità giudiziaria con un coinvolgimento dei carabinieri è l'Adoc di Via Persio che questa mattina con la presidente della sezione locale Elisabetta Sommovigo e il presidente regionale Emanuele Guastavino hanno lanciato l'allarme: "Abbiamo chiesto formalmente all'Authority di intervenire per una maggiore tutela dei diritti dei cittadini. E' davvero molto importante che la vicenda si sia tradotta con l'intervento dei carabinieri e dell'autorità giudiziaria".

La vicenda alla quale i presidenti Adoc fanno riferimento risale, ormai, a un paio di anni fa a Sarzana. Una famiglia, al decesso di un genitore, ha ricevuto in eredità la proprietà della persona defunta e l'annullamento di tutte le utenze attive, quindi, anche la luce. Fatto sta che una sera, gli inquilini del piano di sopra sono rientrati a casa e hanno trovato le luci dell'appartamento vuoto accese. Se il primo pensiero faceva maturare un'incursione di topi d'appartamento la realtà era diversa quanto complicata.
E' emerso che la luce accesa era derivata dall'allapertura di un nuovo contratto e all'allaccio di una nuova utenza però a carico di qualcuno che non esisteva. E' stata proprio l'Adoc spezzina a sciogliere i nodi, infatti è risalita a un complesso sistema paragonabile alle scatole cinesi per risalire alle utenze e ai vari contratti.
"Siamo arrivati ad un nume fittizzio di un uomo residente a Sarzana - ha spiegato Sommovigo - che però non esiste da nessuna parte. Abbiamo segnalato tutto ai carabinieri ed è maturata l'ipotesi che una dipendente dell'azienda che ha fatto il contratto con il possesso del codice Pod abbia attivato l'utenza con un nome fittizio. La questione è in fase di risoluzione. In un altro caso alla Spezia una persona ha scoperto che la propria utenza era registrata per un'attività commerciale difficilissima da rintracciare. Ogni volta che subentrava un nuovo contratto automaticamente questa attività -fantasma subentrava. Sono necessari interventi incisivi e mettere in guardia i cittadini".

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