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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Gennaio - ore 09.04

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Spezia in piazza per Regeni e Zaki

Domattina presidio davanti al Comune: "Stop alla vendita di armi all'Egitto. L'Italia ritiri l'ambasciatore".

Appello nelle mani del sindaco
Spezia in piazza per Regeni e Zaki

La Spezia - Spezia in piazza domani per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, la liberazione di Patrick Zaki e la cancellazione degli accordi di cooperazione e vendita di armi all’Egitto revocando anche l’autorizzazione per la vendita di due fregate militari. L'appuntamento è dalle 11.00 alle 12.00 davanti al Comune della Spezia, mentre analoghe iniziative andranno in scena nel resto del Paese. La mobilitazione spezzina è promossa da Acli, Amnesty International, Arci, Associazione L’Alveare, Associazione Amici di Padre Damarco, Associazione Culturale Mediterraneo, Associazione di solidarietà al popolo Saharawi, Comitato Acquabenecomune, Emergency, Gruppo di Azione Nonviolenta, Legambiente, Libera, Rifondazione Comunista, tutte realtà aderenti all'appello nazionale promosso dalla 'Rete italiana pace e disarmo' con l'obbiettivo di lanciare un messaggio per il rispetto dei diritti umani e delle libertà di espressione e di associazione in Egitto e in ogni altro Paese.

I promotori dell’appello invitano tutti i cittadini e le associazioni locali ad aderire all’appello e a partecipare al presidio davanti al municipio e a darne notizia ai propri aderenti e sui propri siti internet e canali social con gli hashtag:
#StopArmiEgitto, #VeritàPerGiulio, #LibertàPerPatrick. Nel corso del presido spezzino sarà letto il seguente appello, che viene inviato al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale della Spezia per chiedere di manifestare la propria adesione alle istanze della manifestazione.

Questo il testo dell'appello

Di fronte ai risultati dell’inchiesta della Procura di Roma sulle violenze e sulle torture subite da Giulio Regeni per mani di apparati statali egiziani; di fronte agli oltre mille morti nelle carceri egiziane dal 2013 ad oggi, ai 60.000 prigionieri politici tra i quali, detenuto da 10 mesi senza processo, Patrick Zaki, il giovane egiziano studente all’Università di Bologna; di fronte a tutto questo, non pos­siamo tacere.

L’Italia e l’Europa devono dimostrare la loro fermezza democratica per la tutela dei più elementari ed inalienabili diritti umani; il diritto alla vita, il diritto al giusto processo, la libertà di espressione, la condanna della tortura. La difesa di quei Diritti richiede scelte precise, atti concreti, coerenza di comportamenti. Come ha detto il Presidente della Repubblica Mattarella, “l’intangibile dignità della persona è al di sopra di ogni forma di discriminazione e di ogni ordinamento”. Dunque, la dignità e la memoria di Giulio Regeni valgono più di qualsiasi affare; la libertà di Patrick Zaki e un giusto processo valgono di più di qualsiasi rapporto diplomatico.

Non possiamo rimanere indifferenti e giustificare che il nostro Paese mantenga le normali relazioni diplomatiche, commerciali e politiche con un regime che fa un uso sistematico e sfrontato della violenza e della tortura ritenendosi impunibile. Chiediamo dunque che venga revocata l’autorizzazione già rilasciata per la vendita di due fregate militari e che vengano accantonate tutte le ipotesi di futuri contratti militari.

INVITIAMO A MANIFESTARE LA RICHIESTA DI VERITÀ E GIUSTIZIA PER GIULIO
E LA SOLIDARIETÀ E VICINANZA CON PATRICK
chiedendo

AL GOVERNO ITALIANO:
il richiamo dell’Ambasciatore italiano dall’Egitto
la cancellazione degli accordi di cooperazione e vendita di armi con il regime di al-Sisi, revocando l’autorizzazione già rilasciata per la vendita di due fregate militari e che vengano accanto­nate tutte le ipotesi di futuri contratti militari.

ALL’UNIONE EUROPEA E AI SUOI STATI MEMBRI:
di essere coerenti con i principi ed i valori che stanno alla base delle nostre democrazie condizionando accordi e cooperazione al rispetto dei diritti umani e di non derogare o barattare questi principi con interessi di parte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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