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Ultimo aggiornamento: Sabato 22 Settembre - ore 14.00

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"Nessuna nave prende il largo se acqua non idonea"

Il comandante della Squadra navale sul caso delle non conformità. "Controlli trimestrali. A volte basta l'iperclorazione, a volte si sbarca l'equipaggio. Nel 2016 sabbiato l'intero serbatoio di Nave Magnaghi. Presto test solo in laboratori esterni".

PARLA L'AMMIRAGLIO MARZANO
"Nessuna nave prende il largo se acqua non idonea"

La Spezia - "Capita di rilevare delle non conformità nelle acque delle unità della Marina Militare. Questo succede perché facciamo tutti i controlli del caso". Taglia corto l'ammiraglio Donato Marzano, comandante in capo della Squadra navale della Marina militare, in merito alla polemica riportata in auge dalla trasmissione Mediaset Le iene nelle scorse settimane. Raccogliendo la testimonianza di alcuni militari ed ex militari, un servizio girato alla Spezia dava enfasi a casi in cui le acque imbarcate su alcune navi sarebbero risultate non idonee all'uso umano. "Applichiamo un sistema di controllo che si usa comunemente anche negli alberghi - spiega l'alto ufficiale durante la cerimonia per il rientro alla base di Nave Alliance - La legge 2001 ci impone controlli trimestrali, questi possono portare alla luce eventuali problemi. Ma se saltano fuori è proprio perché le acque vengono controllate".

A finire nel mirino del programma di infotainment è stato il caso di Nave Magnaghi, che nel corso degli ultimi due anni non ha passato i test in più di un'occasione. "Ci sono state delle non conformità in quei casi, non lo stiamo negando. Però bisogna sapere che basta tenere fermo due mesi un rubinetto perché possano crearsi criticità - continua l'ammiraglio - Chiaramente se il problema è ristretto a un singolo camerino, si isola quella parte e la si sottopone a vari tipi di trattamento come l'iperclorazione o il flussaggio. Nei casi più estremi si può arrivare a sbarcare l'equipaggio quando la non conformità risulti diffusa oppure colpisca una zona sensibile. Se è la cucina di bordo a riscontrare un problema, è chiaro che la nave non può essere utilizzata".
Così è successo nel 2016 per Nave Magnaghi, che ha ricevuto uno stop. "Si trovava in base per dei lavori e si riscontrò in effetti un problema che risultava persistente e difficile da debellare. Alla fine l'intero serbatoio delle acque è stato sabbiato da cima a fondo e le succesive analisi hanno dato esito positivo. Nessuna nave può prendere il mare senza la regolare certificazione della bontà delle acque".

"In merito alla potabilità dell'acqua a bordo delle Unità Militari, è inoltre opportuno chiarire che la Marina Militare già dal 2004 ha avviato le azioni necessarie per dotare le unità navali di impianti di produzione, distribuzione e gradevolizzazione dell'acqua in linea con la normativa in vigore. Tali impianti infatti, composti da dissalatore ad osmosi inversa, sistema di potabilizzazione e sistema di clorazione, rispondono ai requisiti vigenti e subiscono controlli periodici, mediante specifici esami di laboratorio, per verificarne costantemente la rispondenza alle regolamentazioni riconosciute a livello nazionale e internazionale, previste anche per le navi adibite al trasporto commerciale e passeggeri", recita un comunicato di fine febbraio della forza armata.
"L'acqua che beve il più giovane degli imbarcati la beve anche l'ammiraglio. E di solito beviamo acqua minerale per una questione di gradevolezza. Ricordo che il compito primario di un comandante di nave è assolvere la missione in sicurezza", aggiunge l'ammiraglio Marzano. I controlli vengono in parte effettuati fuori dall'ambito militare e in parte con gli strumenti delle stessa base navale. "Per la legionella per esempio facciamo controlli presso laboratori accreditati - chiosa Marzano - Si va via via verso l'esternalizzazione di questo tipo di attività. Fino a fine 2019 saranno usati ancora i laboratori della Marina militare, ma è da considerare un periodo transitorio. In futuro se ne occuperanno sempre più agenti esterni".

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