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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 22.28

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"Prevenire il femminicidio, i campanelli d'allarme"

L'identikit dell'uomo maltrattante: sminuisce la donna, la isola, la fa vergognare, la controlla e la incolpa di tutto. La psicologa: "Un ciclo preciso che prevede la crescita della tensione, la violenza, le scuse e lo scarico delle responsabilità".

DOPO I FATTI DI SARZANA
"Prevenire il femminicidio, i campanelli d'allarme"

La Spezia - "Ogni giorno ci troviamo a leggere, vedere, ascoltare, notizie dove si parla di donne maltrattate, picchiate o uccise, come è capitato in questi ultimi giorni ad una signora di Sarzana, Roberta Felici. Si parla sempre di quello che accade dopo, delle motivazioni che portano ad un tale gesto, ma proviamo per una volta ad elencare degli aspetti importanti per prevenire epiloghi così drammatici.

“Qual è l'identikit dell'uomo maltrattante?”
In linea di massima si può presentare così:
- sminuisce la donna, le dice come deve vestirsi, la critica se dice/fa qualcosa che secondo lui è sbagliato;
- cerca di isolarla, anche da familiari e amici più stretti, e tante volte è lui a decidere chi deve frequentare;
- la tratta come una stupida, tende a farla vergognare di fronte ad altre persone; 
- pone restrizioni all'uso dell'auto, del telefono, del computer;
- la controlla, spesso anche da un punto di vista economico: potrebbe arrivare a chiederle gli scontrini delle spese effettuate;
- è spesso geloso, sospettoso;
- incolpa la donna se le cose non vanno bene;
- se ci sono dei figli molto probabilmente screditerà la compagna per come si occupa di loro, la farà sentire una madre incapace e in un secondo momento arriverà a minacciarla di allontanarli da lei, di non farglieli più vedere.

“Quali sono i campanelli di allarme in una relazione a rischio?”
E’ quello che gli esperti chiamano “il ciclo della violenza”, che si compone di quattro fasi:

1° fase – Crescita della tensione. È una fase dove l'uomo tende a sminuire, a mortificare la donna; questa per prevenire le violenze cerca di soffocare i propri bisogni, cerca di compiacere e calmare l'uomo. L'autostima della donna e la sua sicurezza man mano iniziano a calare.
2° fase– Esplosione della violenza. L'uomo perde il controllo, maltratta la donna, di solito inizia con spintoni, torsioni delle braccia, fino ad arrivare a pugni, calci, uso di oggetti o armi. 
3° fase – Luna di miele. Dopo la violenza inizia la fase delle scuse, delle promesse alla donna, magari le compra un regalo, la porta a cena fuori. In questa fase potrebbe arrivare a minacciare di suicidarsi, oppure a promettere che andrà in terapia, che si farà aiutare.
4° fase – Scarico delle responsabilità. Si vanno a ricercare le cause, e l'uomo inizia a dare la colpa magari al lavoro, allo stress, ad un momento difficile, fino ad arrivare a dare la colpa alla compagna.. “È stata lei a provocarlo! E' stata lei a meritarselo!”. Aumenta così nella donna il senso di colpa, la credenza di avere qualcosa di sbagliato e che forse sia stato giusto così, che si meritava quello che ha subìto.

Una volta instaurato il ciclo vizioso della violenza, le fasi iniziano a ripetersi di continuo.

Se riconoscete alcuni di questi elementi nella vostra relazione o in quella di qualche amica o conoscente, state in allerta e rivolgetevi a qualcuno che possa aiutarvi, come un centro antiviolenza, uno psicologo, un avvocato, le forze dell'ordine".

Aldina Cucurnia, psicologa e psicoterapeuta

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