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Varchi nella diga, anche la biologia dirà la sua

Incontro tra muscolai e Adsp, alla presenza dell'onorevole Viviani: si arriverà insieme alla fine dello studio sulle correnti, ma l'obiettivo più vicino è lo spostamento delle boe della Marina per poter diradare i vivai interni al golfo.

Spirito di collaborazione
Varchi nella diga, anche la biologia dirà la sua

La Spezia - Prosegue il percorso di confronto tra l'Autorità di sistema portuale e i muscolai spezzini alla ricerca di una soluzione che migliori le condizioni per l'allevamento dei mitili nei vivai interni alla diga foranea.
Dopo l'esposizione in commissione consiliare dei primi risultati dello studio sui possibili effetti dell'apertura di varchi nella scogliera commissionato da Via del Molo alla società danese Dhi (leggi qui), nel pomeriggio le due parti si sono nuovamente incontrate per trovare una strada comune.

All'incontro erano presenti per l'Adsp il segretario generale Francesco Di Sarcina e l'ingegner Davide Vetrala, mentre i mitilicoltori erano accompagnati dall'onorevole Lorenzo Viviani, in rappresentanza della commissione e conoscitore delle questioni marittime grazie all'esperienza nel settore della pesca.
Da parte dei muscolai, che hanno rigettato l'ipotesi di varchi di grandi dimensioni che potrebbero creare moto ondoso all'interno del porto e che per questo hanno proposto in sostituzione di tenere in considerazione la realizzazione di aperture subacquee, hanno portato nel dibattito il desiderio di affiancare all'approccio ingegneristico degli esperti di Dhi quello biologico, visto che lo scopo di tutto il ragionamento è quello di creare condizioni di crescita migliori per i molluschi allevati nei vivai. Una richiesta accolta dall'Adsp che ha chiesto di raccogliere gli studi già realizzati in passato e si è resa disponibile a realizzarne di nuovi per fotografare le condizioni dell'ecosistema marino all'interno del golfo. I mitilicoltori hanno infatti ricordato l'importanza rivestita dall'afflusso di acque dolci nelle acque interne alla diga, tanto che in passato la dislocazione dei vivai seguiva proprio quella delle polle affioranti nei pressi delle coste spezzine.

Un altro punto di convergenza tra i rappresentanti dei muscolai e i vertici dell'Authority è stato trovato nella necessità di arrivare nel più breve tempo possibile alla definizione di un accordo con la Marina militare per lo spostamento di una o più delle boe che si trovano a monte della diga, così da poter consentire l'ampliamento dell'area di allevamento e dunque poter diradare i filari ai quali sono appese le reste di mitili. Uno dei problemi principali, infatti, riguarda la difficoltà che sperimentano i vivai più interni nell'essere raggiunti da acque ricche di nutrimento, con ovvie ricadute sullo stato di salute e di crescita del prodotto. Una partita, quella dello spostamento delle boe militari, nella quale viene ritenuto fondamentale il ruolo dell'amministrazione comunale e della commissione consiliare.

"Occorre completare lo studio sugli effetti delle aperture nella diga - dichiara a CDS il segretario generale Di Sarcina - condividendo con i muscolai le fasi finali del lavoro. C'è una consapevolezza generale che potrebbe emergere che non ci sarebbero benefici incredibili per l'attività della mitilicoltura e che la spesa di un intervento sulla scogliera potrebbe non trovare giustificazioni pratiche. Ma siamo sinceramente intenzionati a fare tutto quanto ci è concesso dalle normative per sostenere il lavoro di questa importante categoria di lavoratori e dunque intendiamo proseguire insieme a loro per trovare le soluzioni migliori possibili".
Su un tema annoso, per la prima volta, sembra esserci uno spirito collaborativo che ha messo da parte i sospetti del passato.

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