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Sicure ed efficienti, ma soprattutto tecnologiche: come stanno diventando le case degli italiani

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Sicure ed efficienti, ma soprattutto tecnologiche: come stanno diventando le case degli italiani

La Spezia - Sempre più blindate, più efficienti e più tecnologiche. Sono le case degli italiani, popolo di proprietari immobiliari (il 70% delle famiglie possiede una casa propria), che vanno incontro all'avanguardia e alle nuove esigenze reali o percepite.

Sicurezza, meglio gli allarmi che il “fai da te”
L'evoluzione delle nostre case segue sia i sentimenti che le direttive, così come dimostrano i dati del mercato della sicurezza (allarmi, antifurti...) e quelli sull'approvvigionamento energetico. Da una parte vi è una sensazione di pericolo sempre più latente, stando al report BES 2017 (Benessere equo e sostenibile in Italia) curato dall'Istat che riporta questo dato: il 39,4% degli italiani si sente insicuro a camminare al buio nella zona in cui vive.

Un dato che, non a caso, fa il paio con quel 39% di italiani favorevole all'introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un'arma da fuoco per la difesa personale. Secondo questo sondaggio, estrapolato dal primo Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia realizzato dal Censis con Federsicurezza, la voglia di “sicurezza fai da te” è in netta crescita: +13% rispetto al 2015, favorevoli soprattutto le fasce meno istruite e gli anziani.

A questo “sentiment” rilevato non poteva che accompagnarsi un forte incremento nel mercato della sicurezza domestica, dove sistemi di allarme e telecamere intelligenti hanno portato in alto i numeri del settore: +7,2% sul fatturato rispetto al 2016, i sistemi anti intrusione sono il segmento che ha fatto il maggior balzo in avanti grazie soprattutto al +14,8% delle telecamere TV.CC. Se, da una parte, la fiducia degli italiani verso la sicurezza dei luoghi vissuti va calando, di contro cresce la predisposizione ad affidarsi ad esperti nel settore degli impianti d'allarme in virtù di un'assistenza 24h e garanzia di professionalità.

Fiducioso sul futuro del settore e sulla convergenza dello sviluppo tecnologico è il presidente di ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) Giulio Iucci, il quale ha dichiarato, qualche giorno fa, nell'ambito di una fiera di settore: “Convergenza è la parola d'ordine! In primo luogo quella tra sicurezza fisica e sicurezza logica dove, oggi, la digitalizzazione rende possibile l'interoperabilità tra i sistemi. Il progredire delle nuove tecnologie ci pone di fronte alla nuova sfida di saper creare soluzioni in cui possano coesistere e collaborare settori differenti e non necessariamente affini tra loro: security, safety ed automazione”.

Efficienza, investire per risparmiare
Diverso invece il discorso per l'efficienza, basato non sul sentire comune, ma sulle direttive votate dal governo Renzi come il Piano d'Azione nazionale per l'Efficienza Energetica (PAEE) e la Strategia Energetica Nazionale (SEN), entrambi piani con durata fino al 2020. La necessità di abbassare i livelli di inquinamento atmosferico e surriscaldamento globale, come decretato in ambito europeo, ha portato l'Italia a prodursi in un grosso sforzo in questo senso, offrendo diversi incentivi per quelle famiglie che decidono di aggiornare il proprio impianto di consumo energetico casalingo.

Questi investimenti sono divenuti famosi come Ecobonus e sono stati utilizzati da numerose famiglie del bel paese per comprare nuovi impianti per energia e riscaldamento, o per l'aggiornamento di quelli datati. Tra il 2014 e il 2017, gli interventi di riqualificazione energetica hanno portato un risparmio in bolletta che è partito dai 250 euro mensili della prima rilevazione fino a 150 euro del 2017 (cento euro in meno dovuti alle oscillazioni del prezzo del gas, con le percentuali calcolate in base alla spesa energetica delle famiglie italiane il risparmio medio annuo è stato circa del 15% per tutto il periodo di indagine).

Così, grazie a 3,3 milioni di singoli interventi, le case degli italiani vanno sempre più avvicinandosi a nuovi picchi di efficienza energetica. Secondo il 7° Rapporto sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio curato dall'ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, nell'ultimo quadriennio, i principali lavori di manutenzione e riadattamento sono stati effettuati per: la sostituzione di 2,6 milioni di serramenti (mercato da 6 miliardi di euro); pareti orizzontali e inclinate, circa 70 mila interventi totali per un giro d'affari da 2,1 miliari di euro; caldaie, nel 2017 si sono vendute 664 mila caldaie a condensazione, in questo caso l'azione degli incentivi si è sposata alla crescente professionalizzazione degli operatori del settore caldaie e un servizio assistenza sempre più efficiente, tanto da rinnovare la fiducia verso queste nuove tecnologie più efficienti come certificato dai numeri sopracitati.

Il presidente dell'ENEA Federico Testa è stato intervistato pochi giorni fa in occasione della presentazione del report e si è detto convinto della direzione verso la quale viaggia il settore: “Nuove misure, provvedimenti strutturali e semplificazioni consentiranno di ottenere risultati positivi in materia di efficienza energetica e sicurezza degli edifici, superando ostacoli e criticità. In particolare, strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale aprono la strada degli incentivi anche a quella fascia di popolazione economicamente vulnerabile, circa un cittadino su dieci, che spesso vive in condomini periferici delle grandi città tutt’altro che efficienti dal punto di vista energetico”.

Si spera che anche questa periferia, citata da Testa, sia coinvolta da questa sorta di rivoluzione che ha come elemento comune, e virtuoso, il progresso tecnologico ed il miglioramento di comfort ed efficienza delle nostre abitazioni.

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