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Agente colpito al volto con una lametta da un detenuto

L'uomo, che sta scontando una pena per omicidio, ha dato in escandescenze e voleva aggredire il medico della struttura, ma il poliziotto è intervenuto. Il sindacato: "Situazione insostenibile, serve il taser".

Lo riferisce il Sappe
Agente colpito al volto con una lametta da un detenuto

La Spezia - Un agente della Polizia penitenziaria della casa circondariale della Spezia è stato colpito al volto con una lametta da parte di un detenuto italiano in preda alla follia. A darne notizia è il Sappe della Liguria il quale lamenta una stato degenerativo delle carceri liguri.

“Ancora una volta a subire il danno è un basco azzurro che è intervenuto per evitare altre gravi conseguenze. Un detenuto italiano, un omicida per l’esattezza, in preda a pura follia ha iniziato ad andare in escandescenza perché pretendeva una terapia diversa da quella che riceve. Con tutta la calma possibile - riferisce Michele Lorenzo, segretario regionale del sindacato - l’agente di turno ha cercato di farlo ragionare ma visto l’insistenza e capito il livello di alterazione, ha chiamato il medico di turno e condotto in infermeria qui è scattata la sua ira ha prelevato due lamette nascoste in bocca ed ha cercato di aggredire il medico, di qui l’intervento del poliziotto che ha bloccato il detenuto ma lo stesso ha colpito l’agente ferendolo alla testa e alle braccia.
Da parte dell’agente una grande prova di coraggio che ha evitato gravi conseguenze: a lui auspichiamo un giusto riconoscimento per il coraggio dimostrato".

Lorenzo parla di una realtà delle carceri liguri "ogni giorno più drammatica", fatta di "veri drammi umani di chi vive la detenzione con serenità e rassegnazione ai quali si antepongono casi di violenza inaudita".
"Il carcere della Spezia - aggiunge Lorenzo - si contraddistingue con un il 70% di detenuti sottoposti a terapia farmacologica, un dato preoccupante al quale nessuno pone rimedio ed il poliziotto è da solo a cercare di attutire i danni. Detenuti questi che dovrebbero seguire un percorso terapeutico fuori dal carcere.
Come Sappe chiediamo strumenti adeguati sia per proteggersi sia per evitare eventuali danni ad altri, utile sarebbe il taser che, in questo caso, avrebbe immobilizzato il detenuto senza che questi concludesse il suo aggressivo progetto".

"La Spezia - continua Lorenzo - paga lo scotto di un’amministrazione ormai assente, di un ministro della Giustizia che non agisce, di una politica lontana dal concetto sicurezza penitenziaria. Non sarà certo il garante regionale dei detenuti, voluto dal presidente Toti, a risolvere l’aggressività dei detenuti verso la Polizia Penitenziaria. Dall’inizio dell’anno la polizia penitenziaria della Spezia ha fronteggiato 3 aggressioni tra detenuti, 2 aggressioni al personale, 2 incendi in cella, rinvenendo anche 4 telefonini. La Spezia conta ben 190 detenuti rispetto ai 150 consentiti. La soluzione non è a portata di mano, ossia quella che si propone non piace ai buonisti del carcere".

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