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Un amore folle per Atalanta

La leggenda della polena lignea in mostra al Museo Navale della Spezia.

Un amore folle per Atalanta

La Spezia - “L’ho fatto per amore di Atalanta”, parole destinate ad una statua che ancora oggi gli spezzini possono ammirare al Museo Navale. Atalanta, la preziosa polena venne ritrovata nell’Atlantico da parte delle pirocorvetta Veloce nel 1866 e nessuno sa quale sia stata la sorte della nave alla quale era appartenuta. In un primo momento fu custodita al museo Navale di Genova e una volta ultimata l’Arsenale Militare, Atalanta approdò alla Spezia quando la città divenne sede del Primo Dipartimento Marittimo nel 1870.

Il suo ritrovamento era già avvolto nel mistero ma, a rendere ancora più particolare la storia sono i terribili fatti di cronaca legati alla sua figura. La statua lignea - dalle forme generose, dal seno scoperto immortalata nel gesto di sollevarsi le vesti - si porta dietro la leggeda che vede protagonisti degli uomini impazziti per amor suo.

La prima vittima di Atalanta sarebbe un custode del museo che, prima della sua morte, avrebbe passato intere giornate ad ammirarla: studiandone le forme, quasi come volesse toccarla e possederla. Quell’amore era così forte, che alla fine l’uomo si tolse la vita.

Gli anni passarono e arrivò la Seconda Guerra mondiale, Atalanta era sempre lì, nel suo spazio a farsi ammirare. La leggenda narra che un soldato tedesco rapito dalle forme e dalla grazia della statua non potè fare a meno di rapirla portandola nella sua casa. Non potendosene più separare il soldato decise di compiere un gesto estremo e si tolse la vita.
Un giorno un suo commilitone, andato a casa dell'amico, lo trovò morto ai piedi della polena, in mano un biglietto con il quale spiegava di avere offerto a lei la propria vita.
Pare inoltre che l’opera satirica che racconta della Germania tra le due guerre di Gunther Grass Il tamburo di latta, pubblicato nel 1959, sia proprio ispirata a questa strana vicenda.

Un altro episodio, meno cruento legato alla bella Atalanta risale ad una sua esposizione al pubblico per la rassegna Firenze a Tavola. La statua era stata messa in mostra, assieme ad altri reperti, nel centro storico spezzino. Anche in questo caso, la vista della polena ha creato non poco scompiglio perché decine di antiquari fiorentini si innamorarono a prima vista della bella Atalanta e si mostrarono pronti a sborsare qualsiasi cifra più di averla.

Un altro mistero, dunque, arricchisce la storia spezzina e per chi vuole ammirare Atalanta e le sue sorelle il Museo Navale della Spezia è il luogo ideale.
Infatti, lo storico spazio ospita inoltre una preziosa collezione di polene di provenienza diversa: la dea romana della guerra della fregata "Bellona"; la polena della fregata sarda "Beroldo"; il Titano della nave "Monzambano", prima nave idrografica italiana; del piroscafo garibaldino "Baleno", ex "Fairy Queen" inglese, raffigurante la giovane Regina Vittoria; del vascello napoletano "Minerva", a bordo del quale fu impiccato - per ordine di Nelson - l'ammiraglio Francesco Caracciolo; la polena raffigurante Vittorio Emanuele II, del vascello "Re Galantuomo", che partecipò alla battaglia di Lissa; la polena del "Cristoforo Colombo", per citarne solo alcune.

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