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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Febbraio - ore 23.00

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Tecniche operative di polizia, il bilancio della giornata di formazione

Tecniche operative di polizia, il bilancio della giornata di formazione

La Spezia - Si è recentemente tenuto al Palasport della Spezia il IX Convegno Teorico Pratico di Tecniche Operative di Polizia. La Giornata di Formazione è stata organizzata dalla Scuola di Formazione Professionale della Spezia, diretta da Andrea Prassini che da oltre 10 anni organizza Corsi e Convegni esclusivi per le Forze di Polizia. Unico relatore il Direttore Tecnico A.S.O. (Accademia Sicurezza Operativa) Marco Buschini, appartenente alla Polizia di Stato in quiescenza e che da circa 15 anni si occupa della formazione specifica delle Forze di Polizia pubblica, privata e Forze Armate. La Giornata di Studio, patrocinata dagli Assessorati alla Polizia Locale dei Comuni della Spezia e di Santo Stefano di Magra (SP), ha riscosso notevole successo con la partecipazione di una quarantina di pubblici pubblici ufficiali tra polizie locali, carabinieri, polizia di stato, penitenziaria e guardia di finanza, sia locali e sia provenienti da fuori provincia. Il Convegno si è articolato in tre fasi: al mattino una teorica della durata di un’ora dove Buschini ha dato un chiaro indirizzo sul “Mind Set”, assetto della mente, ovvero l’atteggiamento mentale da tenersi in servizio modulato a seconda dei teatri operativi che si possano presentare. Nella seconda parte, che è stata pratica e della durata di tre ore, gli operatori di polizia hanno potuto acquisire innovative tecniche operative relative al fermo per identificazione, perquisizione, ammanettamento, trasporto del fermato presso gli uffici di polizia e successiva gestione del fermato. Al pomeriggio, nell'area esterna al Palasport, il Convegno si è concluso con la terza parte, anch'essa pratica, ove sono state eseguite tecniche di fermo di veicolo in movimento, posti di controllo, perquisizioni veicolari ed ambientali. - Ringrazio i circa 40 colleghi e le relative Amministrazioni di appartenenza - riferisce l'organizzatore il dott. Prassini - che hanno aderito a questa iniziativa, peraltro a scopo benefico. La frequenza di Corsi di Formazione è l'unico mezzo attraverso il quale, ad ogni livello ed in qualsiasi settore, è possibile accrescere la propria preparazione. Molto spesso tante cose si danno per scontate e per acquisite. I dati allarmanti che ci fornisce l'osservatorio nazionale della Polizia Locale, che ha registrato 523 aggressioni in danno dei soli appartenenti alle varie polizia locali, (cui si deve necessariamente aggiungere la cd. cifra nera, ovvero i dati non registrati sia per le stesse polizie locali e sia per le forze di polizia dello Stato), beh penso che ci debbano far riflettere parecchio e soprattutto - conclude Prassini - dovrebbero far porre qualche domanda a chi quotidianamente fa in modo tale che colleghi del tutto impreparati fisicamente e psicologicamente, si trovino a dover gestire situazioni operative. L'intero ricavato della giornata è stato devoluto all'Associazione ONLUS FERVICREDO (Feriti e Vittime Criminalità e Dovere). Associazione FERVICREDO (fonte http://fervicredo.it/it-it/chisiamo.aspx) nasce a Venezia nel 1999 sull’onda di una reazione emotiva ad un grave fatto, ultimo di una serie di episodi criminosi che hanno sconvolto il Veneto nell’ultimo decennio del Novecento. Una volante della Polizia di Stato in servizio di pattugliamento a Marghera ferma per normale controllo un’auto sospetta. Gli occupanti dell’auto estraggono armi da guerra e investono i tre componenti la pattuglia con un impressionante volume di fuoco. Nell’attentato uno dei poliziotti viene colpito ripetutamente all’addome: rimane in vita ma resta inchiodato una sedia a rotelle. Un altro, colpito al cuore, sopravvive per miracolo e il terzo rimane incredibilmente illeso. L’età media dei tre poliziotti è di 24 anni. Per i tre ragazzi inizia un autentico calvario, fisico e morale. Segnati per sempre nel corpo e nello spirito, iniziano a rendersi conto che nemmeno per loro, difensori della legalità dello Stato, esistono automatismi, uffici preposti efficienti e ben informati, persone preparate per aiutarli a districarsi nei dedali della burocrazia e della giurisprudenza. Se vogliono avere un sostegno, un aiuto, un minimo supporto economico devono compilare moduli su moduli, fare domande su domande, aspettare mesi, anni per vedersi riconosciuta una pensione o un minimo di indennizzo. Ed è solo grazie all’aiuto spontaneo e volontario di colleghi e amici, nato appunto sull’onda della reazione emotiva, che riescono con incredibile fatica a vedersi riconosciuti i propri diritti. Accomunati dalla drammatica esperienza, i tre colleghi si ritrovano, discutono, parlano ad altri della loro situazione. Vengono a conoscenza di altri fatti inquietanti, uno tra tutti l'uccisione nella stessa zona di Marghera, 5 anni prima , di due bambini falciati da un’auto. L’autista risulterà poi essere sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Si solleva così il coperchio di una realtà inquietante. I giovani poliziotti pensano: “Se noi difensori dello Stato, e quindi almeno teoricamente già coperti da ben determinate tutele, abbiamo dovuto lottare così tanto per ottenere qualcosa, quale realtà potrà mai presentarsi di fronte agli occhi di tutte le vittime anonime della criminalità?” La realtà della nascente Fer.Vi.Cr.e Do. si caratterizza subito, quindi, non in una mera difesa degli Operatori delle Forze dell’Ordine, ma in una prospettiva più ampia che possa coinvolgere chiunque, operatore specifico, militare, civile, sia venuto a contatto con la brutalità del crimine in ogni sua manifestazione.

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