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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 12.15

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Una targa per il partigiano Aristide Galantini, l'ultimo atto di Federici

Ieri a Campiglia cerimonia solenne per il militare ucciso nello zerasco nel 1944. Per il primo cittadino l'ultimo discorso pubblico prima del congedo: "Significativo farlo qui in un posto pieno di fascino. A quei ragazzi siamo debitori per sempre".

Una targa per il partigiano Aristide Galantini, l´ultimo atto di Federici

La Spezia - Con una cerimonia assai sentita e autenticamente partecipata, Campiglia e la città della Spezia, attraverso il sindaco Massimo Federici, hanno reso omaggio alla memoria del caduto partigiano Aristide Galantini, intitolandogli un Largo che affaccia sul piazzale della chiesa ed abbraccia, con una vista suggestiva, il Golfo della Spezia da una parte e lo sconfinato orizzonte del mare aperto dall'altro. "Un eroe semplice - così l'ha definito il primo cittadino - nato in questa splendida frazione del nostro comune il 6 gennaio del 1921 e quando, dopo l'8 settembre del '43 la Resistenza cominciò a muovere i suoi primi passi, con una scelta dettata esclusivamente dalla propria coscienza di uomo che amava la libertà sopra ad ogni cosa, lui, militare, che dopo aver preso parte alla Seconda Guerra Mondiale, godeva di un congedo illimitato che lo metteva al riparo da ogni obbligo di arruolamento alla R.S.I., decise di battersi comunque per il riscatto della patria e scelse la via dei monti".

Cadde prematuramente, nella prima primavera della Lotta di Liberazione, e ciò avvenne nello zerasco, a Rossano Apuano (Ms) il 12 aprile del '44, dove è ricordato come il primo caduto di Giustizia e Libertà, in cui militò assieme al Comandante Franco Coni e al caro amico Antonio Celle. "È ad uomini come Aristide che dobbiamo la nostra libertà, a coloro che seppero da che parte stare affinché il nostro Paese potesse risorgere" - ha affermato il sindaco, concedendosi quindi un commosso riferimento personale quando, portandosi la mano alla Fascia tricolore, ha concluso dicendo: "E' il mio ultimo intervento, dopo dieci anni in cui ho servito al meglio delle mie possibilità l'istituzione che rappresento ed è bello e significativo farlo qui, in un posto così pieno di fascino della nostra Terra, ricordando il sacrificio di uno di quei tanti ragazzi di cui noi tutti oggi siamo debitori e, coerentemente con quegli ideali, orgogliosi di perpetuarne il ricordo".

Al termine dell'intervento, la nipote Mara Galantini ha scoperto la Lapide che intitola il Largo al Martire della Liberta e Mons. Gianluca Galantini ha benedetto il Marmo. I presenti, tra cui l'ex Prefetto della Spezia dottor Mauro Lubatti, il Comandante della Stazione dei Carabinieri, rappresentanti della FIAP, dell'ANPI e dell'Associazione Mazziniana della Spezia, si sono quindi trasferiti nella Chiesa di Santa Caterina, dove è stata celebrata la Santa Messa a Suffragio di Aristide, tracciandone ,anche alla luce delle Scritture, un suggestivo ritratto che ha toccato il cuore di tutti coloro che hanno preso parte alla funzione. È stata davvero una Cerimonia struggente,in cui,alla presenza dei familiari e degli intervenuti ,tra cui la figlia di Rino Canese, recentemente scomparso - che di Aristide fu amico fraterno e a cui dobbiamo un'affettuosa ed intensa testimonianza - a 73 anni dalla morte, si è fatta memoria del sacrificio di un patriota, a riprova del fatto che chi dona se stesso per gli ideali di giustizia e libertà non muore affatto, almeno finché ci sarà qualcuno capace di rammentare e di trasmetterne ulteriormente il ricordo.

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