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Snam rifà il metanodotto, prescrizioni su frane e pesci

Gli uffici della Provincia della Spezia, raccolti i pareri dei vari soggetti toccati dal progetto, hanno dato l'ok all'Autorizzazione unica.

Tre comuni attraversati
Snam rifà il metanodotto, prescrizioni su frane e pesci

La Spezia - Snam vuole realizzare un nuovo metanodotto che attraversa i territori dei comuni della Spezia, di Follo e di Vezzano. Un intervento che andrà a sostituire l'attuale condotta “al fine di garantire il mantenimento di un adeguato livello di sicurezza della Derivazione per La Spezia”, come si legge nella determina con cui la Provincia della Spezia ha rilasciato l'Autorizzazione unica alla realizzazione del metanodotto. Il tracciato della variante in progetto è stato previsto in parallelismo del metanodotto esistente, da rimuovere e porsi fuori esercizio una volta ultimata la nuova infrastruttura. Parte del tratto del torrente Durasca sarà interessato dai lavori di posa della nuova condotta nonché di rimozione di quella esistente, perciò è previsto l'allestimento di opere di difesa a protezione delle sponde. Per arrivare all'Autorizzazione unica, l'Ufficio Energia di Via Veneto ha raccolto una cospicua serie di pareri. Assenso senza condizioni è arrivato da Italgas, Iren Acam Acque, Telecom, Autorità di bacino del Magra, Soprintendenza, Comando marittimo, Comando militare, Arpal e Comuni di Follo e Vezzano.

Ok ma con prescrizioni da parte di Parco regionale di Montemarcello, Magra e Vara e Comune della Spezia. Via Paci in particolare ha chiesto che le opere da realizzarsi sul torrente Durasca non costituiscano sbarramenti insormontabili per la fauna ittica e che questa debba essere recuperata prima dell'inizio dei lavori in alveo. Il Servizio geologico del Comune capoluogo dal canto suo ha messo nero su bianco una cospicua serie di prescrizioni preminentemente dedicata alla tutela dell'assetto idrogeologico dell'area d'intervento, a una gestione dei materiali – di scavo e necessari alla realizzazione delle opere – attenta e ambientalmente compatibile, il ripristino delle aree private di copertura vegetale. Tutte prescrizioni che Snam, ente richiedente, sarà chiamata a rispettare nel corso dei lavori, per la cui partenza sarà necessario ultimare i necessari espropri dei terreni. Una volta disponibili tali aree, il cantiere dovrà partire entro un anno, pena la revoca dell'Autorizzazione unica. La realizzazione dell'opera dovrà concludersi entro tre anni dal via del cantiere.

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