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Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Febbraio - ore 11.04

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Toto Costruzioni gela gli entusiasmi: “Difficile ripartire a gennaio”

L'azienda elenca i problemi tecnici e burocratici che non possono essere risolti in poche settimane, e aggiunge: "Non ha senso portare avanti un cantiere a macchia di leopardo".

Toto Costruzioni gela gli entusiasmi: “Difficile ripartire a gennaio”

La Spezia - “Non sono così sicuro che a gennaio potranno riprendere i lavori per la Variante Aurelia”. Smorza gli entusiasmi della politica l’ingegner Massimo Pietrantoni, direttore tecnico centrale di Toto Costruzioni. L’audizione in commissione con l’azienda che sta costruendo la “tangenziale” spezzina fa da contrappeso allo sblocco dei fondi di cui questa mattina è arrivata notizia direttamente da Roma. Ci sono i 20 milioni di euro annunciati dal ministro Andrea Orlando al sindaco Pierluigi Peracchini, ma ci sono anche seri impedimenti di carattere tecnico e burocratico che il costruttore non ritiene possano essere superati in tempi brevissimi.

Quattro le criticità. “Durante il consolidamento della galleria Felettino I, a marzo 2016, abbiamo notato che a Carozzo c’erano movimenti del versante registrati dopo alcuni eventi meteo particolarmente forti. Al di sopra della galleria Felettino III sorge una villa che ha subito dei dissesti durante i primi lavori. Ancora, la galleria Fornaci I in zona Melara interseca il tracciato della galleria ferroviaria denominata Vorticosa e dobbiamo trovare un punto con Rete Ferroviaria italiana. Infine abbiamo notato una caduta d’acqua dentro la Galleria Pellizzara, quella che passerà sopra il nuovo Felettino”, dice Pietrantoni. Accanto a lui Andrea Longo, direttore tecnico del cantiere della Variante Aurelia.

E’ forse la situazione della galleria sotto Carozzo a preoccupare di più Toto Costruzioni. “Noi abbiamo fatto due ipotesi - spiega Pietrantoni -: la prima è andare al contenimento del movimento franoso tramite pozzi drenanti a monte della galleria. La seconda, elaborata su richiesta di Anas, sostituisce lo scavo naturale con uno artificiale. Siamo in attesa che Anas ci dica qualcosa, ma per noi è un aspetto fondamentale. Ricordo che è un appalto integrato: siamo esecutori ma anche progettisti esecutivi”. Ovvero, sulle spalle di Toto Costruzioni cade qualsiasi tipo di responsabilità.

Con gli abitanti della villa che sorge sopra la Felettino III “dovrà essere trovato un accordo per sistemarli altrove durante le lavorazioni, per poi riportarli una volta consolidata la galleria”. Altra grana non da poco è quella della Fornaci I che passerà a un metro e mezzo dalla volta della galleria Vorticosa di RFI. In questo caso è l‘ingegner Longo ad approfondire. “Per quello scavo è necessario interrompere la viabilità ferroviaria. Per fare questo Rete ferroviaria italiana ha bisogno di un congruo preavviso per poter dirottare il traffico che di lì passa su altri mezzi, tipicamente su gomma. I piani sono annuali”. Insomma, una proiezione dice che nulla sarà possibile muovere prima di fine 2018 o inizio 2019 in questo senso.

Presente l’assessore ai lavori pubblici Luca Piaggi, che da geologo chiede particolari tecnici e richiama al più basso impatto sui residenti. Da quando è aperto il cantiere, a Toto Costruzioni sono già arrivate dieci richieste danni dagli abitanti per sinistri sulla viabilità cittadina. “Per questo motivo e per una questione di economicità, per noi ha senso riprendere i lavori solo quando l’intero progetto sarà approvato da Anas. Non ha senso portare avanti un cantiere a macchia di leopardo, magari occupandoci delle opere esterne. Perché senza le opere sotterranee, niente sarà mai fruibile”.

La condivisione tecnica di Anas, che perora la causa di una galleria artificiale sotto Carozzo che non fa dormire tranquilla Toto Costruzioni e il disbrigo della burocrazia, anche per gli espropri. Superati a grandi linee gli intoppi economici - il progetto variato è stimato sui 50 milioni di costi superiori a quello precedente - rimangono problematiche complesse sul tavolo. Se ne riparlerà nel 2018, ben prima che le pale meccaniche si rimettano in moto. Alcuni lavoratori sono stati dirottati su altri cantieri, altri governano un cantiere silente. La richiesta per la cassa integrazione è stata fatta, si aspetta la risposta dell’Inps.

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