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Ultimo aggiornamento: Lunedì 16 Settembre - ore 21.28

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Waterfront, ecco l’idea sulla carta

Confermati la scuola, l'albergo e la piscina sul mare. La mappa che descrive dove dovrebbero essere collocati tutti gli elementi che sorgeranno su Calata Paita, che diventerà di proprietà del Comune.

Anteprima CDS

La Spezia - Prende corpo, con la firma sul protocollo di intesa per la sdemanializzazione di una grande fetta di Calata Paita, il cuore dell'attesissimo waterfront spezzino.
La tappa odierna, quella dell'accordo tra Autorità di sistema portuale del Mari Ligure Orientale, Comune della Spezia, Regione Liguria, ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Agenzia del Demanio, non riguarderà direttamente il progetto di urbanizzazione e le sue declinazioni, ma consentirà di fatto a Palazzo civico di governare in prima persona il processo di trasformazione di una vastissima area. Cosa che sino a oggi era rimasta in capo a Via del Molo, titolare della gestione dell'area demaniale marittima. Il Comune assume dunque ufficialmente il timone del comando di un disegno complessivo elaborato nei mesi scorsi con gli altri soggetti istituzionali. La forte connotazione urbana voluta dal sindaco Pierluigi Peracchini, d'altronde, lo richiede.

Nell'ipotesi di progetto che CDS è in grado di mostrare in anteprima, infatti, sono confermati alcuni degli elementi che avevamo anticipato ormai otto mesi fa (leggi qui). Si possono notare: in verde scuro, l'edificio scolastico che ospiterà la scuola (con l'idea di trasferire la Silvio Pellico, oggi ospitata in un edificio dai costi di messa in sicurezza elevatissimi e allo stesso tempo di interesse per la realizzazione di un albergo di alta fascia da parte dell'imprenditoria locale), in verde chiaro quello dell'albergo sul mare, in nero un "apartotel" (struttura ricettiva che è un mix tra un hotel e un affittacamere), e in blu scuro la probabile collocazione di una piscina in riva al mare, probabilmente alimentata da acqua salata. Poco più in là sorgeranno alcuni plessi residenziali (in bordeaux), aree dedicate allo sport (in rosso), al commercio (in viola) e a un incubatore per start up (in verde).
Non vedranno la luce, stando a quanto appreso da CDS, le strutture che nella cartina si notano alla radice di Molo Italia.

Nello specchio acqueo di fronte, e nelle aree che non saranno sdemanializzate, sorgeranno il nuovo molo, la stazione marittima (in rosa), un edificio polifunzionale (definito urban sport park, in marrone) e i parcheggi per i pullman che saranno al servizio dei passeggeri delle navi all'accosto, sino a quattro in contemporanea, visto che ci sarà il mantenimento della disponibilità a fini crocieristici della banchina di Ponente del Molo Garibaldi (vedi rendering allegato).

Per realizzato tutto questo occorreranno anni, e la prima tessera del domino a dover essere calata sarà l'ampliamento a Levante della prima metà di banchina del Garibaldi (leggi qui), un intervento che potrebbe essere concluso fra tre anni.
Nel frattempo Adsp, Comune, Regione, ministero e Agenzia del Demanio avranno concluso l'iter di sdemanializzazione di Calata Paita, un percorso che è previsto in fasi successive.
Il grosso, ovvero l'area sulla quale sorgeranno gli edifici elencati in precedenza, è rappresentato da una superficie di 44mila metri quadrati e sarà sdemanializzato nella prima fase (Area 1 nella mappa). Saranno oggetto di una seconda fase di accordo lo spazio di 9.500 metri quadrati corrispondente a Largo Fiorillo, all'ex Dogana, all'attuale terminal croceristico e alla sede del Circolo Velico e della Canottieri Velocior 1883 (Area 2) e quello del controviale Parma, parallelo a Viale Italia (Area 3), pari a 4.500 metri quadrati.
Rimarranno invece in capo all'Authority i tratti costieri e quelli adiacenti al molo e alle strutture di contorno, per una larghezza costante di 15 metri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il render di come potrebbe essere la futura Calata Paita con i quattro accosti in contemporanea Archivio CDS


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