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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 00.20

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"Ti sfregio con l'acido se non ritiri la denuncia", ora deve starle lontano

Dopo due aggressioni e numerosi episodi di insulti e minacce in strada per una una coppia e la figlia è scattata il divieto di avvicinarsi a una donna di 59 anni.

`Ti sfregio con l´acido se non ritiri la denuncia`, ora deve starle lontano

La Spezia - Mesi e mesi di attacchi verbali, minacce, aggressioni e soprusi. Gli insulti erano sfociati in percosse, morsi e nello scippo di una catenina d'oro, e il fatto che fosse stata presentata una denuncia per questi episodi insopportabili era diventato motivo di pesanti intimidazione: "Se non la denunci ti sfregio con l'acido", si era sentita dire almeno due volte. La vittima di questo inferno, una donna spezzina di 59 anni, non ha mollato: dopo l'ennesimo pestaggio subito è ritornata in questura e ha raccontato nuovamente le cose agli agenti. Da lì sono iniziate le nuove indagini della Squadra mobile, che sono culminate nell'emissione del divieto di avvicinamento alla donna da parte di una cinquantenne, del marito marocchino di 29 anni e della figlia di 24. I tre dovranno rispondere a vario titolo delle accuse di atti persecutori, minacce, lesioni personali e scippo.

L'ultimo episodio denunciato risale al 12 maggio, in Via Nello Olivieri, dove la donna dice di essere stata aggredita alle spalle, immobilizzata con una presa al collo e resa incapace di chiedere aiuto con una mano sulla bocca. Girandosi ha immediatamente riconosciuto le sue vecchie conoscenze, persone con cui da circa un anno prosegue una guerra. E intanto il magrebino le preannunciava che l'avrebbe sfregiata con l'acido, se non avesse ritirato la querela nei loro confronti. Poi una raffica di colpi al volto, sino a farle perdere sangue dal naso e i sensi, accasciandosi a terra.
Gli uomini della Mobile hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza nei pressi del luogo dell'aggressione, rintracciando importanti elementi di indagine.

Con queste prove in mano, unite alle risultanze degli episodi precedenti, è scattata la misura cautelare.
In passato, infatti, la donna era stata vittima di violenza simile. Nel luglio scorso, mentre si trovava in Corso Cavour, era stata accusata di aver guardato male la figlia della cinquantenne, finendo al Pronto soccorso con contusioni su tutto il lato sinistro del corpo, una costola rotta e un morso sull'avambraccio. Ma non si erano accontentati di averla massacrata: le avevano anche strappato una catenina d'oro che indossava.
A ottobre nuovi pesanti insulti, sempre in Corso Cavour.
Poi l'intervento del personale della questura sembrava aver messo un argine ai comportamenti vessatori: quando la coppia e la ragazza incontravano la donna in Piazza Brin semplicemente si giravano dall'altra parte.
Da marzo, però, le cose erano ritornate come prima. E a inizio maggio, il primo odioso messaggio minatorio: il marocchino le si era avvicinato in auto, aveva abbassato il finestrino e le aveva promesso che sarebbe ricorso all'acido se non avesse ritirato la denuncia.

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