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Ultimo aggiornamento: Lunedì 01 Giugno - ore 18.24

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Tamponi e tasso di letalità, un gruppo di medici di base: "Qualcosa non torna"

Lo sfogo: "Potrebbero esserci svariate centinaia di test smarriti. Statisticamente dato spezzino fra i peggiori in Italia nel rapporto fra contagi e decessi". E' doppio rispetto alla Liguria e superiore alla Lombardia.

"Non ci sentiamo protetti né tutelati"

La Spezia - "Dati falsati nella Asl spezzina? Forse perché mancano gli esiti di centinaia di tamponi". Esordiscono così i medici di famiglia che si sono rivolti a CDS per protestare contro una situazione che non riescono a reggere più.
"Il momento è drammatico e richiederebbe di evitare polemiche per lasciare che le organizzazioni sanitarie e politiche preposte alla battaglia contro questo mostro crudele, venissero lasciate libere e con la maggior serenità possibile di agire per la nostra tutela. Ed è per questo che si è atteso - affermano in una nota inviata alla redazione una quindicina di medici di base che chiedono di rimanere anonimi - nonostante salisse sempre più a galla la disorganizzazione degli enti preposti alla filiera dei tamponi nella Asl 5. A questi punti, non è più possibile tacere: sarebbe come andare contro la propria coscienza ancor prima che contro la propria posizione pubblica".

Poi i medici entrano nel merito della loro protesta, facendo accenno a numeri che lasciano a bocca aperta. "Da più parti si è levata la protesta relativa ai tamponi smarriti, ma soprattutto alcune categorie di infermieri hanno protestato vivamente perché sarebbero stati additati come la causa dello smarrimento. Come al solito la realtà sembra superare la fantasia: i tamponi smarriti o comunque fuori tempo massimo sembrerebbero essere svariate centinaia. Questo dato verrebbe fuori da un'indagine eseguita tra colleghi: noi quindici lamentiamo la perdita di almeno 50 tamponi. Questo numero proiettato su quello dei medici di base della provincia, che sono all'incirca 130, darebbe l'incredibile risultato di quasi quattrocento tamponi smarriti. Ma c'è chi, tra il personale sanitario, ritiene che possano essere anche il doppio". Numeri impressionanti, che vengono smentiti dall'unica comunicazione di Asl 5 in merito: l'azienda, tramite Alisa, ha infatti ammesso lo smarrimento di 15 tamponi effettuati circa due settimane fa (leggi qui).

I medici, però, proseguono toccando altri argomenti legati a quello dello smarrimento dei tamponi: "I campioni dei test fino a pochi giorni fa venivano mandati a Genova, al San Martino, per essere esaminati, e quasi sicuramente il laboratorio deve aver subito un carico di lavoro eccezionale. Attualmente è stato attivato il Laboratorio analisi della Spezia che non pensiamo sia in grado di sostenere il carico di lavoro richiesto, per cui si pensa che una parte dei tamponi debba essere mandata ancora a Genova. D'altra parte in via informale, da sanitari locali, più volte sono stati richiesti chiarimenti all'Asl riguardo questi smarrimenti ma è sembrato che questo argomento fosse coperto dall'imbarazzo se non dall'omertà. Oltretutto è stato recentemente chiuso il sistema per il prelievo dei tamponi sul territorio su indicazione dei medici di base e si aspettano ancora direttive specifiche che non arrivano. Tra molti medici di famiglia serpeggiano dunque l'amarezza e la paura per questa situazione. Molti dei loro pazienti hanno atteso invano che giungesse il risultato dei tamponi: se i risultati non arrivano saltano i protocolli terapeutici, ma soprattutto saltano le impostazioni sulla sicurezza dei pazienti e dei loro familiari, saltano gli eventuali isolamenti e quarantene previste per tutte le persone con cui avrebbero avuto contatti. La situazione è molto grave e alla luce di questi smarrimenti moltissimi contagiati potrebbero quindi essere sfuggiti all'inquadramento e aver contribuito involontariamente a spargere la malattia perché potrebbero in teoria, senza sottostare a nessun obbligo sanitario e legale, uscire per le loro necessità".

E infine una considerazione statistica che lascia aperta la porta a diverse tipologie di dubbio: "Statisticamente La Spezia mostra un dato tra i peggiori in Italia nel rapporto tra i contagi e i decessi, valore che si aggira poco al di sotto del 25 per cento, contro una media italiana del 12 per cento. Questo dato sembrerebbe screditare la capacità e la professionalità dei nostri colleghi impegnati nelle corsie a far fronte a questa dura battaglia, invece è solo un dato che riflette la disorganizzazione della macchina sanitaria e lo squallore di chi scarica la responsabilità di questi smarrimenti sulla stanchezza degli infermieri. Il dato reale dei contagiati nella provincia spezzina potrebbe essere quindi doppio rispetto a quello ufficiale. Chiediamo chiarimenti urgenti, chiediamo di essere organizzati da persone capaci. Come cittadini prima ancora che come operatori sanitari non ci sentiamo più protetti né tutelati da chi pensa di risolvere i problemi con il silenzio o peggio ancora con dichiarazioni da scarica barile".

Le considerazioni sul tasso di letalità del Covid-19 nella provincia spezzina ci hanno spinto a fare alcuni calcoli con i numeri forniti dal Dipartimento della Protezione civile aggiornati alle 17 del 31 marzo 2020, gli ultimi disponibili al momento della stesura dell'articolo (i valori non cambiano in maniera apprezzabile con l'aggiornamento dei dati, trattandosi di cifre elevate e accumulate nel tempo).
Nella provincia spezzina il numero dei casi registrati dalla Protezione civile è stato sino a ieri pari a 248, ai quali sono corrisposti 55 decessi di pazienti Covid-19 positivi comunicati dalla Asl 5 dall'inizio dell'emergenza. Il tasso di letalità si attesta dunque poco oltre il 22 per cento (22,17), un valore effettivamente molto alto rispetto a quello del resto d'Italia, della Liguria e di regioni colpite in maniera eccezionale come la Lombardia.
Il tasso di letalità ligure è quasi la metà di quello spezzino, fermandosi al 12,5 per cento (frutto del rapporto tra 3.416 casi e 428 decessi), così come quello italiano, pari all'11,75 per cento (105.792 casi e 12.428 morti).
E' più elevato, ma comunque assai più basso di quello spezzino, il tasso che si registra nella regione italiana ed europea più colpita in assoluto, la Lombardia: in questo caso si arriva al 16,6 per cento di letalità (con 43.208 casi e 7.199 decessi). In Emilia-Romagna 14.074 casi e 1.644 decessi portano il tasso di letalità all'11,7 per cento, in Piemonte si ferma al 9,1 (con 9.301 casi e 854 morti) e in Veneto addirittura al 5,21 (9.155 casi e 477 morti), meno di un quarto di quello spezzino.

A questo punto sorgono spontanee alcune domande su una improbabile maggior recrudescenza del virus nella provincia spezzina rispetto al resto della Liguria (l'età media è avanzata ovunque) e sulla possibilità che ci sia qualcosa che non torni in qualcuno dei numeri utilizzati per fare il calcolo del tasso di letalità. Se il numero dei tamponi smarriti fosse anche solo avvicinabile a quello ipotizzato dai medici di base che si sono rivolti a CDS e tra quelli ci fosse stata una metà di positivi i calcoli avvicinerebbero la provincia spezzina al resto d'Italia, almeno per quel che riguarda il rapporto tra contagiati e decessi. Questa potrebbe essere una spiegazione, ne attendiamo altre dalla dirigenza della Asl 5.

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