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Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Ottobre - ore 00.22

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Sostegno scolastico, aumentano i casi ma calano i contributi

La normative applicate dalla Asl derubricano le problematiche, ma cresce il numero delle richieste, soprattutto nello spettro dell'autismo. Dalla Regione meno finanziamenti, mentre lievitano i costi per il Comune. Richiesto un tavolo di confronto.

Sostegno scolastico, aumentano i casi ma calano i contributi

La Spezia - Una situazione migliorata rispetto alle settimane scorse, ma non idilliaca. Per dirla con diplomazia. Un quadro drammatico, le cui tinte si oscurano sempre di più, di di anno in anno. E' questa la condizione del sostegno scolastico descritta nel corso della commissione consiliare Pubblica istruzione presieduta da Iacopo Montefiori dalla dirigente dell'Isa 2 Antonella Minucci, che ha parlato in vece di Andrea Cornetto, presidente provinciale dell'Associazione nazionale presidi, che si è unito ai lavori in un secondo tempo.

Lo scopo dell'audizione era quello di capire se il caos delle deroghe vissuto nelle scorse settimane dal mondo della scuola fosse superato. Quel capitolo è stato finalmente messo alle spalle, ma quel che preoccupa è l'intero sistema di accompagnamento didattico e non solo dei ragazzi con handicap più o meno gravi. A maggior ragione in considerazione del fatto che le problematiche psichiche sono in forte aumento, soprattutto per quel che riguarda lo spettro dell'autismo, mentre le risorse economiche e umane a disposizione sono sempre meno. A complicare una situazione già molto complessa ci sono poi le discrepanze nelle diagnosi funzionali tra una provincia e l'altra, a seconda degli impianti normativi seguiti da questa o da quella Asl.

"Prima della riforma Moratti - ha spiegato Minucci - non era così. Ma da qualche anno la Asl 5 ha iniziato a seguire la nuova normativa, che complica l'iter e porta a certificare gli handicap in maniera totalmente differente".
In pratica tutta una serie di ragazzi per i quali prima era previsto il sostegno sono stati declassati, a causa delle differenti valutazioni delle patologie o delle problematiche che riportano: è così che otto anni fa, con un colpo di spugna 100 ragazzi passarono dalla condizione di handicap a quella di normodotati".

Ciò nonostante, come detto, negli ultimi anni il numero delle richieste, dalla scuola primaria alla secondaria, è in aumento. Non lo sono gli insegnanti di sostegno, che hanno così sempre meno ore da dedicare ai singoli studenti.
I costi del sostegno sono elevati e il Miur sta procedendo a una fase di ridefinizione del sistema. Dopo anni di spreco - quando al docente si affiancava l'assistente fornito dal Comune, mentre oggi è complicato avere anche solamente uno dei due - è iniziata anche in questo settore delicatissimo l'era dei grandi tagli.
"Per questo motivo - hanno spiegato Minucci e Cornetto - serve il massimo impegno da parte della società, per creare una rete di supporto che vada oltre le mura delle scuole".

Un mondo intricato come quello dell'istruzione non si fa mancare nemmeno alcuni paradossi: al bando per l'assegnazione di un posto da insegnante di sostegno, l'Isa due ha registrato il deserto nel primo caso, quando sono stati contattati 40 docenti, e una sola risposta nel secondo, quando lo ha comunicato a 54.
Il ministero ha poi istituito i Bisogni educativi speciali (Bes, ex art 3 comma 1, in linguaggio tecnico), alunni che manifestano problematiche che prima prevedevano il sostegno, ma che oggi si liquidano con dei Piani didattici personalizzati: vengono considerati come gli altri, ma in realtà sono in una condizione diversa e si rivelano un freno per le classi.
"Io personalmente, e i miei colleghi, abbiamo già chiesto insegnanti di sostegno in deroga", annuncia battagliera Minucci.
Si parla di un totale compreso tra i 600 e gli 800 casi in provincia (il dato è scomparso insieme all'Ufficio scolastico provinciale) e quel che è peggio sono i drammi delle famiglie, che vivono le difficoltà dei figli 365 giorni all'anno, 24 ore al giorno dal momento in cui i ragazzi escono dalla scuola secondaria. La scuola non basta.

Restando al perimetro dell'istruzione, l'assessore Luca Basile ha ceduto la parola al dirigente comunale Massimiliano Curletto, che ha fatto parlare i numeri della fornitura di assistenti all'autonomia e alla comunicazione, figure di supporto che in molti casi diventano decisive.
"Negli ultimi anni abbiamo visto nascere molte problematiche in più, già nella scuola dell'infanzia. Da parte nostra nell'anno scolastico 2013/14 abbiamo risposto a 122 richieste, sostenendo una spesa di 1 milione e 67mila di euro, coperti per 93mila euro dalla Provincia e 100mila dalla Regione. Con il passare del tempo le cose sono cambiate: l'anno successivo a costi praticamente invariati abbiamo ricevuto 338mila euro dalla Provincia e 15mila dalla Regione. Poi c'è stato il boom del 2015/16: 155 casi, per una spesa di 1 milione e 248mila euro, con sovvenzioni provinciali per 178mila e regionali per 19mila. L'anno in corso vede 166 ragazzi assistiti e un esborso di 1 milione e 334mila euro. E all'orizzonte, al momento, non si vede nessun contributo".

Temi che necessitano un approfondimento, proposto nel corso della discussione dal commissario Luca Liguori: "Occorre un tavolo di confronto con la Regione per comprendere i motivi dell'applicazione di normative di valutazione dei ragazzi differenti tra le Asl liguri".
Importante, secondo Fabio Vistori, affrontare anche le questioni delle figure che dovrebbero occuparsi della situazione igienica dei disabili e della scarsa partecipazione ai bandi indetti dagli istituti scolastici.
Pier Luigi Sommovigo ha puntato l'indice sulla cancellazione dell'Ufficio scolastico provinciale e sulle difficoltà dei Comuni, sottolineando come a pagare una situazione di caos e scarsità di risorse siano, ancora una volta, quelli che già soffrono più degli altri. Persone per le quali il commissario Sauro Manucci ha chiesto più attenzione da parte della Asl, attraverso un maggior numero di psicologi e psichiatri che potrebbero essere efficaci per sostenere e risolvere soprattutto i casi meno gravi.

Pieno sostegno alla richiesta del tavolo regionale da parte di Basile: "Dobbiamo ottenere gli strumenti per spiegare l'asimmetria di trattamento nei territori. Il Comune, come abbiamo visto, cerca di fare la sua parte. La domanda che è emersa oggi riguarda anche cosa possiamo fare fuori dalle mura scolastiche. Propongo una sorta di occasione di monitoraggio a tutto tondo sul tema dell'handicap con la presenza del corpo docente e dei dirigenti, dei sindacati, della Asl, dell'Ufficio scolastico regionale, del Comune e di altri soggetti che potrebbero essere interessati, come la Fondazione Carispezia".

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