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Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Marzo - ore 15.49

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Studenti spezzini dentro la Shoah: "Potrebbe succedere a ogni popolo"

Le sensazioni e i commenti degli studenti di Cardarelli, Costa ed Einaudi Chiodo.

Ultima tappa Varsavia
Studenti spezzini dentro la Shoah: "Potrebbe succedere a ogni popolo"

La Spezia - Si è concluso oggi con la visita al Museo dell’Insurrezione di Varsavia, capitale della Polonia, il viaggio della delegazione ligure nei luoghi simbolo della Shoah: gli studenti vincitori della 12esima edizione del concorso regionale “Il Giorno della Memoria” hanno così potuto conoscere a fondo e da vicino la drammatica rivolta antinazista dell’esercito polacco e degli abitanti della città. La delegazione nei giorni scorsi ha visitato il lager nazista di Auschwitz-Birkenau e il ghetto ebraico nella vicina Cracovia. Ieri ha raggiunto Varsavia visitando il Museo Polin, dove gli studenti liguri hanno conosciuto la storia secolare della numerosa e prospera comunità ebraica in Polonia prima che la persecuzione nazista ne riducesse i componenti da quasi quattro milioni a poche migliaia.

Hanno accompagnato gli studenti – una treninta in tutto – c'erano il presidente del consiglio regionale Alessandro Piana, il vice presidente Luigi De Vincenzi, il consigliere Giovanni Boitano, il rappresentante della comunità ebraica di Genova Francesco Orsi,la rappresentante Aned di Genova Miriam Kraus, Raffaella Parodi per Aned Imperia e Savona, Guglielmo Bertani per Aned La Spezia ed Elisabetta Tonizzi dell'Università di Genova.

Toccanti i commenti degli studenti. Per Martina Costa, Gaia Fossati, Francesca Minotto ed Elena Tronfi delCardarelli, riassumono con queste parole il senso dell'esperienza appena vissuta«il profondo e dolorosissimo suono del silenzio. Trovarsi dinnanzi agli occhi i luoghi in cui sono stati commessi abomini simili è disarmante. Infinita è stata la commozione, il dolore, la sofferenza. Porteremo per sempre nel cuore il momento in cui abbiamo disposto le pietre con il nome dei deportati liguri al di sotto del vagone della ferrovia, la judenrampe, mediante la quale milioni di persone sono andate incontro al loro tragico destino. Aver avuto la possibilità di dare un’identità a tutti coloro a cui era stata strappata è stato importantissimo e fondamentale. Lasciamo questi luoghi nella speranza che tutto ciò possa non accadere mai più. Quella che abbiamo affrontato è un’esperienza indimenticabile. Può sembrare banale ma non lo è. È vero quando ti dicono “finché non lo vedi dal vivo non puoi capire”. A livello emotivo ci siamo sentiti immersi nella storia di tutte quelle persone uccise solo perché considerate diverse».

Per Lisa De Lucchini e Irene Maddaleni del Liceo Costa «è stato impressionante vedere l'immagine di quelle donne ridotte ad uno scheletro nel museo di Auschwitz, in particolare quella di una ragazza che pesava 25 chili ed era così debole da dover essere sorretta da un'infermiera per restare seduta. Terribile vedere anche migliaia di occhiali, valigie, le protesi e perfino i capelli tagliati ai prigionieri, tutti oggetti che sono appartenuti ad una persona e che fanno parte di un'identità completamente spogliata. Quanto è accaduto potrebbe succedere a qualunque popolo di religione o cultura diversa, occorre dunque stare attenti per non creare le condizioni della discriminazione. Sicuramente anche il popolo tedesco non si rendeva conto a cosa stava andando incontro: per il carisma di un solo uomo abbiamo visto quello che è successo».

Yasmine Boukfar, Chiara Cosimi e Sara Conte dell'Einaudi Chiodo affermano che è stata «un'esperienza emozionante poter vedere con i nostri occhi questi luoghi, che hanno segnato con tristi avvenimenti la storia dell'uomo a vita. Siamo rimasti molto colpiti dalla crudeltà e dalla facilità con cui la vita di tanti esseri umani veniva ridotta a nulla, come i più fragili venivano eliminati perché considerati ormai “inutili”. Sicuramente grazie a questa esperienza, avremo un ricordo più profondo di questa tragedia, che trasferiremo ad altre persone perché è importantissimo non dimenticare questi avvenimenti, affinché non si ripetano».

Il Consiglio regionale ha bandito la tredicesima edizione del concorso “27 gennaio: Giorno della memoria” rivolto agli studenti delle scuole superiori liguri.
Gli elaborati dovranno pervenire agli uffici del Consiglio entro l’11 giugno 2019.
Di seguito il link sul sito del Consiglio regionale con i dettagli del bando
https://www.regione.liguria.it/consiglio/spazio-giovani/concorsi/27-gennaio-giorno-della-memoria.html

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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