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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Luglio - ore 14.00

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Tpl, tagli in vista per quasi 600mila euro. Sarà un autunno caldo?

Alla riduzione di 300mila euro da parte del Comune della Spezia euro si aggiunge la trattenuta del 2 per cento dei fondi regionali da parte della Provincia per la nascente agenzia provinciale. Ma potrebbe andare in porto un allungamento della proroga

La parola ai sindacati
Tpl, tagli in vista per quasi 600mila euro. Sarà un autunno caldo?

La Spezia - E' un momento assai delicato e complesso, quello che riguarda il futuro del trasporto pubblico locale spezzino. Sono giorni di riunioni tra i sindacati, l'azienda e la Provincia, di richieste di chiarimenti e di timori.

L'ultima riunione si è svolta questa mattina nel Palazzo del Governo di Via Veneto, dove le sigle di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Cobas, Faisa-Cisal e Ugl si sono viste con il delegato provinciale alla Mobilità, il sindaco di Ameglia Andrea De Ranieri, e il dirigente Marco Casarino. Nel menù del confronto c'erano la riduzione delle risorse a disposizione per il Tpl e le mosse future che serviranno per limitare al massimo le ripercussioni di questi tagli sui lavoratori di Atc Esercizio e sul servizio offerto all'utenza spezzina. Un'operazione non semplice, se si considera che la Provincia, in quanto ente in predissesto finanziario, tratterrà l'aliquota massima (ovvero il 2 Per cento) dei trasferimenti regionali per la formazione delle prossima agenzia provinciale del trasporto pubblico, che scaturirà dalla riorganizzazione societaria del gruppo Atc. Non si parla di bruscolini: il servizio, infatti, dovrà essere svolto con 285mila euro in meno. A questa riduzione si dovrebbe aggiungere quella di 300mila euro che il Comune della Spezia ha annunciato e confermato recentemente ritenendo di ritenendo di aver pagato, negli anni precedenti, servizi aggiuntivi che non erano di sua competenza, in quanto a favore di altre amministrazioni. La coperta, dunque, si dovrebbe accorciare di quasi 600mila euro e l'incidenza potrebbe essere forte, visto che non è chiaro se i tagli saranno concentrati sugli ultimi mesi del 2018, oppure se potranno essere spalmati sino al giugno del 2019.

Le preoccupazioni, dunque, sembrano fondate. Anche se tutto può ancora succedere.
"Vogliamo capire con chiarezza cosa vogliono fare Comune, Provincia e azienda. Da parte nostra - afferma Alessandro Negro, esponente Filt Cgil - è fondamentale che si tenga aperta la strada che possa portare all'affidamento in house, dimostrando di poter andare avanti con le nostre forze. Un altro punto importante è quello della possibilità di portare la proroga siglata di recente da due anni a quattro e mezzo, nel caso in cui l'azienda abbia effettuato investimenti importanti nel corso dell'affidamento: sembra che possiamo rientrare in questa condizione e per questo chiediamo ad Atc Esercizio di effettuare la richiesta di prolungamento del periodo di proroga, così da poter agire con più tranquillità in funzione del successivo affidamento".
Punti condivisi da tutti, sia la necessità di andare a chiedere altri due anni e mezzo di proroga, che l'auspicio di un futuro affidamento in house.
"Quello che ci interessa maggiormente è la salvaguardia dei lavoratori e il miglioramento della qualità del servizio - dichiara a CDS Marco Moretti, segretario di Fit Cisl - e per questo abbiamo chiesto di attivare tavoli di confronto con le istituzioni e l'azienda".
Uiltrasporti, primo sindacato in Atc Esercizio con un centinaio di iscritti, parla per bocca di Giuseppe Ponzanelli: "I timori sono parecchi, ma per il momento non c'è alcuna azione programmata. Abbiamo ascoltato voci discordanti su diversi aspetti e nei prossimi giorni incontreremo anche il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, per capire meglio la posizione del Comune. In certi momenti ci è sembrato di essere nel bel mezzo di un gioco delle tre carte, ma sembra chiaro che, per quanto si parli di razionalizzazione, meno soldi significano meno chilometri e dunque meno personale. Non credo che nessuno voglia andare avanti su questa strada, a meno che non ci sia sullo sfondo uno scenario di svendita dell'azienda...".

"Si preannuncia un autunno caldo - aggiunge Luca Simoni, rappresentante Cobas - perché se Comune e Provincia non decidono cosa fare e non si decideranno a dircelo chiaramente, è forte il timore che si vada verso una demolizione del trasporto pubblico locale. Non si vedono mezzi nuovi da otto anni e arrivano nuovi tagli: così il servizio non può andare. E se ci sarà una riduzione di chilometri, corse e quindi di lavoro siamo pronti a convocare le assemblee dei lavoratori. Non staremo a guardare mentre si va verso la distruzione del Tpl. La politica dica cosa vuole fare ai cittadini e ai lavoratori".
Si smarca, in parte, Franco Bardelli, esponente di Faisa-Cisal: "Abbiamo chiesto delucidazioni sul recupero dell'Iva che dovrebbe venire dalla creazione dell'agenzia provinciale, un tema che avevamo caldeggiato anche quando si parlava dell'agenzia regionale. Non ci spaventano le sfide e se l'obiettivo finale è quello di poter tenere aperta per l'affidamento in house, andando verso un efficientamento e un ammodernamento dell'azienda, affronteremo il cammino senza se e senza ma, sempre con la bandiera della tutela dei lavoratori. Siamo disponibili al confronto e vogliamo essere ai tavoli al momento giusto. Il nostro approccio sarà pratico, mai di impostazione ideologica e se qualcuno farà diversamente saremo pronti a criticare e a prendere le distanze".
Ritorna sul tema dell'allungamento della proroga Paolo Carrodano, rappresentante Ugl: "E' fondamentale per ottenere migliori condizioni di noleggio a lungo termine per rinnovare il parco mezzi. Siamo rimasti sorpresi nell'apprendere che il Comune della Spezia pagasse servizi aggiuntivi per conto di altre amministrazioni e siamo disponibili a capire meglio questo aspetto parlando con i sindaci. Al momento nessun taglio comunale è stato messo nero su bianco. Vedremo come evolverà la situazione".

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