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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Novembre - ore 21.34

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Se ne va il secondo giorno di inferno, ma la conta dei danni prosegue

Dopo gli allagamenti del lunedì mattina, la bufera è proseguita con raffiche di vento impressionanti e onde di livello oceanico. Le ore della paura a bordo della goletta Pandora.

Il racconto dell'equipaggio
Se ne va il secondo giorno di inferno, ma la conta dei danni prosegue

La Spezia - L'allerta rossa è finita. La provincia si lecca le ferite. Se gli allagamenti della mattinata di ieri davano l'impressione di essere nel bel mezzo dell'Apocalisse, complice un cielo stranamente giallo, come i più avveduti si aspettavano, il peggio è arrivato nelle ore seguenti.
Il mare ha continuato a gonfiarsi, sospinto dallo Scirocco, e la mareggiata "perfetta" si è concretizzata a partire dalla metà della giornata del lunedì, proseguendo nel corso della nottata.
Da Deiva Marina a Luni Mare tutta la costa, anche quella del golfo, notoriamente esente da certe condizioni meteo, è stata strapazzata da marosi di altezza inusuale. Monterosso (qui), Vernazza (qui), Porto Venere (qui), La Spezia (qui), Muggiano (qui), lo stabilimento dei muscolai di Santa Teresa (qui), Lerici (qui), Marinella (qui e qui) e Bocca di Magra (qui e qui). Nessun angolo delle provincia è stato risparmiato.

Tra le mille storie di interventi di soccorso non si possono dimenticare quelle delle centinaia di volontari della Protezione civile, che si sono prodigati ovunque, né quelle dei Vigili del fuoco, corsi a destra e a manca per salvare persone e rimuovere alberi abbattuti, o quelle dei piloti e dei rimorchiatori, che hanno dovuto salpare per riportare in sicurezza la situazione in occasione di ben tre rotture degli ormeggi all'interno del golfo.
Abbiamo raccolto la voce di Fanja Raffellini e Luca Buffo, comandanti di Pandora, la splendida goletta famosa nel golfo e nel mondo, anche grazie alla partecipazione (con vittoria) ad alcune regate delle Tall Ships.
"Tutto è iniziato la mattina di ieri. Appena svegli abbiamo capito che l'innalzamento del mare ci avrebbe dato non pochi problemi. Intorno alle 10 abbiamo preso una sventagliata incredibile, che ha sdraiato la barca verso l'interno del golfo: abbiamo registrato 90 nodi (170 km/h, Ndr), una cosa mai vista. E per fortuna che non è arrivata da dritta, saremmo finiti contro la banchina e con gli alberi avremmo sradicato tutto quello che c'era". Inizia così il racconta di una giornata da tregenda, proseguita tra folate di vento e onde sempre più potenti.
"Qualche ora dopo, nel primo pomeriggio, il mare si era alzato ancora, di almeno un metro. Il pelo dell'acqua sfiorava la banchina e i parabordi erano ormai inutili, trovandosi più in alto della banchina stessa. Non abbiamo potuto azionare il motore - spiega Fanja - altrimenti la presa a mare avrebbe potuto ingoiare qualche detrito. Le cime di ormeggio tenevano, ma la situazione peggiorava di minuto in minuto".
Poi vento e mare hanno fatto il resto.
"Ad un certo punto abbiamo sentito una vibrazione dell'elica che si avverte solo quando Pandora naviga a vela superando i 6 nodi. Significava che la barca stava galleggiando su onde di almeno 6 nodi di velocità. Non ci era mai successo. Come se non bastasse la vela quadra, che si trovava chiusa, impacchettata, ha iniziato a sciogliersi e a sventolare a mo' di bandiera, colpendo l'alberetto". Erano le 15, in quel momento il golfo era spazzato da folate di vento impressionanti, capaci di far rompere gli ormeggi alla Celebrity Costellation, al Molo Garibaldi. L'alberetto non avrebbe retto ai colpi della vela e Luca non ha più aspettato, salendo sull'albero per tagliare le cime della vela, una ad una. Sono stati minuti di trepidazione: avrebbe potuto accadere di tutto, con il vento che imperversava senza sosta. Abilità, conoscenza della barca e un pizzico di fortuna hanno fatto in modo che tutto andasse per il verso giusto. A quel punto c'era "solo" da monitorare la situazione e sperare che la furia degli elementi non andasse oltre.
E così è stato. Il vento ha cambiato quadrante, diventando di Libeccio e spingendo Pandora lontano dalla banchina, e lentamente il mare si è sgonfiato.
"Per alcuni istanti abbiamo temuto che la barca potesse finire sopra la banchina. Sono state ore tremende, ma alla fine ce la caveremo con una strusciata, la sostituzione delle bitte e delle cime di ormeggio e della quadra", commenta Fanja nel pomeriggio di oggi, mentre rimbalza insieme a Luca da un porticciolo all'altro per soccorrere gli altri spezzini di mare che hanno subito danni dalla mareggiata.
Il sole è ritornato, ma durerà poco: mercoledì pioverà di nuovo. La speranza, forte, è che la prossima mareggiata sia lontana. Molto lontana. E molto diversa da quella di ieri.

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