Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 11 Luglio - ore 19.10

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Tamponi scomparsi, la responsabilità non è degli infermieri

Continuano i casi di test eseguiti e mai refertati: alcuni sono andati certamente perduti, per altri si spera arrivino gli esiti ma sono passati anche oltre 12 giorni. Opi e Nursind replicano a Toti: "Semmai siamo tra quelli che attendono gli esiti".

Un problema senza risposte

La Spezia - Sono decine, almeno, i tamponi eseguiti e dei quali poi non si è più saputo nulla. Per alcuni c'è ancora la speranza che arrivino i risultati, anche se dopo dodici o più giorni il responso è praticamente inutile: nel frattempo una persona potrebbe aver sviluppato la malattia e averla trasmessa. Per altri, invece, non c'è nemmeno più da sperare visto che le telefonate e le sollecitazioni hanno ricevuto una sola risposta: il tampone è stato smarrito.
E' il caso di una trentina di test effettuati giovedì 19 marzo su una trentina di persone, tra operatori della Asl 5 in servizio nel Distretto sociosanitario della Val di Vara, infermieri e agenti di Polizia municipale.
Non si sa più nulla - ma l'attesa è talmente lunga da rendere vano qualunque intento preventivo nell'utilizzo del tampone - di un'altra ventina di tamponi somministrati due giorni dopo - sabato 21 marzo - agli infermieri che lavorano in appalto in Asl per la Elleuno e ad alcuni dipendenti del servizio di Assistenza domiciliare della Asl 5. Una volta raccolti, i test sono stati inviati al San Martino e dopo dieci giorni non se ne sa più nulla.

Interi cluster di tamponi sembrano svaniti nel nulla. Ma anche alcuni casi singoli confermano che la situazione non è propriamente sotto controllo.
Un medico di famiglia (per il quale CDS garantisce l'anonimato) denuncia infatti lo smarrimento di almeno tre dei tamponi commissionati per verificare lo stato di salute di alcuni pazienti. Tre sono quelli certamente smarriti e a questi se ne potrebbero presto aggiungere altri quattro, visto che l'attesa si prolunga da giorni.
Due dei test andati perduti sono stati somministrati a distanza di dieci giorni su un paziente: il primo 18 giorni fa, il secondo 8 giorni fa. Nel mezzo, ma nemmeno dopo, nessun referto. E intanto il paziente ha sviluppato tutti i sintomi riconducibili al Covid-19 e dunque potrebbe essere un caso che, in caso di guarigione a domicilio, non risulterà mai nei conteggi ufficiali.
"Questa situazione - commenta il medico - ha pesanti ripercussioni sotto il profilo epidemiologico, clinico e sociale perché mentre le persone sono in attesa del risultato si relazionano con i propri familiari in una situazione di assoluta incertezza".

Sul tema la Asl mantiene il silenzio assordante delle ultime settimane, quello che porta in dote incertezze sul numero dei contagiati in provincia della Spezia (l'unica fonte, in tal senso, è la Protezione civile nazionale), sulla riorganizzazione interna e quindi sull'efficacia delle misure di contenimento del contagio adottate sul territorio.
L'unica risposta riguardo allo smarrimento dei tamponi l'ha data il presidente della Regione, Giovanni Toti, replicando all'interrogativo posto ieri da CDS (leggi qui). Le parole del governatore, però, non hanno chiarito gran che (l'errore umano può verificarsi sporadicamente, se avviene in maniera sistematica il problema è di tipo organizzativo) e hanno innescato l'immediata reazione degli infermieri.

Queste le dichiarazioni della segreteria dell'Opi, l'Ordine delle professioni infermieristiche della provincia della Spezia: "Stiamo seguendo, con molta amarezza, la polemica sulle varie responsabilità in relazione ai tamponi effettuati, e smarriti, sul personale sanitario che affronta 'sulla linea del fuoco' il Covid-19 (personale di Asl 5, ma non solo, visto che esposti al rischio sono oggi tutti gli operatori della sanità, pubblica e privata; e anche i libero professionisti, poco ricordati in questi frangenti). Esattamente come per l'ospedale che non c'è, anche i referti dei tamponi (che non ci sono) producono solo polemiche, senza raggiungere il traguardo, il target: in un caso, l'ardita costruzione di un nuovo ospedale (come manca il vecchio Felettino, oggi...) nell'altra la semplice stampa di un referto. Portano allo stesso effetto: polemiche e imprecisioni. L'imprecisione alla quale noi facciamo riferimento è quella che riposa nelle parole del presidente Toti. Infatti, sulle pagine di CDS leggiamo: "Trattasi di errore umano, cosa dobbiamo fare: fucilare un infermiere che perde i tamponi dopo 12 ore di lavoro? Non credo sia sintomo di sciatteria, si deve capire il peso del lavoro dei nostri ospedali...". Ci dispiace che i tamponi siano andati perduti, ma non è responsabilità degli infermieri il trasporto dei tamponi, sia nel tragitto breve, interno alla Asl spezzina, sia verso la città di Genova dove gran parte dei tamponi fino ad oggi sono stati elaborati e dove, certamente, la richiesta di prestazioni è stata eccezionale. Semmai, gli infermieri sono in discreto numero tra coloro che si sono ritrovati con i propri tamponi smarriti, o in forte ritardo di refertazione, come è il caso del gruppo professionale dei nostri colleghi di Elleuno che, dal 21 marzo, attendono l'esito del tampone effettuato, a seguito della positività di una collega incaricata dell'assistenza domiciliare, alla quale, come a tutti i sanitari contagiati, esprimiamo il più caldo augurio di pieno e rapido recupero. Vorremmo solo, sommessamente, chiedere a tutti di non aumentare le polemiche, visto che l'effetto non è quello di un più facile arrivo dei referti; chiediamo la gentilezza di non fare dichiarazioni che possono aumentare nei cittadini le già forti preoccupazioni per una situazione difficile - concludono dall'Opi spezzino - e ci piacerebbe anche, in questo caso, ricordare tutti coloro che stanno affrontando con serietà e impegno un enorme problema sul piano assistenziale, organizzativo, educativo, terapeutico: fra questi, gli infermieri sono presenti in gran numero e, crediamo, andrebbero citati soprattutto per quello che fanno, e non per situazioni che non possono (da profilo) coinvolgerli".

Più dure le considerazioni del sindacato Nursind. "Quando Giuseppe Conte, presidente del consiglio dei ministri della Repubblica italiana ha espresso la propria solidarietà a chi è impegnato in prima linea contro il coronavirus dicendo “un grande abbraccio di solidarietà e tutto il nostro sostegno a medici, infermieri, personale sanitario che stanno spendendosi senza sosta per contenere e combattere l’emergenza virus”, non intendeva caricarli di responsabilità che non gli appartengono e che sono evidentemente invece riconducibili ai governi regionali". Così esordisce Assunta Chiocca, segretaria provinciale della sigla di categoria.
"E' ciò che invece si legge oggi e che vorrebbe fare il presidente Toti quando afferma che se i tamponi sono stati persi la colpa è degli infermieri che lavorano troppo e possono essere stanchi e sbagliare. Caro presidente Toti, gli sforzi dei medici e degli infermieri impegnati in prima linea sono quelli che stanno facendo per salvare vite umane in questa che è diventata una vera e propria guerra contro l’epidemia e non quelli di gestire i tamponi! Sono sforzi che durano anche 12 ore per turno e che, purtroppo, con le sue parole rischiano di essere vanificati dal fatto che si ignorano le competenze di ogni singolo operatore sanitario e dall’incertezza della politica regionale che non trova una risposta al problema dei tamponi persi. Dichiarazioni di pessimo gusto che mi spingono a chiedere l’intervento della Fnopi per colmare il suo grande difetto di conoscenza. Ritengo che se si è commesso un errore e lo si banalizza, significa che è già stato individuato il colpevole su cui scaricare la colpa. Bisogna che lei sappia, presidente, che l’infermiere esegue il tampone e lo invia al laboratorio, dopodiché non ha più alcuna responsabilità su di esso, su quale percorso intraprenda o su come venga elaborato. E’ una strategia troppo comoda questa utilizzata di scaricare la colpa sugli altri e si può convertire in una pericolosa arma a doppio taglio: sbagliare è umano ma prendersi la propria parte di responsabilità, nobilita, soprattutto nei nostri confronti, operatori sanitari che lei deve proteggere. L’altro nodo è quello dei tamponi non effettuati sul personale sanitario asintomatico a prescindere dall’avvenuto contatto con pazienti Covid-19 o meno, perché il contagio nelle corsie si è diffuso e gli operatori sanitari infetti asintomatici sono purtroppo i grandi e inconsapevoli protagonisti della diffusione del contagio in ospedali, residenze assistenziali e domicilio di pazienti. Ora per contenere il contagio la soluzione è solo questa. Basta - conclude il Nursind - col timore di indebolire gli organici sapendo che facendo tamponi a tappeto molti operatori sanitari risulteranno positivi. La carenza organica andava affrontata prima e non possiamo pagare lo scotto oggi di questa idea politica che si sta trasformando in un boomerang letale".


Altri articoli sull'emergenza Covid-19 pubblicati nelle ultime ore

A UN PASSO DAI 3MILA POSITIVI

“STAREMO A CASA ALMENO FINO A DOPO PASQUA”

COSTA DIADEMA, LA LEGA: “NON ACCADA PIU'”

CHI PUO' ANCORA LAVORARE?

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News