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Studenti in corteo: "Scuole più sicure e un vero diritto allo studio" | Foto

Poco più di cento ragazzi hanno sfilato per le strade del centro chiedendo alla Provincia più manutenzione per gli edefici e maggiore attenzione al Tpl. Critiche anche all'Alternanza scuola-lavoro e ai costi dei libri.

Unione degli studenti in prima linea
Studenti in corteo: "Scuole più sicure e un vero diritto allo studio"

La Spezia - Sono di nuovo scesi in piazza per chiedere scuole più sicure e accoglienti, servizi di trasporto più efficienti e costi più contenuti per i libri e il materiale scolastico.
Una manifestazione, quella di questa mattina, composta da poco più di un centinaio di studenti che hanno percorso il centro cittadino, partendo da Piazza Brin e giungendo sotto il porticato della Provincia. Un corteo promosso dall'Unione degli studenti, uno dei due collettivi che maggiormente si fanno sentire nella politica studentesca spezzina.

Dall'altra parte c'è il Blocco studentesco vicino a Casapound. E ogni volta è guerra di numeri, critiche e accuse. Proprio come nella politica dei "grandi".
"Certi temi non hanno a che fare con la scuola - risponde a CDS Gianmarco Gorlandi, leader dell'Uds spezzina - ma con un movimento politico che cerca di fare proselitismo all'interno della scuola. Ci allontaniamo da questa visione e lo facciamo per gli studenti e le studentesse".
Divisioni che nulla hanno da spartire con le problematiche che i ragazzi lamentano da entrambe le parti: problemi di manutenzione degli edifici scolastici che sono trasversali a qualunque visione del mondo. Vetri rotti, infissi con pannelli per coprire i buchi, tapparelle bloccate e infiltrazioni da soffitti o finestre sono problemi che non hanno nulla a che vedere con destra e sinistra.

"Abbiamo appreso con piacere che la Provincia si sta muovendo dopo un anno di lettere di stimolo. Ma il tempo passa e le scuole peggiorano. Quello contro cui protestiamo - prosegue Gorlandi - sono però anche aspetti come l'Alternanza scuola-lavoro e casi specifici come quello di Genola, dove un ragazzo è stato travolto da un cancello. E' importante che ci siano le condizioni di sicurezza e che ci sia coerenza con il percorso di studio di ciascuno di noi. Vorremmo inoltre che il cambiamento climatico fosse tenuto presente come tema, anche da parte del mondo del lavoro".
Interventi di miglioramento sono richiesti anche per quel che riguarda il trasporto pubblico locale: "Il servizio non è adeguato ai costi: i mezzi sono vecchi e spesso in ritardo. Un Tpl efficiente fa parte del diritto allo studio".
Un diritto che prevederebbe anche biblioteche aperte e fruibili per tutti, ma non è così. Per i novemila studenti spezzini ci sono mille posti tra biblioteche e aule studio. "Le sale sono troppo affollate. Evidentemente - continua Gorlandi - questa non è una città per giovani. Lo dimostra anche il fatto che non ci sono attività in cui noi siamo protagonisti di primo piano".
E infine c'è il problema della spesa per i libri: per ogni studente le famiglie spendono 600 euro all'anno, ai quali si aggiungono altri costi per il materiale. Per i nuclei con più figli la scuola diventa un lusso.

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