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Servizi funebri e legge regionale, Cgil e Cisl: "Nella Pa spezzina a rischio 30 posti di lavoro"

la regione intervenga
Pubblica assistenza della Spezia

La Spezia - “In controtendenza rispetto ai segnali rassicuranti dei mesi scorsi raccogliamo oggi con grande preoccupazione il ritardo sulla discussione della modifica della legge regionale sui servizi funebri delle pubbliche assistenze. Il silenzio assordante calato su questa questione è allarmante". E' quanto si legge in una nota dei segretari della Funzione pubblica della Cgil e della Cisl spezzina Marzie Ilari e Fabio Cidale che proseguono: "Se la Legge 15 che vieta dal prossimo agosto alle Pubbliche Assistenze di svolgere i servizi funebri non verrà modificata, il nostro territorio da un lato perderà 30 posti di lavoro e dall’altro una rete di servizi eccellente. La Pubblica assistenza è una realtà virtuosa che da oltre trent’anni svolge funzioni di assistenza che la comunità non può e non deve perdere".
"La squadra di lavoratori e volontari - proseguono nella nota - che ogni giorno, attraverso la loro presenza, competenza ed impegno, garantisce servizi importantissimi soprattutto per le fasce più deboli della popolazione è un valore assoluto che abbiamo il dovere morale di tutelare. Basti pensare all'assistenza di anziani, disabili ed in generale di soggetti fragili oltre che al recupero ed al re-inserimento di persone in condizioni di estrema difficoltà o ai servizi straordinari svolti durante la fase delicatissima di emergenza sanitaria in atto".
"I proventi derivanti dai servizi funebri sono totalmente reinvestiti in servizi per la comunità senza alcun finanziamento da parte dello Stato - concludono -. Quello della Pubblica Assistenza è quindi un sistema virtuoso che si auto finanzia, senza alcun costo a carico della collettività che anzi usufruisce di servizi eccellenti ed essenziali. Rivolgiamo un appello alla Regione, alle Istituzioni locali e alle forze politiche affinché si ponga rimedio a questo pasticcio che rischia di farci perdere un tesoro prezioso.”

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