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Tpl, i sindacati: "Poche certezze, andiamo avanti con la protesta"

Le sigle hanno incontrato il presidente della Provincia Giorgio Cozzani ma lo stato di agitazione continua. Possibile un presidio sotto il Comune nel corso della prossima settimana.

Verso lo sciopero
Tpl, i sindacati: "Poche certezze, andiamo avanti con la protesta"

La Spezia - Risposte con poche certezze sul futuro del Tpl e sciopero dei lavoratori di Atc esercizio che si avvicina. Le argomentazioni riportate dal presidente della Provincia Giorgio Cozzani ai sindacati all'indomani dell'Assemblea dei sindaci sono state ritenute troppo fumose dalle sigle, che hanno deciso di proseguire il loro percorso e di attendere l'incontro per la conciliazione con il prefetto Antonio Lucio Garufi. A quel punto potrà essere dichiarato ufficialmente lo sciopero, obiettivo che viene ritenuto prioritario da quattro dei sei sindacati che ieri hanno effettuato un presidio sotto il Palazzo del governo e che oggi hanno incontrato Cozzani.
Filt Cgil, rappresentata da Alessandro Negro, Uiltrasporti, con Giuseppe Ponzanelli, Cobas, rappresentata da Luca Simoni, e Ugl, guidata da Paolo Carrodano, sono in stato di agitazione da oltre una settimana e sembrano essere determinate ad andare sino in fondo, mentre Fit Cisl e Faisa Cisal, rispettivamente rappresentate da Marco Moretti e da Mario Bonafiglia, sembrano essere su posizioni più flessibili.

Cozzani ha illustrato ai rappresentanti sindacali le cure possibili per cercare di sopperire ai tagli previsti dal Comune della Spezia (leggi qui): le misure per assorbire la riduzione dei soldi a disposizione per il servizio vanno dall'aumento dei biglietti all'incremento degli stanziamenti da parte di altri Comuni, dalla ristrutturazione del servizio attraverso la rimodulazione delle linee con tagli minimi all'efficientamento aziendale, che passerebbe anche attraverso il contenimento dei costi del personale (senza esuberi, ma magari col mancato rimpiazzo dei pensionamenti).

"Siamo contrari alla maggior parte di queste proposte - affermano i sindacati - a cominciare dall'aumento delle tariffe, che se troppo alto potrebbe portare al calo dei passeggeri. E non siamo d'accordo nemmeno sull'efficientamento: a un certo servizio deve corrispondere una determinata quota di personale. I risparmi si possono fare altrove e se l'azienda ha un utile deve investirlo per il rinnovamento del parco mezzi. In particolare siamo rimasti delusi perché alla richiesta su quale sia l'entità delle quante risorse che verranno a mancare non ci è stata data una risposta chiara. Prima di parlare della cura vorremmo conoscere quale malattia dobbiamo combattere".

L'incontro, che si è svolto alla presenza del dirigente della Provincia Marco Casarino e del consigliere Alessandro Rosson (assente invece il delegato al Tpl, Andrea De Ranieri) non ha aperto spiragli a una soluzione dello stato di agitazione e ha anzi spinto Filt Cgil, Uiltrasporti e Cobas a prendere in considerazione l'ipotesi di organizzare un altro presidio nel corso della prossima settimana, questa volta sotto il Comune della Spezia.
"La volontà di togliere quelle risorse - affermano - è sbagliata, anche come tempistiche. L'amministrazione avrebbe dovuto prima trovare delle soluzioni con gli altri Comuni, non ridursi a farlo all'ultimo momento. E la riduzione del contributo dovrebbe essere fatta in maniera graduale: avremo un buco che peserà molto nel 2019, fosse stato fatto prima forse avremmo già potuto recuperare qualcosa. E poi non dimentichiamo che il Comune è di fatto proprietario dell'azienda, detenendo una quota decisamente maggioritaria della società, e dunque deve rispondere di quello che accade ad Atc esercizio".

L'unico aspetto positivo della riunione di questa mattina rilevato dai sindacati è che la Provincia sta valutando la possibilità di arrivare all'affidamento in house del servizio, una battaglia che le sigle portano avanti da anni, e per una durata di quattro anni. A rendere possibile questa soluzione è quanto previsto dal Decreto Genova, ovvero la cancellazione delle penalizzazioni se l'affidamento viene deciso entro il 31 dicembre 2019. Inoltre se ci fosse una proroga di quattro anni, sino al 2022, si potrebbero rendere più efficaci le strategie di investimento di Atc esercizio.

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