Buongiorno Cds-Storie - La Spezia-Ginevra, solo andata
La Spezia - Questa è la storia di uno spezzino e del suo grande sogno, che nasce ai tempi del Liceo, e che sembrava irrealizzabile. Come spesso accade la forza di volontà e un pizzico di fortuna, hanno fatto si, che il sogno si realizzasse. Andrea Gaddi nasce a La Spezia, frequenta tutte le scuole fino al Classico Costa nella sua città natale, dove scopre di avere un grande interesse per la fisica. la molla scatta leggendo il Nobel Carlo Rubbia nel 1984; evento molto pubblicizzato e raccontato attraverso la stesura di due libri. Uno di questi venne regalato ad Andrea dalla sua professoressa di Lettere del Costa e scatenò così una grande passione. Al raggiungimento della maturità, nel 1985, decide di proseguire gli studi all’Università di Pisa, scegliendo la facoltà di Ingegneria Nucleare, dove si è laureato nel 1991. E’ stato chiamato a Grado (Pisa) a svolgere il Servizio Militare come Ufficiale per un anno, fortunatamente gli viene dato un incarico relativo ai suoi studi. Essendo l’unico Ingegnere Nucleare fresco di laurea, gli affidano un compito di smantellamento dei circuiti di un reattore nucleare, ormai spento. Utilizzato però per alcune ricerche dal ’60 ai primi anni ’80.
Finito il periodo di Servizio, la grande passione per la fisica non si affievolisce e Gaddi decide allora, gennaio 1993, di trasferirsi a Frascati vicino Roma per lavorare all’Istituto di Fisica Nucleare. Il più grande laboratorio in Italia, nato alla fine degli anni ’50.
Rimane a Frascati per tre anni, lavorando ad un progetto per un rivelatore di particelle, che era il fiore all’occhiello degli esperti in Italia. Per Andrea, non avendo una grande preparazione in questo campo, è un’esperienza molto importante; grazie anche ad una collaborazione con un noto fisico italiano, che aveva vissuto per 45 anni negli Stati Uniti, assimila una grande preparazione a livello tecnico-scientifico.
Torna per altri 5 anni all’Istituto di Fisica a Pisa e quasi abbandonato il sogno di riuscire ad arrivare a lavorare al CERN di Ginevra, ecco che arriva una telefonata davvero inaspettata, da un professore che lo aveva seguito durante la sua formazione all’Università; la notizia era straordinaria, cercavano ingegneri nucleari, possibilmente provenienti da Pisa, per andare a lavorare al CERN, il Centro di Fisica dell’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare.
Lui non rinuncia, e nel 2000 parte per una nuova avventura.Il Cern ancora oggi è casa sua.
Lì si occupa dell’operazione di uno dei quattro rivelatori principali, che funzionano sul nuovo rivelatore che si chiama LHC, in funzione da 2 anni.
Il suo esperimento si chiama CMS ed occupa quasi 3000 persone tra fisici ed ingegneri. Andrea è il responsabile del funzionamento dell’esperimento e delle infrastrutture che sono legate all’esperimento stesso. E’ a capo degli ingegneri che fanno funzionare il rivelatore. Ha seguito tutta la costruzione di questo esperimento, tutte le fasi, dal progetto alla realizzazione, fino a seguire il lavoro nelle ditte, soprattutto in Ansaldo a Genova; ha seguito l’assemblaggio e i primi test a partire dal 2006 e il trasporto giù in caverna perché l’esperimento si trova a 100 m sotto terra.
E' un uomo oggi molto soddisfatto soddisfatto del suo lavoro, soprattutto quando dal 2006 il rivelatore è stato acceso ed è partito senza troppi problemi.
Il grande sogno di questo ragazzo spezzino si è finalmente avverato, da dieci anni ha la possibilità di fare un lavoro molto vario, che tocca un po’ tutte le discipline dell’ingegneria, della fisica fino ad arrivare all’elettrotecnica, richiedendo molta flessibilità e capacità. Il suo biglietto per il Cern è rimasto di sola andata. Nel suo viaggio un solo posto buono.
Mercoledì 14 aprile 2010 alle 08:30:38
ILARIA MORELLI
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