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Troppi detenuti a Villa Andreino, ma c'è il plauso di Antigone

La denuncia del Sappe: "La situazione si è aggravata, in gioco sicurezza e dignità". L'associazione che difende i diritti dietro le sbarre rileva l'eccesso di popolazione, ma loda la casa circondariale spezzina su più punti.

metà sono stranieri
Troppi detenuti a Villa Andreino, ma c'è il plauso di Antigone

La Spezia - Preoccupa il sovraffollamento delle carceri liguri. Una situazione da cui non sono esenti La Spezia e la casa circondariale di Villa Andreino. A denunciare la situazione, oggi, dati alla mano è il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. “La situazione si è aggravata. Sotto il fronte della popolazione detenuta i dati ufficiali rilevati al 29 maggio raccontano che negli istituti liguri sono presenti 1530 detenuti con un trend in costante crescita. La percentuale di sovraffollamento è del 35.3 per cento”, osserva il segretario nazionale Michele Lorenzo. Ecco i numeri resi pubblici dal Sappe: il carcere di Chiavari, capienza 45 detenuti, ne ospita 60; Marassi capienza 546, detenuti 721; Pontedecimo capienza femminile 43, detenuti 72; capienza maschile 53, detenuti 78; Imperia capienza 53 detenuti 92; Sanremo capienza 234, detenuti 276; infine La Spezia, capienza 151 e 228 detenuti (115 stranieri), 77 oltre il limite.

“Dati che non lasciano alcun dubbio su cosa deve quotidianamente affrontare la Polizia penitenziaria ligure – continua Lorenzo -, oggi presente con 887 unità, con una carenza d’organico di 117 agenti. Se si pensa che solo nel 2018 la Penitenziaria della Liguria ha dovuto affrontare una serie di eventi critici prodotti dalla popolazione detenuta, come 444 atti autolesionismo, trenta tentati suicidi, purtroppo quattro suicidi (due alla Spezia, ndr), 343 risse con 46 feriti. Ci sono situazioni da guerriglia urbana, però a fronteggiarla non ci sono reparti in assetto, ma l’unico super-agente senza protezioni o adeguati strumenti di difesa. Dovrebbe essere spontaneo quanto naturale porre dei correttivi a questo collassato sistema. Notiamo e non comprendiamo questo scarso interesse verso gli istituti liguri da parte del competente Provveditorato regionale del Piemonte, nel frattempo la Polizia Penitenziaria continua la sua attività sperando in qualche Santo che faccia il miracolo ed illumini la mente di coloro che devono consentire un carcere più sicuro e più dignitoso”. Per chi nel carcere lavoro e naturalmente anche per i detenuti.

Del sovraffollamento del carcere della Spezia si parla anche nell'ultimo report relativo all'ultimo e recente sopralluogo nella struttura da parte dell'Associazione Antigone, che si occupa di diritti e garanzie all'interno del sistema penale. Una relazione nel complesso positiva, che ad esempio sottolinea come "gli aspetti sanitari sono apparsi ben gestiti sia per quanto riguarda la cura sia per le attrezzature. Particolare attenzione viene rivolta alle persone con problemi psichiatrici e di tossicodipendenza che sono presenti in numero percentualmente più rilevante rispetto ad altri istituti tenendo conto che non è prevista una sezione specifica.
Rispetto alla precedente visita il numero degli atti di autolesionismo è diminuito significativamente". Ma, oltre al nodo sovraffollamento, ci sono punti critici quali "la carenza di spazi comuni" e la gestione dei detenuti 'protetti', che, per Antigone, "presenta aspetti problematici perché devono essere, in parte, sistemati nelle stanze riservate ai nuovi giunti lasciando solo una stanza a disposizione per chi entra nell'istituto. Questa situazione crea una condizione di detenzione non ottimale e rappresenta una criticità".

NR

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