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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Marzo - ore 23.30

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Spezia nel pieno dell'epidemia influenzale. I più colpiti sono i giovani

Città della Spezia scatta un'istantanea assieme al presidente dell'Ordine dei medici Salvatore Barbagallo: "Il vaccino è la prima difesa".

i consigli
Spezia nel pieno dell'epidemia influenzale. I più colpiti sono i giovani

La Spezia - Spezzini a letto con l'influenza oppure segnati da tosse persistente e raffreddore. Di fatto in città e non solo siamo nel pieno del picco influenzale. La conferma arriva "Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri" e del suo presidente il dottor Salvatore Barbagallo contattato da Città della Spezia per scattare istantanea sulla situazione.
"I dati sulla situazione attuale in Provincia della Spezia non sono immediatamente reperibili ma certo siamo nel pieno della'epidemia influenzale - spiega il dottor Barbagallo -. Quest’anno sono certamente aumentati i vaccinati anche per via di un impegno significativo della Regione che ha richiesto un maggior coinvolgimento dei Medici di Famiglia”.

I più giovani, i più malati. I dati nazionali. A sorpresa, a rimanere a letto più spesso i sono i giovani ma a tutto c'è una spiegazione legata la vaccino antinfluenzale. "Le persone più colpite - ha proseguito il medico - sembrano essere in questo momento le categorie di popolazione più giovane per via della intensa campagna di prevenzione rivolta soprattutto alle fasce di popolazione di età più avanzata che quindi risultano maggiormente protette”.
Per monitorare, puntualmente, la situazione e inviare i dati all'Istituto superiore di Sanità sono i medici sentinella presenti anche alla Spezia. "I medici sentinella sono cinque Medici di Medicina Generale e un Pediatra in Asl 5. Il loro compito è quello di segnalare fra i propri pazienti settimana per settimana i casi di influenza fra i propri pazienti. Le segnalazioni fino a 2 anni fa andavano all’Istituto Igiene di Genova e attualmente all’Istituto Superiore di Sanità. Qui vengono poi elaborati i dati che restituiscono statistiche e aggiornamenti sulle epidemie influenzali".
L'ultimo rilevamento attesta che in Italia, come riposta il sito dell'Istituto superiore di Sanità, dall’inizio della sorveglianza (ottobre 2018), ad oggi, 16 Regioni e Province autonome hanno segnalato 125 casi gravi di influenza confermata in soggetti con diagnosi di Sari (Severe Acute Respiratory Infection)-Ards (Acute Respiratory Distress Syndrome) ricoverati in terapia intensiva, 23 dei quali sono deceduti. Lo riferisce FluNews-Italia, il bollettino settimanale che integra i risultati di differenti sistemi di sorveglianza dell’influenza. Il 57% dei casi gravi è di sesso maschile e l’età mediana è pari a 62 anni.

Il vaccino la prima arma di difesa. L'influenza quando arriva costringe ad uno stop temporaneo, salvo casi gravi, e il primo passo però rimane è capire come si rischia di venire contagiati. In questo senso il vaccino antinfluenzale rimane la prima arma di difesa.
"La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell'influenza. Tutte le categorie a rischio è bene si vaccinino contro il virus influenzale - ha proseguito il dottor Barbagallo -. La trasmissione interumana del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo, una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza”.

I consigli. A conclusione alcune semplici regole per ridurre le possibilità di ritrovarsi a letto e con la febbre. "Lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente - spiega il presidente - . Le mani devono essere lavate accuratamente con acqua e sapone, per almeno 40-60 secondi ogni volta, specialmente dopo aver tossito o starnutito e asciugate. I disinfettanti per le mani a base alcolica riducono la quantità di virus influenzale dalle mani contaminate e possono rappresentare una valida alternativa in assenza di acqua".
"Per una buona igiene respiratoria: coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente e lavarsi le mani - prosegue -. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale. Evitare il contatto stretto con persone ammalate, ad es. mantenendo una distanza di almeno un metro da chi presenta sintomi dell’influenza ed evitare posti affollati. Quando non è possibile mantenere la distanza, ridurre il tempo di contatto stretto con persone malate. Evitare di toccarsi occhi, naso o bocca. I virus possono diffondersi quando una persona tocca qualsiasi superficie contaminata da virus e poi si tocca occhi, naso o bocca. Le mascherine chirurgiche indossate da persone con sintomatologia influenzale possono ridurre le infezioni tra i contatti stretti”.

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