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Ultimo aggiornamento: Venerdì 28 Luglio - ore 20.40

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Tumore al pancreas, alla Spezia l'ultima frontiera di cura | Video

Il caso di una paziente 70enne fa scuola: è la prima volta in Italia che si concretizza un intervento radicale mininvasivo, praticato in laparoscopia. E per una volta nessuna fuga, anzi: "Eseguite duecento procedure anche per pazienti di Asl vicine".

Tumore al pancreas, alla Spezia l´ultima frontiera di cura<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/videogallery/Intervento-radicale-mininvasivo-sul-1226.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Video</a></span>

La Spezia - Un successo che farà scuola, uscirà dalla provincia e, finalmente, permetterà alla vituperata sanità spezzina di far parlare di sè. I chirurghi dell’Asl5 hanno portato a termine, per la prima volta in Italia, un intervento radicale mininvasivo sul pancreas, frutto del lavoro del gruppo multidisciplinare Neoplasie dell’apparato digerente (Dmt) e del centro di riferimento regionale per la chirurgia video-laparo-scoscopica. Il caso in questione riguarda una paziente di 70 anni, spezzina, cui durante un intervento di videolaparo-colecistectomia era stata diagnosticata, grazie a una colangiografia intraoperatoria, un’anomalia del dotto di Wirsung. La donna è stata così sottoposta a un’ecoendoscopia, praticata dall’equipe diretta dal dottor Lorenzo Camellini, direttore di Gastroenterologia, che ha permesso di giungere a una diagnosi precoce di neoplasia intraduttale papillare mucinosa (IPMN) degenerata in adenocarcinoma.

L’iter terapeutico, concordato con la collaborazione del reparto di Oncologia diretta da Carlo Aschele, ha portato alla definizione dell’intervento chirurgico, realizzato per la prima volta in Italia con tecniche mininvasive. L’intervento è stato attuato in maniera innovativa, sviluppando il modello ‘Ramps’ – Radical antegrade modular pancreato-splenectomy – che nella sua applicazione originaria è praticato in chirurgia open. L’operazione, durata quattro ore e mezza, è stata realizzata con successo dal direttore della Struttura Complessa Chirurgia, Stefano Berti, e dalla sua equipe. La donna, grazie all’applicazione di modelli avanzati di ‘chirurgia dolce’, è stata dimessa dopo sei giorni di degenza, certificando il successo del lavoro, destinato a porsi come cabina di regia clinica dell’istituendo Polo tecnologico ad alta complessità chirurgica del Levante ligure. “A Spezia c’è una tradizione consolidata sulla chirurgia mininvasiva, e questa anteprima – spiega il dottor Berti – è la dimostrazione che ci sono le tecnologie, le competenze, e soprattutto l’abitudine a lavorare in gruppo multidisciplinare: una squadra, per vincere il campionato non ha bisogno solo del capocannoniere, ma di giocatori che sappiano interpretare il gioco di squadra. Raccontiamo di un trattamento innovativo del tumore al pancreas per la prima volta in Italia. Un big-killer, non molto frequente come incidenza, purtroppo ma la prognosi di questa malattia non è molto favorevole. La diagnosi quasi sempre viene fatta fuori tempo massimo, ecco perché dobbiamo sforzarci nella diagnosi veloce. La gente deve sapere che bisogna controllarsi. Siamo diventati centro di riferimento regionale per la chirurgia videolaparo-tosascopica avanzata grazie al lavoro avviato a suo tempo del dottor Falco. E possiamo contare sulle migliori strumentazioni per una sala operatoria integrata”. “L’ecoendoscopia – aggiunge Lorenzo Camellini, direttore di Gastroenterologia – è una tecnica accurata e sicura. Attualmente abbiamo eseguito quasi duecento procedure anche per pazienti delle Asl vicine”. Per Carlo Aschele, direttore della S.C. Oncologia, “l'incidenza di tumori del pancreas è in aumento, e purtroppo la diagnosi spesso non avviene in fase precoce. In Asl5 abbiamo creato un team multidisciplinare per la diagnosi ed il trattamento delle neoplasie gastrointestinali che concentra altissime professionalità e tecnologie”.

Un’operazione che dimostra come in città, per questo tipo di neoplasie, ci possa essere una speranza a chilometro zero. La presentazione dell’intervento, tenutasi questa mattina, ha visto la partecipazione della direzione aziendale dell’Asl e del vicepresidente della Regione e assessore alla sanità, Sonia Viale. “Sono veramente ammirata - ha affermato Sonia Viale - per la capacità dell’equipe di professionisti che ha saputo realizzare questo intervento, il primo di questo genere in tutta Italia. È stata una sfida importante, in cui è stata messa al centro la persona, non solo per aggredire la malattia ma per accompagnarla in un momento difficile della vita. La paziente non ha avuto complicanze e, dopo appena sei giorni di degenza, ora è a casa, in serenità, con la sua famiglia e questo è straordinario. Per questo sono molto soddisfatta e rinnovo l’impegno della Regione Liguria a sostegno di tutto il sistema sanitario che - ha sottolineato l’assessore - è di assoluta eccellenza, come abbiamo dimostrato anche oggi. Vogliamo dare identità a questo sistema e combattere le cosiddette ‘fughe’ fuori regione: qui, grazie ai nostri professionisti, possiamo trovare le cure migliori. Siete un esempio per ognuno di noi. Ci stimola a fare sempre meglio e perché no, superare la vicina Toscana. Andrea Conti, direttore generale di Asl5, raccorda il tutto, partendo da un discorso complessivo: "L'ospedale Sant'Andrea così come il San Bartolomeo, che fu concepito quarant'anni fa, ha concezioni antiche: nell'uso degli spazi, nei livelli organizzativi. Ci sono delle difficoltà. Noi non possiamo che giocarci tutto sulla qualità. E fortunatamente i nostri medici e i nostri infermieri sono bravissimi. Ecco perché l'approfondimento che vi raccontiamo oggi ci rende particolarmente orgogliosi. Sarzana? Tante parole ma c'è un programma ben definito, nel futuro prossimo il San Bartolomeo sarà a servizio di completamento del nuovo ospedale del Felettino. Là potranno andare tantissime pertinenze, come ad esempio la chirurgia di basso volume. La sua identità ce l'ha, fondamentale sarà il recupero della mobilità". Finale sul personale e i reparti: "In questo territorio mancavano soprattutto gli infermieri e la graduatoria di ieri mi sembra eloquente - ha concluso Viale -, nel frattempo da Chiavari stanno arrivando gradualmente 45 infermieri. Il resto arriverà dal concorsone".

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Video

12/07/2017 - Intervento radicale mininvasivo sul pancreas: il video dell'operazione

Le spiegazioni del dottor Berti Archivio
I protagonisti dell'intervento radicale mininvasivo, praticato in laparoscopia. Archivio
Stefano Berti Archivio


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