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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Settembre - ore 08.00

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"Uccideremo gli insegnanti del gender", minacce sui cancelli delle scuole

Messaggi omofobi sono apparsi nottetempo a Pugliola e San Terenzo. Raot: "Sintomo del clima di intolleranza". Sul fatto indagano Polizia e Carabinieri. Il Comune sporge denuncia.

`Uccideremo gli insegnanti del gender`, minacce sui cancelli delle scuole

La Spezia - "UCCIDEREMO GLI INSEGNANTI DEL GENDER, che vanno nelle scuole ad imbastardire i nostri figli". Un messaggio brutale, una minaccia gravissima apparsa nottetempo sui cancelli della scuola di Pugliola. Un vero e proprio choc per il borgo abbarbicato sulla collina alle spalle di Lerici. Lo denuncia RAOT, la sezione spezzina dell'associazione che si batte per sconfiggere l'omofobia ancora così radicata in certi strati della società italiana. "Questa notte sulla cancellata dell’asilo Cochrane di Pugliola ignoti hanno affisso un cartello contenente minacce di stampo omofobo. A pochi metri dall’asilo abita un’attivista Raot che ha prontamente segnalato l’accaduto - scrivono in una nota - Lo stesso cartello è stato rinvenuto anche davanti alla scuola dell'infanzia di San Terenzo, sempre nel comune di Lerici".
Immediata la denuncia alla Polizia. Il cartello, prima di essere rimosso, è stato fotografato. Un foglio bianco A4, probabilmente stampato in casa con una normale stampante in vendita in qualsiasi negozio di elettronica. Se il foglio non è stato buttato via frettolosamente, un elemento prezioso per le indagini che seguiranno questo inquietante evento. "La teoria del gender è un’invenzione secondo la quale esisterebbe un complotto orchestrato da una non ben identificata lobby gay colpevole di strumentalizzare i bambini istigandoli all’omosessualità, distruggere le differenze biologiche tra maschile e femminile, insegnare ai bambini a masturbarsi negli asili e incoraggiarli a giochi erotici", scrive Raot.

"Ciò che esiste sono invece gli studi sul genere, i cosiddetti gender studies, nati in America negli anni Cinquanta. Un campo di indagine interdisciplinare che si interroga sul genere e sul modo in cui la società, nel tempo e a latitudini diverse, ha interpretato e alimentato le differenze tra il maschile e il femminile, legittimando non solo disparità tra uomini e donne, ma anche negando il diritto di cittadinanza ai non eterosessuali.
Grazie agli studi di genere si è potuto anzitutto mettere in discussione il sistema di sottomissione delle donne, favorendo l’acquisizione da parte loro di diritti fondamentali come l’autodeterminazione sessuale e la facoltà di decidere del proprio corpo. A partire dagli studi di genere è possibile proporre modelli culturali e educativi più rispettosi di tutte le persone e dei vari modi di vivere la propria identità. Gli studi di genere non negano le differenze e le varianti di genere, ma le studiano per capirle meglio", conclude l'associazione.

Le parole del sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti: "L'amministrazione comunale tutta condanna duramente l'affissione del messaggio apparso recentemente su alcune scuole del territorio. Un atto minaccioso e inaccettabile nei confronti, non solo degli insegnanti del nostro Istituto Comprensivo, ma dell'intera comunità. Il fatto è già stato denunciato alle autorità competenti, nell'attesa che ne venga presto rintracciato l'autore".

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