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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Settembre - ore 08.00

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Varchi in diga, più onde che ossigeno. I muscolai: "Facciamoli inclinati"

Presentati gli esiti dello studio commissionato dall'Adsp a una società danese. Le ipotesi prese in considerazione non garantirebbero vantaggi apprezzabili, ma emergono altre proposte. Borio: "Partiamo da qua per trovare soluzioni".

Gli effetti della simulazione
Varchi in diga, più onde che ossigeno. I muscolai: "Facciamoli inclinati"

La Spezia - Ora il dibattito su come migliorare la situazione per i vivai dei muscoli e per i mitilicoltori all'interno della diga può iniziare davvero.
Nel pomeriggio, infatti, durante la seduta della commissione comunale Lavoro sono stati presentati i risultati dello studio sulle ipotesi di apertura dei varchi nella diga foranea per ottenere un maggiore ricambio delle acque commissionato dall'Autorità di sistema portuale alla società danese Dhi e dal confronto tra le parti - enti, esperti e muscolai - è nata una interessante discussione sulle possibili migliorie da mettere in atto.

La presidente Maria Grazia Frijia ha esposto l'obiettivo dei lavori della commissione, ovvero il desiderio di sostenere un'attività importante sotto il profilo economico, sociale, gastronomico e identitario, e ha poi ceduto la parola al segretario dell'Adsp, Francesco Di Sarcina, che ha anticipato i dubbi sulla fattibilità dell'intervento proposto dai muscolai stessi, sottolineando l'affidabilità dell'indagine modellistica svolta dai professionisti della società danese, leader nel settore.
"I risultati ottenuti sino a oggi - ha detto - non sono confortanti: non sembra che i varchi possano produrre variazioni significative, tali da giustificare l'opera in questione".
"Il modello - ha fatto eco l'ingegner Davide Vetrala - è stata verificato su serie storiche dei dati registrati nel golfo ed è per tanto molto affidabile".

L'illustrazione delle risultanze dello studio è stata fatta da Andrea Pedroncini, in rappresentanza di Dhi.
"Per valutare i benefici dell'apertura di varchi nella diga per i vivai abbiamo concentrato la nostra attenzione sui dati relativi alla temperatura, all'idrodinamismo, alla salinità e all'ossigeno, mentre per quanto riguarda gli effetti interni alla rada abbiamo simulato quello che accadrebbe a livello di moto ondoso".
La prima sorpresa è venuta dalla mappatura termica delle acque, risultate più calde nella parte interna della rada spezzina, ma con differenze nell'ordine di solo mezzo grado tra quelle immediatamente prossime alla diga, interne ed esterne. Grande differenza, invece, a livello di correnti, molto più accentuate all'esterno della barriera rappresentata dalla scogliera. Sono inoltre state prese in considerazione la combinazione dei due parametri, che influisce sull'ossigenazione delle acque, l'incidenza delle piene del Magra sul grado di salinità e l'apporto termico dello scarico della centrale Enel, componendo il tutto in un quadro modellistico che ha simulato condizioni simili all'estate del 2017, risultata particolarmente difficile per la mitilicoltura spezzina.

"Abbiamo osservato cosa accadrebbe con tre diverse ipotesi. La minima - ha spiegato Pedroncini - prevede due varchi di 50 metri scavati per una profondità di due metri, in corrispondenza dei corridoi tra gli impianti. Un'altra consiste in due aperture lunghe 100 metri per 4 di altezza e la terza consiste in tre varchi realizzati con tubi da 3 metri di diametro per una lunghezza di 50 metri a una profondità compresa tra i 2 e i 5 metri sotto il pelo dell'acqua, in corrispondenza dei vivai, per massimizzare l'effetto".
Le simulazioni hanno però mostrato variazioni impercettibili dal punto di vista dei parametri utili a migliorare le condizioni di vita dei muscoli. La temperatura di superficie, in estate, rimarrebbe quasi costantemente sopra i 26 gradi, sia dentro che fuori la diga, proprio perché si partirebbe da una differenza iniziale ridotta.
La condizione di partenza è decisamente diversa per quel che concerne l'idrodinamicità, ma la presenza di una scogliera di 2 chilometri porta la corrente principale, proveniente da Levante a correre per lo più parallela alla diga, riducendo il miglioramento all'area di imbocco dei varchi, senza benefici apprezzabili nel resto delle acque interne che lambiscono i vivai. Scarso, dunque, anche l'aumento dell'ossigenazione, che resterebbe su valori compresi tra i 6 e i 7 mg/litro.
Le simulazioni delle piene del Magra hanno evidenziato l'assenza di rischi di abbattimento della salinità e dunque il mantenimento delle condizioni ambientali attuali per i muscoli, mentre l'incidenza delle acque di scarico della centrale Enel è risultata scarsa.
"Abbiamo preso in considerazione una stagione limite - ha specificato l'esperto - ma per valutare i vantaggi di una eventuale apertura bisogna proprio pensare al miglioramento di condizioni di scarsa dinamicità, che sono quelle in cui la mitilicoltura ha mostrato di soffrire maggiormente".
A fronte di migliorie poco convincenti, il moto ondoso interno al golfo subirebbe invece notevoli variazioni.
Il modello ha mostrato come oggi, in condizioni normali, le onde seguano con precisione sorprendente i canali di accesso al porto, mentre la simulazione di venti di Scirocco crescenti creerebbe un sensibile innalzamento dei marosi in gran parte del Levante del golfo, in particolare nell'ipotesi dei due varchi larghi 100 metri. Le onde aumenterebbero anche di un metro, peggiorando le condizioni di ogni attività presente all'interno del porto.

Nello scambio di opinioni con il rappresentante della società di consulenza i muscolai presenti in commissione hanno spiegato che i problemi maggiori sono vissuti dai muscoli dei vivai maggiormente vicini alla diga ed è stata avanzata la proposta di creare degli "inviti" esterni che convoglino un maggiore flusso di corrente all'interno della diga, oppure, secondo un principio simile, di creare varchi inclinati, capaci di accogliere le acque provenienti da Levante e di smorzare lo Scirocco che si insinuerebbe da Ponente.
Questioni e suggerimenti da tenere in massima considerazione, che potranno essere valutate attraverso ulteriori simulazioni.
Il presidente dei mitilicoltori, Eugenio Borio, ha ricordato la possibilità di interventi ingegneristici per smorzare il moto ondoso interno al golfo, ma ha soprattutto ringraziato i commissari per l'interessamento e l'Adsp per aver avviato uno studio serio e approfondito: "Partiamo da qua per trovare delle soluzioni che riteniamo siano possibili".

Il confronto - pacato e collaborativo - tra l'approccio scientifico-matematico e l'esperienza quotidiana di chi porta avanti un mestiere secolare è iniziato.

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