Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Novembre - ore 22.12

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Voci dall'ambulanza: "Spesso ci sentiamo soli ma andiamo avanti"

I volontari della Pubblica assistenza di Vezzano raccontano: "Fa male notare che c'è chi nega il Covid e non poter vedere il sorriso di chi assistiamo".

testimonianze dalla pandemia

La Spezia - Conoscono meglio quello che un tempo era un nemico sconosciuto. Ma soffrono quando un nonno che forse non vedrà più la sua nipotina chiede di salutarla per l'ultima volta. E sono preoccupati perché il Covid continua a insinuarsi nella vita di tutti i giorni e non tutti colgono la gravità della situazione. Ma loro, i volontari della Pubblica assistenza di Vezzano Ligure assieme a tutti quelli che hanno sposato la causa, si mettono addosso le tute e resistono fino alla fine del turno per poi tornare alla loro seconda vita da condividere con le proprie famiglie e scandita anche dagli impegni di lavoro. E proprio adesso, che la seconda ondata è una realtà, i volontari si raccontano a Città della Spezia.
"Ora siamo più preparati - racconta una ragazza - , sappiamo come comportarci. Nella nostra Pubblica assistenza ci sono persone stupende, i responsabili ci mettono nelle condizioni di poter effettuare qualsiasi servizio, al meglio senza rischi per noi stessi e ovviamente per i pazienti. Questo fa capire che grande famiglia si è all'interno, uniti e in simbiosi. Spero solamente che le persone possano capire in che situazione siamo, e anche a chi crede che il Covid non esista di seguire le normative e rispettare il prossimo con l utilizzo di mascherine e il distanziamento, così riusciremo a ripartire più forti di prima".
"Alla prima ondata spesso, anche noi, siamo stati chiamati 'eroi' - racconta un altro volontario -. Ora ci sentiamo estremamente soli, senza aiuti concreti. Tutti i giorni centinaia di volontari de fanno servizio, per soccorrere gente che sta male, garantire le urgenze ordinarie, i servizi di tamponi a domicilio, servizi ausiliari, alla persona. Vedere che in tanti non rispettano poche e semplici regole fa male. Noi siamo degli "eroi”? No, abbiamo solo scelto di scendere in prima linea, mettendo a rischio anche le nostre famiglie. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. Sono mesi che conviviamo con i dpi Covid, buona parte sono comprati con grandi sacrifici economici. Nulla toglie che la nostra normalità è stata stravolta, il rapporto con i pazienti è diverso, più distaccato. Molti di loro hanno il terrore di andare in Pronto soccors e preferirebbero stare in casa. La paura rimane come il primo giorno anche se ora impieghiamo meno tempo per la vestizione dei dpi anti Covid".
In questi tempi Covid è dura non poter più avere contatti anche con chi si assiste: "Non poter alleviare le sofferenze di una persona da assistere anche facendo qualche chiacchiera per confortarlo è difficile da mandare giù - racconta un altro milite -. Purtroppo anche un semplice sorriso rimane nascosto sotto la mascherina. Ma noi cerchiamo sempre di fare del nostro meglio e di stargli accanto".
"I nostri servizi - racconta un altro ragazzo - sono aumentati in maniera esponenziale. E soprattutto con l'inizio della seconda ondata non abbiamo potuto fare a meno di quante cose siano cambiate: è vero, siamo più preparati. Ma a pesare è davvero il distacco, forzato, che abbiamo dovuto dimostrare alle persone. Sembra sciocco, ma è pesante non vedere i loro sorrisi sotto alle mascherine è difficile non poter rincuorare un nonno facendogli vedere, forse, per l'ultima volta la sua nipotina. E mi è capitato. Da marzo ad oggi ci sono accadute molte cose, ci siamo impegnati ogni giorno, abbiamo fatto le code ore fuori dall'ospedale per trasferire i pazienti anche fuori provincia. Non abbiamo potuto sfiorarli, tenergli la mano. Abbiamo dovuto resistere quando cercavano la nostra, perché i protocolli prevedono l'assoluta distanza e l'assenza di contatto".
"Ad ogni turno indossiamo le nostre tute, che sono una seconda e ingombrante pelle, senza fermarci un attimo - racconta un altro ragazzo -. Il nostro servizio è anche questo e spiace davvero constatare che a volte questi sacrifici sembrano dimenticati. Alcuni di noi hanno dovuto anche rinunciare al servizio perché hanno voluto tutelare le proprie famiglie. Ogni giorno facciamo i conti con quanto si spende per garantire la sicurezza di tutti i militi e ci solleva il fatto, che fino ad ora, in servizio, nessuno di noi ha contratto la malattia. Ma la guardia non va mai abbassata e spero che chi ci guarda da fuori lo capisca. Non riesco a levarmi dalla mente anche un'altra storia. Una sera una ragazza giovanissima doveva essere trasportata in ospedale, mancava mezz'ora al suo compleanno. Non riusciva a smettere di piangere, per rincuorarla le abbiamo regalato una mascherina e le abbiamo detto 'conservala, che quando uscirai di qui ti proteggerà'. Forse, le abbiamo strappato un sorriso, ma sotto alla mascherina non si può vedere".
Con l'arrivo del Covid anche in sede sono cambiate un po' di cose. "Abbiamo riadattato gli interni - racconta un altro milite -. L'area relax è stata modificata per garantire il distanziamento e lo stesso vale anche per la zona notte. E' una necessità che comunque influisce anche nel rapporto tra di noi, l'aggregazione si perde, un po'. Però è importante ricordare che con questa situazione tanti ragazzi, anche giovanissimi, hanno sentito il richiamo dello spirito di servizio e si sono uniti a noi. Ci sono anche ragazzi adolescenti, ma nonostante ci siano tutte le sicurezze del caso, vogliamo preservarli e quindi per adesso non li facciamo partecipare alle attività più rischiose".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News