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Acam/Patrucco e Grondacci:"Riappropriarsi della funzione pubblica di controllo e indirizzo"

La Spezia. Daniela Patrucco, Sociologa del territorio e Marco Grondacci, ricercatore e autore di testi di diritto ambientale, hanno indirizzato una lettera aperta su Acam ai Sindaci dei Comuni della Provincia della Spezia, e per conoscenza al CdA Acam e alla Provincia della Spezia.

"Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un progressivo ma costante allontanamento della amministrazione pubblica dal controllo di un servizio essenziale come quello dell’Igiene Urbana; a partire da 1999 infatti ACAM ha acquisito il Servizio su quasi tutti i Comuni della Provincia, e tale conferimento ha rappresentato una sorta di delega “in bianco” ad operare.
Solo di recente, in ragione dei persistenti pessimi risultati economici, ci si rende conto che le cause del dissesto vanno ricercate anche nelle strategie operative “estemporanee” e già obsolete all’atto della loro attivazione: nel 1999 quando l'Azienda ha potenziato il servizio di raccolta stradale quando già era noto che non avrebbe superato le percentuali predefinite, peraltro mai raggiunte; nel 2008 quando si è impostata la raccolta differenziata sul sistema multi materiale, oggi sostanzialmente fuori mercato; tra i due periodi, quando abbiamo assistito alla realizzazione del primo (ed unico) impianto per il compostaggio di qualità della Liguria, dove peraltro, dopo un timido avvio, sono cominciate ad arrivare partite di materiale così “contaminato” da generare una resa di processo inferiore al 10 %.

Tutti questi “incidenti di percorso” hanno determinato la prematura saturazione degli spazi di discarica rendendo necessaria, per un certo periodo, l'esportazione del rifiuto fuori provincia, con ulteriore aggravio dei costi.
Nei prossimi mesi sarà costituito il Consorzio obbligatorio tra Provincia e Comuni previsto dalla l.r. 39/2008 che eserciterà compiti di affidamento, controllo e tariffazione del servizio; poiché tale soggetto non sarà operativo sino alla fine del 2009, il rischio reale è che si determini una situazione di emergenza (vedi i recenti scambi Berlusconi-Burlando sul tema) in cui, come spesso accade, saltano tutte le regole. Allo stato attuale, a nostro avviso, gli unici soggetti in grado di scongiurare il verificarsi di questo esito sono i soci dell’Azienda, ovvero le Amministrazioni Comunali rappresentate nell'appena rinnovato CdA.
Ai Sindaci chiediamo di riappropriarsi della funzione (pubblica) di controllo e di indirizzo in assenza della quale non potrà essere perseguita nessuna strategia, per quanto virtuosa; che le Giunte Comunali (rinnovate per 22/32) prendano immediatamente atto della situazione e si attivino per: attuare una seria organizzazione del servizio di raccolta, che rappresenta il primo passaggio chiave del ciclo integrato dei rifiuti; valutare le modalità più adeguate alla chiusura del ciclo dei rifiuti.

Entrambe le valutazioni, urgenti, dovrebbero tuttavia considerare in maniera integrata tutti gli aspetti connessi: normativi e di piano, tecnico gestionali, economici e strategici, sociali" Alla lettera è allegato un documento esemplificativo di una possibile metodologia per affrontare la chiusura del ciclo dei rifiuti, con particolare riferimento all'ipotesi di conferire ad Enel il CDR prodotto nell'impianto di Saliceti, scaricabile dal blog http://speziapolis.blogspot.com.




02/07/2009 16:18:45
Redazione
















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