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Un secolo di mutazioni, di campi che scompaiono, di boschi che tornano

Lo studio dell'Università di Wageningen sulla 'tessitura' naturalistica e industriale dell'Europa.

Lungofiume rinfoltito
Un secolo di mutazioni, di campi che scompaiono, di boschi che tornano

La Spezia - Com'era verde la mia valle... viene ogni tanto da sospirare, citando un film di John Ford del 1941. Eppure la nostra cara Europa rispetto a un secolo fa, verde, la è di più. Lo mostra con una certa chiarezza lo studio guidato dal ricercatore olandese Richard Fuchs, dell’Università di Wageningen, che ha ricostruito in che misura il territorio del Vecchio continente è stato occupato da foreste, prati, campi coltivati e insediamenti industriali nell'intervallo temporale 1900-2010. Centodieci anni di storia – sintetizzati anche in un video che mostra la mappa procedere di decade in decade – caratterizzati, sì, da un progressivo aumento di fabbriche e affini, ma anche, dal secondo dopoguerra, dalla ripresa di prati e boschi a scapito dei terreni coltivati, visto il 'drenaggio' di posti di lavoro dal settore primario a quello secondario. Non solo: “Oltre 100 anni fa il legname veniva usato quasi per tutto: come combustibile per il fuoco, per la produzione di metalli, mobili, la costruzione di case. Per questo intorno al 1900 erano rimaste pochissime foreste in Europa. Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, diverse nazioni hanno poi cominciato diversi piani di riforestazione che sono ancora oggi in corso”, ha spiegato Fuchs al Washington Post, parole riprese – assieme allo studio – dall'Infodata de IlSole24Ore.

Quel che si dice dell'Europa in generale trova riscontro anche zoomando sulla nostra zona (nella foto: a sinistra il 1900, a destra il 2010). Da un lato, in viola, si nota l'incremento di insediamenti industriali soprattutto a ridosso e alle spalle del Golfo nonché in Val di Magra, e ancora la sensibile contrazione degli spazi coltivati lungo le aste di fiumi Magra (sia nel tratto ligure, sia nel tratto toscano) e Vara. Un fenomeno che ha visto tornare prati (verde chiaro) e soprattutto boschi (verde scuro) a ridosso dei due corsi d'acqua. Un tema di stringente attualità, tant'è che, come raccontato nelle scorse settimane, l'ente Parco di Montemarcello, Magra e Vara sta cercando di correre ai ripari attraverso un progetto di gestione della vegetazione spondale volto alla diminuizione del rischio idraulico e del materiale che ogni anno, con le mareggiate, si accatasta sul litorale. A questo link la mappa elaborata dal gruppo di lavoro di Fuchs: http://www.geo-informatie.nl/fuchs003/#

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