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Ultimo aggiornamento: Venerdì 05 Giugno - ore 22.04

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A fuoco i ripetitori, ma il 5G non c'entra nulla

L'incendio alle Pianazze ha coinvolto una serie di apparati di Telecom e WindTre. Il video finisce sulla Rete e ispira i complottisti che lo associano alla nuova tecnologia e addirittura al Covid-19.

il brutto della rete
A fuoco i ripetitori, ma il 5G non c'entra nulla

La Spezia - Soffia il vento del complotto nei cieli spezzini dopo l'incendio di un traliccio telefonico alle Pianazze all'alba di lunedì. In rete si parla di azioni contro il 5G, ma in questo caso non c'entra davvero nulla. Il traliccio avvolto dalle fiamme sopra ha infatti montato degli apparati di Telecom e Wind Tre di "vecchia" generazione. La prima azienda, contattata da Città della Spezia, smentisce ogni legame quindi con la nuova tecnologia, attorno alla quale è già iniziato un fiorente mercato delle bufale in Rete. Una parte degli apparati bruciati nella periferia spezzina è di competenza del gigante delle telecomunicazioni, tra questi ci sono dispositivi legati a GSM, UMTS e LTE, 2G, 3G e 4G. Installati sullo stesso palo alcuni device di WindTre legate al traffico e voce-dati 3G e 4G. Ora tutto è in mano a un perito della seconda azienda che stabilirà l'entità dei danni e comunicherà i tempi previsti per il ripristino.

Sulla Rete alcuni video girati di notte immortalano l'incendio in atto. Video condivisi in maniera massiccia, pubblicati inizialmente dal profilo di un privato cittadino ma senza restrizioni di visibilità. Pubblici insomma. Ritraggono l'impressionante colonna di fuoco che si estendeva in altezza per diversi metri e visibile a chilometri di distanza. L'incendio ha peraltro danneggiato non soltanto i ripetitori, ma anche alcune imbarcazioni presenti all'interno di uno stabilimento sottostante il luogo dell'incendio. La causa più probabile un corto circuito a quanto fanno sapere le autorità. Sul posto hanno operato sia le squadre dei Vigili del Fuoco e che la Polizia di Stato. La dinamica è in fase di ricostruzione da parte dei primi.
Se il testimone oculare e improvvisato videomaker nel suo video racconta fedelmente in diretta ciò che accade (“siamo al Quick”, “sta arrivando un'altra autoscala”), nel passaggio da Facebook a YouTube le immagini di un fatto di cronaca diventano la prova di un complotto. Sulla notissima piattaforma si vede infatti il girato accompagnato da una didascalia nella quale le antenne vengono collegate all'introduzione del 5G sul suolo italiano e ad un'assurda connessione causa-effetto con il Covid-19. "Sarà capitato a tutti di sentire qualcuno avanzare dubbi sulla diffusione del Coronavirus collegandola alla tecnologia 5G e le antenne in alcune zone, da Wuhan a Bergamo" recita una delle didascalie. Ovviamente niente di tutto ciò ha il minimo fondamento scientifico. In Liguria le prove per l'arrivo del 5G sono cominciate l'anno scorso e al momento la Spezia non risulta tra le città coperte da questa tecnologia.

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