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Addio al partigiano Mosca, sfuggito alla morte per diventare teatro

Giovanni Uras aveva 90 anni, sfuggì alla fucilazione quando ne aveva 17. Operaio dell'Oto, aveva vissuto in Svizzera.

Addio al partigiano Mosca, sfuggito alla morte per diventare teatro

La Spezia - La sua vicenda era diventato anche uno spettacolo teatrale. "Mosca e i suoi compagni", della Compagnia degli Scarti, narrava la storia di Giovanni Uras, ovvero il 17enne Partigiano Mosca. Memoria storica della Guerra di Liberazione, se n'è andato ieri a 90 anni. A 17 anni, il 28 febbraio del 1944, fu catturato dai fascisti nei pressi di Vezzano, deportato nella caserma del Ventunesimo Fanteria e condannato a morte. Scampò all’esecuzione, ma non i suoi compagni di cella, Luigi Zebra di 22 anni, e Giuseppe Da Pozzo di 28, che furono invece fucilati a Monterosso il 5 marzo 1945. Uras continuò poi la sua attività e la cospirazione antifascista.
Operaio dell'Oto Melara, fu tra i protagonisti della lotta che coinvolse la fabbrica dall'ottobre 1950 all'aprile 1951 e fu in conseguenza di ciò tra le decine di licenziati costretti a uscire dall'Italia per trovare lavoro. Con molti compagni spezzini, si trovò a lavorare per anni a Zurigo, nell'azienda Brouwn Boveri, continuando l'attivismo e la diffusione dell'Unità tra gli immigrati italiani.
"Mosca era la tipica espressione della classe operaia spezzina, piena di spirito di solidarietà e di rifiuti delle ingiustizie e nello stesso tempo di grande professionalità. Tanto è vero che dopo la Svizzera, Uras girò l'Italia in quanto ricercato dalle aziende per le sue capacità lavorative. E' la storia e l'umanità di tanti come Mosca che hanno fatto della Spezia una città democratica e antifascista. Per questo era assillato, negli ultimi anni della sua vita, dalla volontà di raccontare la sua esperienza perché rimanessero quei valori che lui sentiva fin dalla giovinezza", lo ricorda il Circolo Pd del Limone, quartiere dove Giovanni Uras era tornato a vivere dopo esserci nato.

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