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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Settembre - ore 21.16

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Taxi-boat, bando entro maggio. Ecco dove potranno sbarcare

Capitaneria di Porto e Autortià portuale chiariscono la normativa tecnica, i presupposti minimi e i luoghi di ormeggio volante. Hot-spot alla Morin, si punta a partire da inizio estate.

Taxi-boat, bando entro maggio. Ecco dove potranno sbarcare

La Spezia - Riusciranno a partire entro l'estate i famosi taxi-boat, uno dei servizi "promessi" dall'amministrazione uscente prima dell'inizio della vera stagione calda? L'iter per arrivare al famoso nulla osta è partito da tempo e viaggia su binari paralleli: da una parte la novità assoluta di un servizio che in Liguria non ha esperienze similari ed esiste soltanto a Venezia e Napoli, dall'altra la necessità di costruire un bando ad hoc e capire se esiste un siffatto mercato. L'assessore Corrado Mori aveva parlato di una base di stazionamento individuata presso la passeggiata Morin dopo che erano arrivate un paio di manifestazioni d'interesse da parte di altrettanti player del territorio che, probabilmente, saranno ai nastri di partenza del bando. Nel frattempo è stato aperto il registro natanti con i primi due iscritti.

Con le leggi però è bene, da subito, entrare in confidenza, e la complessità dei regolamenti sul mare, richiede precisione. Nella commissione comunale convocata appositamente per parlare di taxi-boat, ci ha pensato il comandante Massimiliano Mezzani, Capo Servizio Sicurezza della Navigazione alla Capitaneria di Porto della Spezia, a chiarire tutti gli aspetti: "Partiamo dal presupposto che il servizio taxi con natanti non può essere servito da unità da diporto ma da unità destinate al servizio del trasporto passeggeri con norme pertinenti e, in caso diversi, titoli professionali marittimi. La patente nautica, tanto per capirsi, non è un titolo idoneo e sufficiente ad abilitare a questo servizio. Infine, aspetto logico, chiunque sia in possesso dei requisiti può avere i nulla osta, anche un operatore che viene da fuori provincia".

Le barche che fanno questo tipo di servizio, che avranno un vero tassametro con tariffe decise dal Comune, non possono occupare gli stalli quando non sono in servizio, devono dimostrare di avere una rimessa o un'are in concessione, essere certificate da organismi tecnici come ad esempio il Rina, riconosciute dalla Capitaneria di Porto e munite di certificato di classe. Poi ci sono gli aspetti tecnici: Mezzani, interrogato dai commissari, chiarisce punto per punto, fornendo un valido vademecum per chi fosse interessato a partecipare: "Importante il pescaggio, l'organizzazione delle banchine pubbliche per l'attracco e poi va precisato che un bene come questo è un'unità adibita al traffico che opera in aree delimitate a quel tipo specifico di utilizzo. Parliamo di imbarcazioni da 3-5 tonnellate di volume che potenzialmente possono muovere anche su grandi percorrenze a patto che ci sono tutti i termini previsti. Conta più di tutto cosa il natante ha al suo interno e cosa invece non viene messo. Esempio sono gli apparati radio come vhf e hf che, per lunghe percorrenze, sono obbligatori, nonostante l'ingombro e i costi. Per quello si va in deroga sulla sezione hf, aspetto che limita anche la navigazione. E poi bisogna anche tenere conto anche delle ore di lavoro e di riposo: un marittimo non può lavorare più di 14 ore al giorno. Va da se che è impensabile un viaggio fino in Corsica, per fare un esempio".

Un conduttore di traffico locale semplice ad esempio potrebbe non essere adeguato: con quelli che sono i brevetti che ha in mano, non può allontanarsi oltre le 3 miglia dalla sede di partenza e non può oltrepassare i due circondati limitrofi in cui opera. Nel caso spezzino, da Carrara e Santa Margherita Ligure. Altro aspetto importante, sollevato in commissione, è se all'interno del Golfo esistono già dei luoghi idonei agli ormeggi volanti: "A Le Grazie, Cadimare, Fezzano e Porto Lotti che è privato, ci sono banchine già adeguate - ha spiegato l'ingegner Franco Pomo dell'Autorità di Sistema Portuale -. Abbiamo le ordinanze già firmate per questi luoghi. A Porto Venere nel molo c'è un ormeggio pubblico che non è sotto la nostra giurisdizione".

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