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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Gennaio - ore 21.02

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Toti: "Zona gialla richiede comunque prudenza e rigore"

Il presidente della Regione a poche ore dall'entrata in vigore delle nuove colorazioni delle regioni decise dal ministero della Salute d'intesa con i governatori. La richiesta: "Ristoranti aperti anche la sera durante festività".

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La Spezia - “Oggi è una giornata davvero importante per la Liguria: dopo tanti sforzi, dopo un lavoro straordinario fatto dai nostri medici, infermieri e da tutto il personale sanitario, dopo i sacrifici fatti da tutti i cittadini, stasera a mezzanotte la Liguria torna in zona gialla. Da domani mattina saranno riaperti bar e ristoranti, ci si potrà spostare tra Comuni, si potrà andare a trovare i propri familiari. È un obiettivo che abbiamo perseguito con grande tenacia e ce l’abbiamo fatta tra i primi in Italia ad andare in zona arancione e tornare in gialla. In un mese abbiamo dimezzato la capacità di penetrazione del virus e siamo la regione con il migliore indice di contagio Rt in Italia: ieri sera era a 0,76. Ne sono veramente orgoglioso”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha tracciato il quadro dell’emergenza Covid in Liguria.

Il presidente ha illustrato i dati del bollettino odierno evidenziando che “tutti i dati hanno davanti un segno meno e questo significa che stiamo andando nella direzione giusta. I nuovi positivi di oggi, 454 persone, sono circa un terzo di quelli del picco dell’epidemia. La penetrazione del virus diminuisce in modo uniforme in tutta la Liguria e scende anche il numero degli ospedalizzati che spero scenderà ancora: siamo complessivamente sotto quota 1.100 dove non eravamo da tempo. Nei mesi scorsi eravamo arrivati vicini a 1.600 posti letto occupati ed eravamo pronti a salire fino a quasi 2mila. Questo è segno che i nostri bravissimi medici hanno aumentato la capacità di cura, la conoscenza del virus, che riusciamo a intercettare prima evitando il più possibile pericolose complicanze. Rispetto a ieri, nei nostri ospedali ci sono 43 ricoverati in meno: un dato che scende in tutti gli ospedali, soprattutto al Villa Scassi dove nei prossimi giorni si ragionerà di riaprire reparti che erano stati destinati al covid. Scendono i ricoverati anche all’Evangelico, che da oggi non accetta più pazienti covid e tornerà all’attività in elezione riprendendo interventi, visite e prestazioni sanitarie, segno anche della capacità del sistema di riconvertire rapidamente la nostra sanità”. Il presidente ha quindi rivolto le proprie condoglianze ai familiari delle 25 persone decedute nei giorni scorsi e registrate nel bollettino di oggi. “Sono ancora tanti, troppi – afferma Toti - ma preghiamo tutti che anche questo dato, che è il più drammatico di questa emergenza, inizi a calare in modo significativo”.
“Questi dati – prosegue Toti - confermano una tendenza di cui i cittadini hanno il merito, sono i protagonisti e gli artefici. Se domani apriranno tanti bar e ristoranti, se si potrà tornare a far visita ai propri cari, anche se con grande prudenza e attenzione, tutto questo è possibile grazie allo forzo collettivo dei liguri, di cui sono orgoglioso”.
“Lunedì torneremo a incontrare il governo: ho già presentato le nostre proposte – prosegue il presidente della Regione Liguria - e ritengo che nei giorni delle prossime festività i ristoranti debbano poter rimanere aperti anche la sera, perché già hanno sofferto tanto. Certo, non saranno un Natale e un Capodanno con le feste in piazza, non ci saranno veglioni ma comunque i nostri commercianti, artigiani, produttori agroalimentari potranno arricchire le nostre case e le nostre tavole con i loro meravigliosi prodotti e le nostre città saranno belle e illuminate. Per questo abbiamo aiutato i sindaci liguri per allestire le loro città con le luci di Natale che possano ricordare la magia di questo periodo, che neanche il covid deve rovinare fino in fondo”.

Sul ritorno della Liguria in zona gialla, il presidente della Liguria aggiunge: “Non è un risultato acquisito. Se sottovaluteremo la situazione e ci comporteremo come fosse un ‘liberi tutti’, torneremo indietro e i primi a pagarne il prezzo sarebbero le nostre attività economiche. Se non staremo attenti, rischiamo di trascorrere un Natale in zona arancione e saranno guai seri. Se invece ci impegniamo tutti insieme potremo fare comunque un ottimo Natale. Per questo invito tutti a mantenere il contegno e il rigore di queste settimane. Dobbiamo lavorare tutti per consolidare il risultato che con tanta fatica abbiamo raggiunto per fare in modo di migliorare ancora”, conclude.

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