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Sversamenti e pesci morti, ma il primo passo è allacciare al depuratore

La commissione Ambiente affronta il tema della moria di specie ittiche e finisce per parlare dei problemi del sistema fognario cittadino: il 25 per cento degli spezzini scarica ancora direttamente in mare.

Annoso problema
Sversamenti e pesci morti, ma il primo passo è allacciare al depuratore

La Spezia - Dalla moria di pesci del 13 settembre scorso alla necessità di allacciare quanti più possibili condomini al depuratore, il passo è breve. Questo nonostante il fatto che con ogni probabilità - ma sarà la magistratura a stabilirlo - lo sversamento incriminato provenisse proprio dal depuratore degli Stagnoni.
Sono le risultanze della commissione consiliare Ambiente che si è svolta nel pomeriggio per l'audizione dell'assessore competente Kristopher Casati, della direttrice dell'Arpal spezzina Fabrizia Colonna e del portavoce dei mitilicoltori spezzini Federico Pinza, sotto la guida del presidente Marco Tarabugi.

Casati ha dapprima ripercorso i fatti come già fatto in consiglio, ricordando l'esposto presentato il 3 settembre da Franco Arbasetti e Rita Casagrande in merito all'ennesimo sversamento fognario in mare, supponendo un malfunzionamento del depuratore degli Stagnoni. L'assessore ha poi dato lettura dei verbali con cui Acam Acque ha comunicato nei mesi scorsi una serie di inconvenienti legati proprio all'impianto di depurazione. Il primo problema ha portato a 54 minuti di sversamento del bypass a causa delle piogge abbondanti del 13 agosto. Il primo settembre il problema è durato 68 minuti, mentre l'11 settembre un intervento di manutenzione di 4 ore ha portato a uno sversamento di un'ora, per 500 metri cubi di liquami non trattati nel torrente Melara.
"E' in corso l'autopsia dei pesci quindi non c'è ancora un collegamento ufficiale tra le due vicende, ma di certo si sono verificati un po' troppi malfunzionamenti. Solleciteremo l'azienda a prestare maggiore attenzione", ha spiegato Casati.
La dottoressa Colonna, pur presentandosi di fronte ai commissari, ha spiegato di non poter entrare nel merito della questione, a causa del lavoro che sta portando avanti con la Polizia municipale e la Capitaneria di porto, per poi relazionare l'autorità giudiziaria.
"Dico solo - ha aggiunto - che Acam Acque comunica sempre i malfunzionamenti e che l'uso del bypass può avvenire, altrimenti non esisterebbero: nulla è perfetto. E non pensiamo che i liquami che fuoriescono da un bypass siano completamente non trattati".
"Abbiamo segnalato più volte problemi di questo tipo, anche in assenza di forti piogge. Spesso a fine estate, forse per l'afflusso dei turisti. Noi abbiamo dovuto piazzare un pacco lamellare e dei filtri per i fanghi prodotti dal lavaggio dei muscoli. Abbiamo speso molti soldi per rispettare ogni piega della normativa, mentre ad Acam è concesso di sversare in mare. Per noi è incomprensibile".
"A livello di rete fognaria non siamo messi bene - ha ripreso la parola Casati -, speriamo che il governo sblocchi i fondi del Bando periferie. Molte abitazioni di quella zona non sono allacciate. Così come in Via Genova, per esempio, con le acque nere che vengono gettate direttamente nel Lagora. Abbiamo convocato i residenti per trovare una soluzione, ma ci sono almeno 200 condomini da trattare".

"Se tanti cittadini non sono allacciati al depuratore, perché in bolletta si paga l'allaccio?", ha domandato Massimo Caratozzolo, mentre Donatella Del Turco si è detta "scioccata dai continui ricorsi al bypass e dagli sversamenti così numerosi. Se lo fa un privato cittadino viene sanzionato pesantemente... Non deve esistere questa possibilità, per nessuno. Acam ha un progetto per ampliare il depuratore, visto che evidentemente ha dei problemi?", ha chiesto.
Federica Paita ha parlato di "situazione grave, concentrata in poche settimane". "Capisco le preoccupazioni dei mitilicoltori, che sono un'eccellenza del nostro golfo: non abbiamo solo il porto. Bisogna attivarsi affinché Acam faccia qualcosa al più presto", ha sostenuto.

"Il depuratore in bolletta si paga solo se si è allacciati - ha replicato Casati - ed è previsto dalla norma che esista un bypass di emergenza. Certo, i problemi si sono concentrati in un breve periodo. Ma guardate il Lagora: ci sono criticità ben peggiori. Via Crispi è scarica tutta in un canale. Predisporre il sistema fognario è decisamente costoso, ci vogliono 17 milioni solo per i quartieri del Levante. Purtroppo abbiamo a che fare con problemi complessi. Noi abbiamo iniziato da subito a lavorarci, proprio perché è nostra intenzione migliorare la situazione quanto prima. Per quanto ne sappiamo non è alle viste un nuovo depuratore o l'ampliamento di quello esistente, ma bisogna chiedere ad Acam. Teniamo conto che quello realizzato di recente a Levanto è costato 3 milioni di euro".
"I pesci morti nel torrente Melara avevano le branchie incollate dai liquami - ha dichiarato Pinza leggendo un comunicato della cooperativa -. Questi episodi portano alla riduzione dell'ossigeno nell'acqua e questo colpisce tutta la fauna, a partire dal fitoplancton. E' necessario migliorare la qualità dell'acqua nel nostro golfo.

"E' doveroso sentire i vertici e i tecnici di Acam - ha proseguito Paolo Manfredini -. C'è una situazione di grande difficoltà, bisogna elevare il livello di attenzione".
A concludere il dibattito è stato Giacomo Peserico: "Seguo questo tema dal 2007. E' uno scandalo che il 25 per cento degli abitanti spezzini scarichi in mare. Acam Acque dice che il depuratore può sostenere gli scarichi di 95mila abitanti equivalenti, dunque il problema non è il dimensionamento dell'impianto. La vera emergenza è allacciare le utenze. E questo deve essere il nostro primo passo".

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